Mi hanno chiuso Amsterdam!

Malpensa. Ma ancora??!!  direte voi, miei adorati lettori… massssì, riparto x la patria della mitica Sabrina (la bibita).

Transito per l’importante hub guardandomi in giro, come al solito:  ci passo così tante volte che se mi bendate e mi fate fare tre giri su me stessa ritrovo comunque il track per gli imbarchi. Da un certo punto di è  rassicurante sapere esattamente dove sono le cose: lo stand della Tre che ti vende la chiavetta (si, l’ho comprata…) la farmacia al settore B, il body scanner prima degli imbarchi per gli USA, ..è un po’ come essere Tom Hanks in Terminal, via.. però senza la guerra in patria (non ancora, per lo meno). Trovo anche estremamente interessante il personaggio  ‘è la prima volta che prendo un aereo’:  davanti a me al check in, ad esempio, c’è una signorina che fissa attonita il biglietto che le hanno appena consegnato, così concentrata che il pensiero le si condensa intorno al capino in pensieri netti e precisi, tipo fumetto:

(fumetto) ‘ma cosa dovrò mai fare con questo rettangolo di carta colorata???    e l’impiegato telepata: questa è la carta d’imbarco

(fumetto) ‘ah.. ecco! E ques’altro bigliettino a righe…cos’è , esattamente??’  questa è la ricevuta bagaglio

(fumetto) ‘ahhh vedi ! e adesso dove dovrò andare’  Vada al gate n. B 45 signora !

La tipa si allontana comunque incerta, ripassando mentalmente l’alfabeto…e con lei mi allontano anche io, transitando per i controlli dove c’è così tanta gente che la serpentina delimitata dai cordoni azzurri parte  dal terminal 1, arriva al terminal 2 per poi tornare … Ma per forza ! MI hanno chiuso Amsterdam ! Me l’ha spiegato F., che ormai non manco di andare a omaggiare ad ogni decollo: oggi non è tanto dolce e carina, bensì  isterica, coi capelli dritti in testa tipo istrice e un kriss malese stretto tra i denti. Schiuma e bruxa. Davanti al suo banco una ressa rumoreggiante, mentre lei   difende il tapis roulant dei bagagli a costo della sua stessa vita!

‘oggi è un casino’ – mi ha urlato intanto che stendeva con un  destro ben assestato un rasta  che cercava di lanciare sul nastro uno zaino enorme con impachettata dentro un sitar del Tamil Nadu – MI hanno chiuso Amsterdam!

Ma si può? Come han potuto farle uno sgarbo simile?? ChiuderLE Amsterdam !!

La saluto solidale, e via, verso il serpentone! Accanto a me transitano anche due modelle alte, bionde, filiformi e bellissime, di cui una con enorme cappello di paglia rosa smoking. La bava maschile è tanta e tale che io rischio VERAMENTE di ruzzolare dalle scale verso il gate…Ma mi salvo in estremis, per fortuna! Intanto, il passa-e-ripassa nelle corsie del serpentone mi  dà modo di ascoltare a sprizzichi e sprazzichi diversi brandelli di conversazioni, spesso telefoniche:  

‘..ma tu glielo hai detto che possiamo scendere, di prezzo?’

‘Andreaaa ! amore, non correre. Vieni qui dalla mamma, dai..’

‘no, guarda. Manda una mail e digli che…’

‘6%3$£°ç§* ‘ (comitiva di giapponesi)

‘Run Martin, run!! Show mum how great you are!’

‘..che vergogna! Guarda che coda ! ma ti pare possibile, ma non possono aprirne di più, di metal detector?

..ssse, l’ho visto, il progetto Gondor. Guarda, a me NON  piace per niente…’

‘Ma non è possibile! Ma guarda che coda.. dai dai, chiedi se è proprio qui’

‘Signorina .. controlli se per caso ho lasciato lì, sulla scrivania gli occhiali da sole (rivolto al collega) ma tu guarda che coglione … meno male che il pisello ce l’ho attaccato, se no… ahahah (ridono)’

E si avanza lenti lenti tutti in fila verso i metal detector… ma guarda un po’: le due modelle vengono dirottate da un finanziere, che le fa uscire dalla coda,  le invita galante di qua dal cordone azzurro e le  fa accomodare in un metal detector VUOTO richiudendo il cordone alle loro spalle. Il finanziere ridacchia, vantandosi davanti al mondo della bravata.

Un collega burlone allora gli infila dentro anche una comitiva di giapponesi anzianissime: l’altro non gradisce, si prendono amichevolmente a finti-cazzotti, e la cosa finisce lì. Non credo che le due modelle gliel’abbiano data. A nessuno dei due. Forse però magari qualcuna delle giapponesi, invece….

Non vi è alcuno, però, che reputi  ciò una vergogna: tutti guardano, molti additano, diversi uomini invidiano, ma nessuno si indigna, e neanche io, a dire il vero.  E’ troppo il timore che il mio potenziale pistolotto di rimprovero e sdegno possa essere scambiato per  una banale e meschina forma di invidia / vendetta: io – come tutti sappiamo – non sono infatti né alta, né bionda, né filiformè né modella, e nessun finanziere mai si sognerebbe di dirmi con fare intrigante ‘la prego, signora Barbie, passi di qua.. che le faccio fare io una bella scorciatoia ‘  e giù l’occhiolino! Assai più probabilmente cercherebbe invece di incanalarmi con le anziane nipponiche, per incrementare il numero delle decrepite dimunendone, al tempo stesso, la qualità.

E quindi taccio, proseguendo lemme lemme diretta all’orrendo macchinario che ti costringe a denudarti  estremità e togliere cinture con innumeri buchi supplementari (che tutti adocchiano ridacchiando) dove mi incanalo nella fila sbagliata, ovviamente: quella con due olandesi con bermuda e SCARPONI da montagna. Con i lacci e 77 occhielli.  Ora che se li sono tolti mi han superato tutti, anche le 4 vecchie anziane residenti a Tokyo rimaste fuori dalla simpatica burla di cui sopra.

(to be continued)