Sento suon di campanelli….

 ‘Cosa facciamo da mangiare a Natale?’
 

Ecco, quando la NonnaSprint (genitrice di Barbie) pone questa domanda significa che il Natale è alle porte. È lì, che incombe. Ansia a manetta.
 
(fra parentesi: ogni anno mi ripropongo di acquistare tutti i doni entro e non oltre il 15 agosto, ma poi – va a sapere perché – non ce la faccio. Tant’è che oggi è il 16 novembre, e io di regali ho comprato solo 4 kefia  (a Madrid) per le amichette dell’Infanta … dov’è che le ho messe?? le ho riposte dicendo ‘le metto qui, così mi ricordo’… sicuro saltano fuori verso il 12 gennaio, quando ormai è passata anche l’Epifania. Impossibile riciclarle per il natale 2010 perché: a) passeranno di moda  b) le riperdo sicuro. Andrà a finire che le cucio insieme, e ci faccio un bel copridivano… a proposito: dov’è che ho messo la macchina da cucire???…)
 
Comunque: in vista del Natale la NonnaSprint butta lì la fatidica questione.
 
La Sorella di Barbie propone: sentite, non meniamocela troppo.
Siamo la metà di mille (*) Confezioniamo piatti raffinati ma semplici. Stoviglie graziose ma di facile maneggio. Non troppi antipasti, che scionfano.

Il che, tradotto in lingua corrente, significa:  antipasti: un etto emmmezzo di crudo, si quello in offerta va bene. Di primo pasta al burro. Secondo la simmenthal. Piatti e bicchieri di plastica. Alle due e venti è tutto finito. 

(*) su chi partecipa al Pranzone di Natale torniamo un’altra volta)
 
Barbie ribatte: ma insomma! E’ Natale! Un minimo sindacale di festa, via!
Il che, tradotto in lingua corrente, invece significa:  18 antipasti diversi, inclusa l’aragosta e una dozzina di capesante a commensale. Di primo trionfo di agnolotti in brodo, lasagne reali, risotto al Castelmagno, polenta taragna.
Secondi di carne, di pesce e anche vegani che non si sa mai. Acquisto su Internet del volatile pluriripieno citato nel post sul delegato inglese – andatevelo a cercare che non riesco a mettere il link – , noleggio, o magari anche acquisto, se c’è ancora la tratta degli schiavi, di due maggiordomi inglesi che servono a tavola in alta livrea e parrucca bianca riccioluta e cipriata. Panettone artigianale fatto a mano da 25 kg. ricoperto di fondente Valrhona e decorato in foglia d’oro.  Un albero di noci per la frutta secca di fine pasto. Un torrone lungo abbastanza da collegare Cremona a Pavia. Vini direttamente dalla Borgnogna, Valle del Reno, Napa Valley e South Africa.   Champagne come se piovesse.  Stovigliame importato appositamente dalla reggia di Versailles. Tavola apparecchiata secondo il Cerimoniale di Corte Borbonico. Preziose tovaglie di Fiandra con tovaglioli coordinati. Ai muri antichi arazzi fiamminghi. Ai lati della sala da pranzo armature medievali, comprensive di cavalli bardati per la Giostra del Saracino.
Un gran pavese di bandierine nella via dove risiedo. Giardino sfarzosamente illuminato a festa, con slitte, babbi natali, elfi, renne e fatine. 40 cm di neve (eventualmente anche finta) Gesù bambino in persona, con bue, asinello e tutto. Fuochi d’artificio per tutta la durata del pranzo (8 ore minimo). Caffè e ammazzacaffè. Pennica collettiva su chaises longues di Le Courbusier (una per ciascuno).
 
La NonnaSprint commenta laconica: decidetevoipermeèlostesso
bastachemiditecosadevopreparare
manounacosadifficilechenonsonocapace 
 
E ci lascia lì, in balia di noi stesse e delle nostre idee,  a massacrarci a colpi di ‘.. ma cazzo! 4 capesante di merda non vuoi comprarle?? ‘  ‘evaffanculo, te e le capesante! Poi si avanza tutto!’  ‘ma smettilaaaaa!! Che poi puoi usare i gusci per fare i posacenere!!’  ‘MA SE NON FUMO DA TRE ANNIIIIIII !!’
 
Il tutto alla faccia dello spirito natalizio….

