Senator Lounge

Vienna, Austrian Airlines ! La mia città preferita e la mia compagnia aerea prediletta!
Specie quando posso gozzovigliare impunemente in attesa dell'imbarco nella Senator Lounge grazie alla Diamond Card di un occasionale compagno di viaggio!

La Senator Lounge dell'aeroporto di Vienna è un luogo straordinario, al quale accedono solo pochi e selezionatissimi eletti, che – per l'appunto – possiedono la magica carta Diamond (ecco cosa intendeva Marilyn!), poichè viaggiano sovente in prima classe… e a volte i loro fortunati amici, naturalmente, tipo me!

Grandi e confortevoli potrone Frau ti accolgono sorridenti, c'è ovviamente la wifi come se piovesse, la filodiffusione, un silenzio da chiostro di clausura, ma soprattutto un buffet h24 dove spiccano:
– salsicce viennesi calde, buonissime!
– il PURE'!! Tanto, delizioso, caldo caldo, fatto con le patate VERE , mica con le buste pfanni! Mangiato a merenda a cucchiatate verso le 15.30- 16.00 del 30 giugno è una cosa S T R E P I T O S A ! Specie per me che, ricordiamolo, sono amante del purè!
– lo champagne, per mandare giù il purè. Illimitato anche lui.. puoi tracannarti la Magnun, come ho fatto io, e nessuno fa una piega, anzi ti mandano subito una Mathusalem di rimpiazzo
– la mousse al cioccolato. Lì ho dovuto limitarmi, e ne ho mangiate due e non 24 come avrei tanto desiderato. Ma era bello e scaldava il cuore vedere come non appena il numero di porzioni scendeva sotto il minimo sindacale (18)  subito arrivava un signore in frac col carrellino a rimpinguare la scorta, il tutto a ritmo concerto di capodanno!

Per tacer dell'aeromobile! Nonostante il mio biglietto super economy la brillante compagnia delle palle di Mozart offre sedili larghi 3 volte Ryan Air ed uno spazio per le gambe inimmaginabile (i corti come me possono addirittura tenerle distese anche senza scegliere le uscite di sicurezza). Incredula di fronte a tanta volumetria, ho voluto fare una prova pratica: testa contro lo schienale, braccia tese in avanti non arrivavo a toccare il sedile di fonte, nonostante le unghie lunghissime da panterona!
Son cose belle per me, che spesso mi ritrovo a incastrata tra due sedili NON reclinabili con la fronte appoggiata al poggiatesta del sedile avanti…
Non parliamo poi del successo della manovra: tutti i vicini, scambiandola per una ginnastica anti varici da volo prolungato, hanno cominciato a fare lo stesso in perfetta sincronia.

L'unica pecca della Austrian è che spesso finisce in overbooking: tipo stasera, che 2 minuti prima dell'imbarco la signorina fa un annuncio ove mendica disperata due volontari che partano 3 ore dopo, offrendo in contropartita la favolosa cifra di euri 100.
La venditrice-amante-della-trattativa-peggio-che-essere-in-un-suk-arabo che c'è in me scatta d'impulso, senza che la gemella non-facciamo-figuracce-per-l'amor-di-dio riesca a trattenerla e in men che non si dica mi trovo davanti al desk: '100 son pochi, ma se vuole per 250 mi offro io'  
La hostess mi guarda come se avessi tre teste, ma ormai son partita e non mi ferma più nessuno: 'su su, coraggio – le intimo perentoria – alzi quel coso lì chiamato telefono, senta il suo capo e chieda se si può fare'
Lo stupore della sobria fraulein è tale da paralizzarla cerebralmente, e senza credere alle sue stesse azioni lo fa veramente: chiama il Padrone della Austrian Airlines !
'Thank you Madame, but Mr Austrian says this is against our company policy. We are not interested in your offer' è la secca risposta della bionda stewardessa.

Bè, pazienza, nessuno è perfetto, ricordiamocelo. Neanche la Austrian Airlines, evidentemente!  

