Viaggio nel pregiudizio (maschile)

Una donna femmina che decida di varcare la soglia di una concessionaria per acquistare un veicolo motorizzato atto al  trasporto di cose e persone deve sapere, di partenza, che assai difficilmente sarà presa sul serio. Nella fattispecie in questione io – Barbie – entro baldanzosa nel luogo ove rivendono,  ricavandone notevole profitto, autovetture di una nota casa produttrice francese con lo scopo, apparentemente evidente, di comprarne una.
Entro e comincia a guardarmi in giro con quell’aria tipica che significa: allora, qualcuno mi caga o che roba??
Intorno a me caracollano 6-7 uomini (maschi) che si guardano l’un l’altro con quell’aria altrettanto tipica che significa ‘chi è? Cosa vuole? avrà sbagliato… vai tu? No vai tu? ma tanto fra un po’ arriverà il marito / fratello / padre / fidanzato / nonno / amante / figlio / pappone’.
Perché nella mente del maschio l’idea che una donna entri in una concessionaria auto DA SOLA e sempre da SOLA decida di perfezionare l’acquisto di ciò che la interessa è  INCONCEPIBILE. Non esiste proprio!
La Donna può tranquillamente andare da sola a comprarsi abiti, scarpe, generi alimentari, rossetti, una balestra, suppellettili, animali rari, ma NON la macchina. ASSOLUTAMENTE no! Perchè cosa ne sa lei di motori???? Giusto?
 
Quindi Barbie deve farsi strada non solo tra i venditori, ma anche tra i pregiudizi, finchè non sapendo più che pesci pigliare bussa esasperata ad un acquariufficio: ‘mi scusi signore, ma a chi potrei chiedere qualche informazione per una MACCHINA?’
Il tipo alla scrivania crede di aver capito male,  strabuzza gli occhi, scuote violentemente la testa con aria incredula, si fa venire un attacco di asma, respira due tre volte nel sacchetto del pane, si fa due tiri di ventolin e alla fine rantola ‘guardi, c’è il collega’.
Subito un fuggi fuggi generale, ma uno (sfigato) resta smarcato ed è praticamente obbligato a darmi retta, perchè io lo placco senza requie:
V (enditore di auto) – buona sera, mi dica (sbadiglia)
B (arbie) – ‘sera… vorrei una macchina.
V – …
V – … se potesse essere un po’ più precisa…
B – La voglio usata. Piccola, però con cinque porte, graziosa, facile da parcheggiare, molto spaziosa dentro, con pochi chilometri, che costi poco, magari rossa, vernice metallizzata. Col CD di X Factor già dentro l’autoradio se possibile
V – .. (guardandomi con aria da compatimento) ci sarebbero quella punto lì e quella panda là.
B – Bene. Quanto costa la punto?
V – .. (annoiato).. ummm.. cinquemila
B –  Ah. E quanti chilometri?
V – (guardando l’orologio) 66..no 70, settantamila
B – Ah. E di che an..
 
Ecco che entra uno (uomo maschio anche lui)  che, scavalcandomi letteralmente, va diretto dal MIO venditore con un mazzo di chiavi in mano e, come se proprio non esistessi (d’altronde, la donna che compra un’auto DA SOLA è o non è una creatura di fantasia? Come il mostro di Lochness, il Minotauro, i vampiri o Maria Stella Gelmini.. ah no, che lei invece esiste.. maledizione!), comincia a parlare di robe sue col Venditore che smette immediatamente di cagarmi, poiché non gli par vero di poter finalmente interagire con un uomo maschio, proprio come lui.
Dopo 10 minuti di conversazione in-te-res-san-ti-s-si-ma sulle pasticche dei freni, ed altrettanti di sguardi inceneritori da parte mia che però non sortiscono effetto alcuno, il villano mal garbato se ne va, non prima di avermi guardata con aria fintamente affranta ed aver proferito un ipocrita ‘mi scusi, eh!’
AH GRAZIE!  Mi scusi cosa, oramai … ancora un po' e morivo di vecchiaia… 
 
Comunque ormai sono stufa marcia, e non ho più alcuna voglia di comprare né la panda né la punto, e tralasciando ulteriori tediosi particolari, concludo dicendovi che alla fine ho trovato quel che cercavo in una seconda concessionaria dove un uomo maschio leggerissimamente più disponibile è arrivato perfino ad aprirmi la portiera del modello che mi interessava facendomici sedere dentro. Ci stavo benissimo, tra l’altro. Son tornata a casa tutta contenta pensando: sabato torno e LA COMPRO!!
 
Ovviamente relaziono l’Ufficiale in tempo reale via telefonia mobile, palesandogli  il mio sdegno ed il mio disgusto per la razza maschile nella sua interezza (lui a parte, chiaramente…), e, al tempo stesso, il mio entusiasmo per il veicolo prescelto! E' già la mia macchinetta, praticamente…
 
Lui, che mi ama, approva su tutta la linea:  
 
U(fficiale):  Brava Barbie ! Ma hai chiesto per le emissioni inquinanti  ?
B(arbie):  quali emissioni inquinanti  ??
U – Si.. nel senso: cos’è? Euro …? 1? 2? 4??
B- ehmm.. veramente…
U – ma poi.. è benzina o diesel? Ce l’ha il filtro antiparticolato?
B – …dunque..  il tappo del serbatoio era verde, quindi sarà benzina..credo …
U – … vabè. Comunque vien l’inverno, l’importante è che le gomme siano in ordine. Le hai guardate, no?
B – Ecco. Si, vien l'inverno. No. Non le ho guardate.
U-  Okey. Almeno ti sarai fatta confermare la garanzia!
B – ….dunque… allora…
U – ….
U-  ….
U- ….
B –  Uffi… ma ci sei??
U – scusa, stavo srotolando il filo del telefono..ehmm …scusami tanto cara, ma adesso devo proprio andare. Devo controllare con urgenza la sequenza di Fibonacci, ciao ciao.
B – MA UFFI !!
 
Che ci posso fare .. alla fin fine l’Ufficiale è un uomo anche lui.
Il problema vero è che IO  sono una donna. Sigh. 

  

4 thoughts on “Viaggio nel pregiudizio (maschile)

  1. Barbie, anch'io ho avuto la mia parte di gloria nella scelta della nuova auto di papà, ma solo per consulenza accessori, optional e tappezzeria… ah, e per il colore della carrozzeria… stop…

  2. io la Panda rossa me la sono cercata e comprata da sola, e guai al mondo chi non mi da retta!

    il tipo che hai incontrato tu, con me sarebbe morto.

    la SuperZia

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