La cavalleria non è morta

L’ho vista di sfuggita, sfrecciandole accanto al volante della mia twingo truccata.
Era lì, sul ciglio della strada con gli stivali taccati, un bel cappottino fèscion, truccata anche lei – meno della mia twingo – che immobile, con in mano una pochette superelegante e l’aria affranta, fissava la scena.
Era lì, con l’auto parcheggiata in bilico su tre ruote e un cric (tecnicamente: martinetto. Però noi a casa nostra lo chiamiamo girobacchino…)
Dietro la sua auto 2 – due -dos- two-deux-zwei  auto, parcheggiate anch’esse, con le doppie frecce,  ma complete di 4 pneumatici cadauna.
2 – due – dos – two – deux – zwei  maschi adeguatamente rivestiti di panciotto fosforescente d’obbligatoria ordinanza si affaccendavano intorno al girobacchino, onde sostituirlo prontamente con la ruota di scorta e permettere così alla donzella di proseguire il suo viaggio verso chissà dove senza ulteriori indugi (per come era vestita e  per l’orario secondo me andava a un brunch in centro a milano, dove avrebbe mangiato un biscotto integrale pucciato in una tazza di acqua calda senza zucchero).
Cosa si saranno aspettati in cambio? il numero del cellu? un fazzoletto di trina da tenere sul cuore sospirando? Eterna gratitudine? La sua patatina?
Chi lo sa…. Certo che lei era uno spettacolo, ferma lì sul lato della scena senza neanche sporcarsi un pochino di catrame…
 
Quanta differenza rispetto all’ultima volta che ho bucato io: sola e raminga lungo la statale, che saltavo a piedi pari come un canguro sul cric smadonnando, smoccolando e pensando ‘MA CAZZO! Non si ferma un cane… fa niente!! Ce le faccio da sola ! Ce la faccio da sola ! SSSI, ce la posso fare!’
E al termine dell’operazione – mani impastate di morchia, unghie rotte, ascelle pezzate per lo sforzo, trucco sfatto e copricerchione perso perchè è volato via – ho pure pensato ‘UAU! CHE FIGA CHE SONO!
 
Seeeee … che IMBECILLE, piuttosto! .. O forse.. CHE RACCHIA!