Mani wuber

Pronta per l’ennesima missione termoionica: parto domani per una delle repubbliche baltiche: quale? e che ne so, le confondo sempre…comunque, ho già approntato il bagaglio!

Intanto, sono migliorata tantissimo: anticipo mentalmente gli abbinamenti, onde evitare di imbarcare inutile zavorra, travaso sciampi in bottigliette mignon di Rosso Antico (che tracanno prontamente a scopo svuotatorio), per eludere furbescamente i controlli, ed ho selezionato gli stivali da viaggio, che garantiscono di passare insonorizzati dal metal detector, il che mi consente di indossare collant smagliati e pedalini bucati, dai quali l’alluce occhieggia beffardo, senza tema di essere esposta al pubblico ludibrio.

La valigia si chiude quasi ermeticamente,  forse forse senza neanche sedermici sopra, e sono già praticamente dormiente sotto il piumone quando, ad un tratto, mi scappa l’occhio sulle mano destra: orrore!! …tutto lo smalto a scaglie!

Ora, dovete sapere che fino a pochissimo tempo fa il concetto di ‘mano curata’ per me equivaleva ad essermela lavata con acqua e sapone: onicofaga incallita ed appassionata, mi esercito nell’arte dello sgranocchio sin dalla più tenera età, rosicchiandomi sovente fino ad arrivare all’osso,  sempre rammaricandomi della mia scarsa agilità corporea che mai mi ha permesso di arrivare a degustare le unghie dei piedi, cosa che avrei tanto tanto desidederato.

Poi un giorno, sono a cena con l’Ufficiale (erano i primi tempi del corteggiamento…): egli mi prende la mano, e lungamente l’osserva.  Ed io, in quell’istante,  ho visto le MIE unghie con i SUOI occhi, provando una vergogna che manco mi avesse beccata a rubare dal  salvadanaio del’Infanta (.. si certo, lo faccio sempre… e allora??).  Dopo un lasso di tempo infinito – durante il quale io mentalmente imploravo ‘Diooo, fa che crescano subito! Dai, sarebbe un miracolo strepitoso.. dai dai dai!! ..ma niente – finalmente egli sillaba: ‘sai che avresti delle mani bellissime se non ti mangiassi le unghie? (cosa peraltro spudoratamente falsa, perché – unghie o non unghie – io ho delle mani ORRENDE, piccole e tozze, a forma di frittata,  e delle dita che, a detta dei più, me compresa, sembrano pari pari i wursteloni wuber, per dimensioni e colore – confezione famiglia)

Comunque: un po’ per sfida e un po’ – soprattutto – per amore, io decisi lì per lì di smettere di dedicarmi al mio hobby preferito, nonché alla mia unica attività sportiva di un certo rilievo. Non era la prima volta, ed ero certa che non sarebbe durata – e lo stesso pensavo della mia love story.

E invece.. eccomi qua, nel cuore della notte a sfregarmi come un’ossessa con l’acetone … oddio, intendiamoci: decadi di onicofagia estrema producono danni irreparabili: hai voglia a fare manicure su manicure, e immersioni nella paraffina, che ti lasciano le mani così lisce che il culetto dei bambini sembra carta vetrata del 5: la matrice si rovina irrimediabilmente, e le unghie si indeboliscono e si rompono solo a guardarle, specie agli angoli. Le lime non sono così facilmente ed immediatamente reperibili, e a volte l’unica è cercare di sfregarle sulle facciate delle casi coi mattoni faccia a vista o per terra, sui cubetti di porfido.

Quindi… ça va sans dire, non sarò mai una panterona con gli artigli rosso-laccati, né sfoggerò mai – con mio grande rammarico – una french che rasenti la perfezione… ma intanto son qui che non riesco a prender sonno all’idea che domani, sul volo easyjet, io dica alla hostess ‘prendo queste, di patatine’, indicandone il prezzo (€ 2,60 per 30 grammi di prodotto) con l’indice puntante e legga nel suo sguardo low cost lo stesso disgusto che lessi quel dì negli occhi – peraltro già perdutamente innamorati – dell’Ufficiale.