Ma anche a voi…

Succede di andare al super con la ferrea, fermissima intenzione di comprare 2 cose 2, e precisamente:

 

      Il detergente alcolico, che adesso a scuola è OBBLIGATORIO come la tuta nera x ginnastica, che se non ce l’hai il prof ti cazzia e ti da la nota sul diario (l’Infanta NON ce l’ha… però se vuole gliela compra lui, il prof dico.. ne ha già 7 di altri colori, che usi quelle finchè non sono lise coi buchi sulle ginocchia)

–      Il quaderno pentagramma grande x scuola di musica

 

e di uscire da detto super con due borse giganti stracolme di generi di primissima necessità, tra cui:

      un Petit Reblochon de la Savoie.. ne avevo veramente bisogno?? la cellulite già presente sul mio corpo urla ‘NO!’ 

      tre sciampi diversi (da ‘rinvigorente, all’estratto di muschio selvatico dell’Illinois’ a ‘lisciante, per una chioma fluente senza forfora, protettivo bilanciato, sbiancante e candeggiante,  liscia e lucida, rispetta i ricci e l’ambiente’ )

      una confezione di lingue di gatto (e l’Infanta che canta ‘li-li-li-lingueee di gaaattoooooo’)

      diversi pacchetti di moncheri (la nostra droga)

      zero quaderni pentagramma (non c’erano)

      zero detergente (esaurito… come me)

 

Spesa complessiva: euro 62.50

 

E meno male che non c’era il Puzzone di Moena, se no compravo un mezzo chilo pure di quello….

 

 

 

 

 

 

Il mio Inferno personale

E’ il mercato San Miguel. Chi sia stato a Madrid lo conosce.
Credo che ognuno abbia la sua personale visione degli Inferi: tipo restare bloccati in ascensore con un venditore di serramenti in alluminio anodizzato munito di catalogo e blocco contratti, per dire.
Ma io ho focalizzato il mio Ade personale in quel mercato lì. E’ un mercato, appunto, dove però si può consumare il prodotto sul posto. In più, le bancarelle sono solo di robe super gourmet, esponenti le leccornie più meravigliose che un palato esigente (come il mio) possa immaginare: tartine straordinarie che sembrano quadri di Mirò, farcite di salmone, brandade di bacalao, ostriche e champagne ovunque, Jamon Hiberico come se piovesse, frutta esotica, un banco solo di funghi, cioccolati e altre ghiottonerie che è meglio smettere di pensarci perchè temo che la bava che mi cola sulla tastiera possa danneggiare il portatile.
Tutto intorno, centinaia e centinaia di avventori che, muniti del loro bravo vassoietto all’uopo designato, sbranano le delizie salivando come i cani di Pavlov, sgomitandosi felici!
‘Sìento otanta y dos!’ ruggisce una voce, si leva una mano tra la folla che brandisce il magico bigliettino, lo porge e in cambio riceve il vassoietto ricolmo di ogni magnificenza! Ecco!
Semplice, no? apparentemente si, ma io NON ho trovato la macchinetta distributrice di numeretti. Ho girato, e girato, e girato, confusa e inebriata dagli aromi che nell’aria le leccornie sprigionano, ho cercato e guardato e frugato…NIENTE! La malefica macchinetta NON c’è! 
Ci sono tornata bene due volte, ed in entrambi i casi son rimasta a bocca asciutta (a parte la bava, si intende…)
Bene, quando io morirò di sicuro finirò un graaaaaaande mercato San Miguel, pieno di gente che si strafoga di delizie, e io non troverò mai la macchinetta, per tutta l’eternità!
 
Potrebbe anche andarmi meglio, e capitare in Purgatorio, che è uguale: però in Purgatorio io trovo la macchinetta, e mi munisco di numeretto…peccato che stanno servendo il 28, e a me è toccato il 127.980.875

Spizzichi


L’Infanta e Easyjet

Sul poggiatesta easyjet sta scritto ‘Boxer chips £ 1,00 or € 1,50 with any purchase on board today

TRADUZIONE DELL’INFANTA: patatine ad un euro con ogni porcata a bordo oggi 

L’Infanta e le hostess

L’Infanta osserva rapita le assistenti di volo…’ma Mater…le hostess dei film con le gonne a tubo e lo spacco, carine tipo top model… non ci sono più?? sono rimaste solo queste con le gambe cicciotte??’

Io e Easyjet  

‘salve, cosa c’è da mangiare di buono?’

‘ Guardi, la Pizza Margherita è il meglio che abbiamo !’

‘ssssi..l’ho già provata… due pacchetti di patatine, grazie’

Io e il concierge 

‘Mes racomandos: un restaurante bonito, con paella muy muy bonita! Ma no-no-no restaurantos de turistos! Un locàl tipico Madrileno com muy muy madrileni’
Ola Segnora!! La Paella Real! Està el muy bonito restaurante de Madrid por la Paella !’
 

… tavolate gremite di giapponesi… io e l’Infanta… due siciliane… una coppia di italiani.. frotte di francesi…zero madrileni zero. E la paella non era proprio proprio real…. Massimo massimo una paella da conte o barone, via!

BEATA IGNORANZA!

Due turisti italiani al Reina Sofia: ‘ ah, ecco il Guernica… ma…è in bianco e nero!!??

