Un buon modo di cominciare l’anno nuovo

… può essere quello di andarsene in centro, col pretesto interiore di vedere il Duomo dopo il restauro,  a dispetto della pioggia e del freddo, armata di un ombrello grigio gigante loggato Termoionofactory ma, trovando la cattedrale serrata fino alle ore 15, anziché tornarsene mestamente a casa,  si scelga di aggregarsi – dapprima furtivamente e dopo in maniera plateale, chiedendo apertamente ospitalità  al gruppo –  ad un manipolo di ardimentosi turisti svizzeri in gita dal canton Ticino – che peraltro dicono che la mia città è bellizzzima –  dotati di una formidabile guida spiritosissima che illustra magnificamente i maggiori monumenti cittadini.

Io, che qui ci sono nata, mi stupisco di apprendere cose che non so, divertendomi anche; nel tragitto tra una cattedrale gotica ed una cripta romanica, ospito sotto lo smisurato parapioggia un anziano professore di chimica-fisica ora in pensione, con baffi a manubrio, denti da tricheco e odor di naftalina mista dopobarba Aquavelva, che mi spiega con dovizia di particolari le principali differenze tra i programmi scolastici italiani e quelli svizzeri. Forse non tutti sanno che, nella civilissima patria delle banche e degli orologi, non esistono – a detta, almeno, dell’insigne pedagogo – libri di scienze, non in quarta media per lo meno (che da noi neanche esiste, la quarta media). Si sopperisce alla mancanza con l’esperienza, e si arriva addirittura a misurare la dimensione della molecola di acido oleico con strumenti idonei e non, tipo ad esempio il borotalco.

Il maturo ex-docente mi spiega la tecnica nei dettagli, tanto che – se me la ricordassi – potrei rifare l’esperimento a casa mia, nella mia cucina. Ma poiché a me la chimica-fisica non mi rimane in testa neanche con le martellate, avviene che mi sia dimenticata tutto nel tragitto tra l’abside e il transetto centrale della chiesa gotica che ci ospitava nel momento. Non soddisfatto, e lietissimo del mio interesse,  egli prosegue narrandomi particolari affascinanti sull’esperimento delle sfere di Magdeburgo, accenna ai principi base della quarta dimensione e poi, per fortuna,  appare all’orizzonte la sagoma del pullman svizzero, il che lo costringe, con un certo malcelato rammarico,  a congedarsi da me e dal mio ombrello, e a ricongiungersi con la sua consorte Siglinde (della Svizzera tedesca, cantone di Unterwalden) onde  rincasare prima che faccia buio nelle natie lande cioccolatose.

Bè,  è stato divertente. E inaspettato. E anche istruttivo.

Voglio farne l’imprinting per il mio 2013: imparare cose, conoscere persone, cogliere opportunità.

Nonostante e a dispetto delle avverse condizioni climatiche.

 

8 thoughts on “Un buon modo di cominciare l’anno nuovo

  1. ci riprovo .. avevo gia commentato ieri ma non ö erimasto…
    sono contenta che ti sia trovata bene con i miei connazionali… non sempre siete cosi aperti verso di noi.. ti auguro un anno felice , con abbatnza vino, tanto amore e sexxo sfrenato

  2. e cosi l’insigne pedagogo non ha sentito una parola di quello che diceva la guida, che peraltro lui ha pagato, per parlare con te!

  3. scrivi come reciti…mi pareva di vederti sotto l’ombrello con il tuo sguardo sornione mentre ascoltavi l’anziano professore…
    chissà che il tuo imprinting non ti porti verso l’asia… a Mindanao… dai miei bambini…
    chissà….
    Ciao cara amica mia, che Dio ti benedica!

  4. mi sovviene or ora una stretta somiglianza della scena con un passaggio di ‘PiccoleDonne’, Jo e il Professor Franz ( spero di non sbagliare il nome)….

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