P.S. non ho neanche disfatto la valigia, che tosto riparto con l'Infanta per una settimana di vacanza nella terra delle tapas, della paella e – soprattutto – della sangria! 
Barbie è talmente stanca che ha deciso di partire così come si trova,  con dentro la valigia i tailleur da regina della  termoionicità, un costume da bagno infilato all'ultimo momento, due campioni di valvola ultimo modello, il listino prezzi, una giacca pesante, giacchè  teme la gelida estate basca, e già  molta nostalgia dell'Ufficiale, che non vede da tanti giorni e che non vedrà per altrettante albe e tramonti. Ma spera di divertirsi tanto tanto lo stesso…

Mani wuber

Pronta per l’ennesima missione termoionica: parto domani per una delle repubbliche baltiche: quale? e che ne so, le confondo sempre…comunque, ho già approntato il bagaglio!

Intanto, sono migliorata tantissimo: anticipo mentalmente gli abbinamenti, onde evitare di imbarcare inutile zavorra, travaso sciampi in bottigliette mignon di Rosso Antico (che tracanno prontamente a scopo svuotatorio), per eludere furbescamente i controlli, ed ho selezionato gli stivali da viaggio, che garantiscono di passare insonorizzati dal metal detector, il che mi consente di indossare collant smagliati e pedalini bucati, dai quali l’alluce occhieggia beffardo, senza tema di essere esposta al pubblico ludibrio.

La valigia si chiude quasi ermeticamente,  forse forse senza neanche sedermici sopra, e sono già praticamente dormiente sotto il piumone quando, ad un tratto, mi scappa l’occhio sulle mano destra: orrore!! …tutto lo smalto a scaglie!

Ora, dovete sapere che fino a pochissimo tempo fa il concetto di ‘mano curata’ per me equivaleva ad essermela lavata con acqua e sapone: onicofaga incallita ed appassionata, mi esercito nell’arte dello sgranocchio sin dalla più tenera età, rosicchiandomi sovente fino ad arrivare all’osso,  sempre rammaricandomi della mia scarsa agilità corporea che mai mi ha permesso di arrivare a degustare le unghie dei piedi, cosa che avrei tanto tanto desidederato.

Poi un giorno, sono a cena con l’Ufficiale (erano i primi tempi del corteggiamento…): egli mi prende la mano, e lungamente l’osserva.  Ed io, in quell’istante,  ho visto le MIE unghie con i SUOI occhi, provando una vergogna che manco mi avesse beccata a rubare dal  salvadanaio del’Infanta (.. si certo, lo faccio sempre… e allora??).  Dopo un lasso di tempo infinito – durante il quale io mentalmente imploravo ‘Diooo, fa che crescano subito! Dai, sarebbe un miracolo strepitoso.. dai dai dai!! ..ma niente – finalmente egli sillaba: ‘sai che avresti delle mani bellissime se non ti mangiassi le unghie? (cosa peraltro spudoratamente falsa, perché – unghie o non unghie – io ho delle mani ORRENDE, piccole e tozze, a forma di frittata,  e delle dita che, a detta dei più, me compresa, sembrano pari pari i wursteloni wuber, per dimensioni e colore – confezione famiglia)

Comunque: un po’ per sfida e un po’ – soprattutto – per amore, io decisi lì per lì di smettere di dedicarmi al mio hobby preferito, nonché alla mia unica attività sportiva di un certo rilievo. Non era la prima volta, ed ero certa che non sarebbe durata – e lo stesso pensavo della mia love story.

E invece.. eccomi qua, nel cuore della notte a sfregarmi come un’ossessa con l’acetone … oddio, intendiamoci: decadi di onicofagia estrema producono danni irreparabili: hai voglia a fare manicure su manicure, e immersioni nella paraffina, che ti lasciano le mani così lisce che il culetto dei bambini sembra carta vetrata del 5: la matrice si rovina irrimediabilmente, e le unghie si indeboliscono e si rompono solo a guardarle, specie agli angoli. Le lime non sono così facilmente ed immediatamente reperibili, e a volte l’unica è cercare di sfregarle sulle facciate delle casi coi mattoni faccia a vista o per terra, sui cubetti di porfido.

Quindi… ça va sans dire, non sarò mai una panterona con gli artigli rosso-laccati, né sfoggerò mai – con mio grande rammarico – una french che rasenti la perfezione… ma intanto son qui che non riesco a prender sonno all’idea che domani, sul volo easyjet, io dica alla hostess ‘prendo queste, di patatine’, indicandone il prezzo (€ 2,60 per 30 grammi di prodotto) con l’indice puntante e legga nel suo sguardo low cost lo stesso disgusto che lessi quel dì negli occhi – peraltro già perdutamente innamorati – dell’Ufficiale.