………

Altri due turisti italiani dietro di noi in aereo

Turista 1 – ‘ .. si guarda, Gerusalemme bellissima… poi volevamo fare la gita al mare interno, ma ci mettevamo troppo’

Turista 2 – ‘ ma dove? ‘  

T 1 – ‘ma sssi … quello lì..come si chiama… il mar Caspio !

T 2 – ‘eh sì, l’ho fatto anch’io…bello, ma ci vogliono un po’ di ore’

  ……..

 

 

Prima della tragedia

…avevo preparato questo post al nostro ritorno da Madrid dove io e l’Infanta siamo state un paio di giorni per una fantastica vacanzina! Era il nostro regalo di compleanno

Ora, quel che caratterizza la vacanza con l’Infanta è la nostra subitanea trasformazione in due debosciate schiave totali del consumismo: tempo 3 minuti dal decollo e i 3 sedili occupati da due soli culi (i nostri) si trasformano nel salotto casa nostra. Subito tiriamo giù tutti i tavolini, i nostri giubbotti (e anche un paio di quelli dietro di noi) vengono trasformati in coperte e cuscini per creare l’atmosfera tipica dell’Orient Express, ci slunghiamo giù lascive su tutta la superficie disponibile, tipo matrone romane,  facciamo man bassa di snacks e bibite fortemente gassate (esaurendo già il 50% del budget di tutta la vacanza) tiriamo fuori libri, fumetti, riviste, settimanaenigmistica, penne, matite, pastelli, acquerelli, caramelle, cicche, moncheri di contrabbando, mangiamo, beviamo, ridiamo sgangheratamente a voce altissima incuranti dei possibili dormienti, ruttiamo per via dell’anidride carbonica e soprattutto suscitiamo estrema invidia nei viaggiatori circostanti, i quali  si precipitano ad acquistare anche loro freneticamente snacks e bibite (easyjet dovrebbe riservarci una percentuale…) cercando invano di imitarci! Ma non hanno nè la S.E., nè le altre amenità di cui noi disponiamo in abbondanza e soprattutto NON tracimano, come noi, buonumore ed euforia da ‘finalmente vacanzina!’

E dire che io fino a tre minuti PRIMA del decollo cagavo come un idrante causa virus malefico e invece un nanosecondo DOPO mi ammazzavo di risate, pringles e acqua Perrier (che per me vale più di tutte le cochecole del mondo)

Altro che fermenti lattici… potenza del volersi bene!

 

 

Paure immotivate

che mi prendono quando mi avvio a partire per una missione corrosiva:

  • Diooo… ho sbagliato terminal!
  • Nooooo ….ho sbagliato aeroporto !! (Linate per Malpensa)
  • Cazzo! Ho sbagliato destinazione (ho il biglietto per Duesseldorf e invece scopro di dover andare a Dortmund..)
  • Merda! La valigiaaa (perché ho sentito un tonfo in auto ferma al semaforo e ho fatto  partire la mano dietro al sedile per controllare se la valigia è ancora lì e non è rotolata giù come il tonfo fa presagire. Anche perché la portiera è chiusa…)
  • Minkia!! Il biglietto !!!(che tanto è elettronico e NON serve)
  • Uhmmmm …ho preso su i medicinali importanti???(pillola, pasticca per la pressione, Alka Seltzer, Zigulì, Placebo)
  • Osti, ho dimenticato le scarpe tacco 12!
  • Osti, ho dimenticato spazzolino / dentifricio / spazzola per capelli / microphon
  • E se l’aereo precipita??
  • E se non trovo niente da mangiare??
  • E SE NON TROVO NIENTE DA BERE???  (di alcolico, intendo)

ma soprattutto :

  • PORCA VACCA!  E se lo snack a bordo è a pagamento??? (maledetta Easyjet!!)

madre degenere 2

‘cos’è??’ chiede l’Infanta indicando il sacchettino di tela grezza di Cheese (dove sono stata negli ultimi due giorni ad ammazzarmi di formaggi e vini bianchi / rossi / rosé con l’Ufficiale)

‘è il sacchettino che ti mettevi al collo e poi ci mettevi dentro il bicchiere e poi andavi in giro a bere il vino’, rispondo realizzando al tempo stesso che, mentre  il mio colesterolo scalava quota 1.000, la povera orfanella era a casa con la nonna, abbandonata da entrambi i genitori, stante che il suo papà era in treno-merci con la fidanzata in viaggio verso la Puglia.

Però.. cosa non sono il Blauburgunder e l’Asiago stravecchio per i sensi di colpa!

