Viaggi nel tempo a due passi da casa

Per cercare di buttare giù in qualche modo quei due-tre-quattrocento decagrammi che appesantiscono la mia figura, facendo pensare ai più che io sia sotto la mia altezza-forma,  una voce si leva unanime da colleghi, amici, parenti, conoscenti e anche qualche estraneo: FAI DEL MOTO!  Si, si.. avevo comiciato a correre.. ho smesso. Avevo cominciato a raggiungere la termo-iono-fabbrica in biciclo. Ho smesso.
Basta! Almeno una passeggiata giornaliera di una trentina di minuti sarai in grado di farla, no?  Via, dopo cena calzoncini scarpe ginniche e fuori!
Riesco a raggiungere giusto il portone condominiale, poi m
i vedo riflessa nei vetri. Dietro front immediato. Nei vetri c’è una chiattona in calzoncini e tennis arancio che fa PAURA ! PANICO PA-PA-PANICO PA-U-RA !
Che fare? ok, prendo la bici. Mi si vede meno la chiattitudine, se pedalo molto veloce (mi dico speranzosa)…E via, parto,  cantando come la protagonista di Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti (eh, guardatelo però!)
 
Questa era l’intro.

Cose che ho scoperto pedalando di sera appena fuori casa mia:
–          c’è un sacco di anziani sui balconi, con la sedia, che guardano quelli che passano. Però sono passata solo io
–          ci sono anche giovani universitari, che portano fuori di casa grandi quadri incorniciati discutendo di teorie matematiche
–          e signori di mezza età in bermuda e basta, con grossa pancia di fuori attaccati alle cancellate che chiacchierano coi vicini (credo NON di teorie matematiche però)
–          poi c’è una via vicinissimo a casa mia con delle casette ordinate-ordinate, ma di quell’ordine tipicamente pavese che da lì a ‘rigidamente leccate’ il passo è brevissimo
–          in fondo alla strada c’è una distesa di orti, a perdita d’occhio.  Di chi sono? Chi li coltiva?? Sospetto sia la sede segreta della Findus. Però da lì si vede tutta la città in fondo, ed è una meraviglia
–          sempre vicinissimo a casa mia c’è una chiesa, con una scalinata così alta che immagino le vecchiette che escono dalla vespertina che si buttano giù direttamente in deltaplano. Si fa prima.
–          dietro la chiesa c’è una stradina sterrata, di  fianco un canale, e alberi di acacia alti alti. Se tu ci passi in bicicletta per due minuti ti sembra di essere in un bosco, se chiudi gli occhi il rumore del canale diventa rumor di torrente, e se sei cinefilo ti aspetti di sbucare a Frittole. Ma è meglio aprirli, gli occhi, perché lo sterrato è pieno di buche, e cadere dal sellino è un attimo (…)
–          in fondo allo sterrato c’è una cascina, che sembra ritagliata dal mio sussidiario delle elementari (1972-77) o anche disegnata su Roselline (rigorosamente per chi abbia più di 40 anni…). Fa la guardia un cane nero ferocissssssssssssimo, per fortuna ingabbiato. Io, che ho letto Cujo, nel dubbio me la sono data a gambe all’istante, in uno sprint finale di coppiana memoria.
–          e soprattutto in un cortile ci abito io, e ho sette anni, quasi otto. Ovvio, non posso essere veramente io, ma è una bambina uguale uguale a me, piccola e magra come un chiodo, com’ero io a sette anni quasi otto, con i capelli arruffati che gira da sola sulla sua biciclettina rossa un po’ rugginosa,  suonando il campanello in continuazione. L’ho incrociata sulla mia, di bicicletta, ci siamo guardate e mi ha sorriso. Io poi sono andata avanti, dritta per la mia strada, senza girarmi a vedere se fosse ancora lì, perché avevo paura di non vederla più.. scomparsa, re-inghiottita dal buco spazio-temporale dal quale è certamente emersa. 
  
Perché preferisco pensare che c’è ancora in giro una me stessa di otto anni, che pedala felice suonando il campanello.

Proprio come la chiattona di 42, del resto…

10 thoughts on “Viaggi nel tempo a due passi da casa

  1. bello .. bellissimo…guarda che anche se non coemmnto qusi piu… ti leggo sempre…e questo psto.. é tenerissimo!!!

    beffy2

  2. Per favore la prossima volta guarda se vedi una bimba di 7/ 8 anni con gli occhiali come fondi di bottiglia, magra come un grissino , con due palettoni davanti come incisivi ed una bicicletta verde  .  Se la vedi dille che mi manca un po'……anche se corro ancora in bicicletta felice!!!
    Michela 

  3. wow! è stato un tuffo nel passato! la casina disegnata sul sussidiario delle elementari m'è apparsa immediatamente davanti agli occhi! amarcord…

  4. hai dimenticato un pezzo. In fondo al cortire c'è  la sorella della bimba con la  bici rossa, che l'aspetta per portarla all'asilo!!!!

    anzi no,  al doposcuola estivo, a farle fare dei temi supplementari perchè è notorio che scrive male!

    Cmq questo post è estremamente poetico. 'zzo lavori a fare? dovresti fare la scrittrice.

    assorretta

  5. Sono stata nella tua città un paio di mesi fa, per una visita di lavoro, e l'ho trovata bellina. Ci ho pure rimediato una cena in quel ristorantone chic vicino al fiume, come si chiama? burdelli, Budelli o giù di lì…
    Leela

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