 

 

 

vacanzina, vacanzina

…me-ra-vi-glio-sa!! Allora: eravamo in Sardegna, Costa Smeralda centro.  Albergo 7 stelle lusso all inclusive: si poteva scendere al bar, o farlo salire in camera, alle 2 del pomeriggio, ordinare il Cosmopolitan con ciliegina d’oro e te lo davano senza pagare nessun extra. Letto con sopra tanti tanti materassi ma morbidi, che tutte le sere ci mettevano sotto un pisello solo per darti il gusto di chiamare il concierge per lamentarti e sentirti una principessa, non c’era nessuno perchè in quell’albergo lì agosto è bassa stagione, la nostra camera era una suite con 3 bagni perchè non si sa mai, di cui uno con water-idromassaggio, la cena veniva servita in terrazza esclusiva, con 8 camerieri di cui uno era Brad Pitt, che cucinava tutto lui, e la paella la fa benissimo! Pomeriggio si faceva sempre una gita col panfilo, lo guidava il Capitano Stubing, quello di Love Boat. La sera venivano Woody Allen ed i fratelli Cohen a fare animazione. Di notte, la Wiener Philharmoniker sotto il nostro balcone ci conciliava il sonno intanto che faceva le prove del Concerto di Capodanno.

Cosa c’è di vero? Bè, eravamo in Sardegna, in un campeggio scrauso pieno di olandesi molesti, privo del benchè minimo comfort e attorniato da rumori assordanti. Però c’era l’Ufficiale, ed è stata un vacanza me-ra-vi-glio-sa!

KLM

La KLM serve a bordo dei tramezzini buonissimi (pane integrale e formaggio aromatico). Io ne avrei mangiati volentieri 23, ma non ho osato chiedere più di un bis alla hostess.

 

La KLM, pur servendo ottimi tramezzini, quando ti chiama con l’altoparlante in aeroporto fa notare a tutti con garbo malcelato che ‘mr brown and mr smith are delaying the flight! Please go immediately to gate D16!!!’

Io ero terrorizzata di sentire il mio nome insieme a quella nota di biasimo della voce metallica dell’interforno.

 

La KLM, nonostante i fantastici tramezzini, smarrisce i bagagli, e tu a Malpensa rimani l’unico passeggero che guarda desolato il tapis roulant che gira e gira e vuoto, e la tua valigia non c’è. Non c’è!!  E’ INUTILE CHE STAI LI’…NON C’E’!!

 

La KLM, oltre a servire appetitosi tramezzini, serve anche dei biscotti ripieni di caramello che pucciati nel tè sono FA-VO-LO-SI. Io ne avrei mangiati un chilogrammo, ma ho dovuto accontentarmi di due.

Fortissima la tentazione di chiedere al vicino ‘scusi, lei lo mangia il biscotto??’

 

Per caso, qualcuno sa dirmi dove si comprano i tramezzini-gourmet e i biscotti della KLM???

uomini che bevono come delle spugne

Durante il mio viaggio di lavoro in irlanda ho scoperto che è possibile bere moltissimo e sopravvivere senza peraltro sputtanarsi coi clienti.

Il cliente medio irlandese è un individuto alto e allampanato, apparentemente un po’ border line, che durante tutto l’incontro di lavoro ti tratta con freddezza e distacco tipicamente nordici, ma dopo l’orario di lavoro ti invita a cena e si trasforma in un essere allegro e caciarone che neanche un romano gli sta dietro.

Il processo si attua tramite la progressiva ingestione di alcolici: birra (Guinness e non), whisky, Baileys e vino. Tutto in una sera. Dopo le prime due – tre birre il cliente irlandese ti tira pacche sulle spalle e racconta barzellette sconce, dopo 6 non so perchè anch’io a quel punto lì ero abbastanza bevuta e ho un ricordo assai nebuloso della serata.

In più, il Collega Tedioso è non solo assolutamente ininfluente dal punto di vista delle relazioni sociali (non parla inglese….) ma è praticamente semi-astemio. Avrà bevuto si è no una pinta e mezza di roba.

E quindi mi sono trovata da sola a difendere la mia dignità di donna lavoratrice, e in quanto tale costretta a bere almeno, se non di più, di un uomo nelle stesse condizoini, nonché  l’onore dell’Italia come nazione, accettando ed ingerendo di buon grado, e col sorriso sulle labbra, tutto quel che veniva versato nel mio bicchiere (dopo un po’ il sorriso era più una paresi…)

All’una e trenta di notte ho detto ‘basta, ora vado a dormire!’ e mi sono avviata barcollando verso la mia cameretta in albergo..

Il ricordo più chiaro che ho della serata (perchè è rimasto scritto un promemoria sulla tovaglietta del ristorante che mi son portata via) è quando il Direttore Ufficio Acquisti mi ha spiegato che ‘baciami il culo’ in gaelico si dice ‘pog mahon’.

Son quelle cose che nella vita prima o poi ti servono…..