Bizzarrìe magrebine

– Tutti fumano ovunque.  Soprattutto nei ristoranti. Ma anche in molti uffici. E nelle strade.  Nei ristoranti anche all’aperto: tu vai a mangiare fuori, e per fuori intendo nel dehors sotto una palma, e rientri che puzzi di fumo come se fossi stato in una baita produttrice di spek dell’alto adige. Poi fumano TUTTI, anche le vecchie, anche i bambini di 5 anni, anche le nonne distinte. Tutti.

– Nelle toilette locali non c’è il bidè. E fin qui… Però ho notato un’insolita installazione a lato della tazza: una specie di canna dell’acqua  con un terminale a forma tronco di cono dotato di uscita fendi-getto, di lunghezza idonea a raggiungere la tazza medesima. Ho immaginato trattarsi di un surrogato di detto bidè, atto a centrare l’obiettivo in maniera più mirata e, se vogliamo, anche più igienica. Però – perché c’è un però – anzi due – alcuni particolari mi hanno inquietato parecchio:
Primo: c’è SOLO il rubinetto dell’acqua fredda. Che a me è sembrata FREDDISSIMA.
Secondo:  il getto che ne fuoriesce è tipo idrante da rimozione manifestanti. Ti vola via la patatina, letteralmente! Se almeno l’acqua fosse tiepidina sarebbe probabilmente piacevole, ma stante la temperatura inaccettabile – chiamiamolo pure liquido refrigerante, và… sembra colluttorio sparato lì!  – direi che la pregevole installazione è forse – forse – agevolmente e tranquillamente utilizzabile solo nei mesi più caldi, luglio e agosto. Non oltre.  Pena il surgelamento e la totale insesibilizzazione della parte interessata. Ho elaborato altre ipotesi di utilizzo dell’importante manufatto metallico atto al trasporto ed alla emissione forzata  di liquidi: ho ipotizzato di tutto, dall’attrezzo per la simulazione del microfono, onde  cantarci dentro per passare il tempo durante ciò che un mio collega creativo chiama ‘il download’, ad un pulisci-orecchie per padiglioni di grandi dimensioni, ma  la più probabile, almeno a mio giudizio, resta la seguente:   trattasi  di strumento metallico semi-snodabile, atto alla rimozione di frammenti fecali rimasti incastrati nelle / adesi alle  pareti della  tazza stessa: la potenza del getto unitamente alla precisione dell’ugello garantiscono l’immediato scalzamento di qualsivoglia materiale da qualsivoglia elemento, a dispetto di forze fisiche uguali e contrarie che li trattengano l’uno all’altro  (es:  feci-ceramica,  californio-berkelio, pane-marmellata).

Se al ristorante chiedi una cosa che è sul menu ma non è più disponibile ti garantisci che il cameriere passi le due ore successive a prostrarsi ai tuoi piedi: tutte le sacrosante volte che ripasserà dal tuo tavolo (che per tua massima sfiga è il primo subito dopo la porta della cucina…il ciò non velocizzando il servizio) sprofonderà in un baratro di costernazione manifestandoti tutto il suo rammarico, a nome suo e del  titolare dell’esercizio, per la mancata presenza in cucina di ciò che tu desideravi.  Inutile reiterare il concetto che ‘non importa, non fa niente!’ Lui continuerà imperterrito a scusarsi piangendo sulla tua spalla. Inutile anche rammentargli ogni volta che però il tovagliolo, magari, sarebbe invece gradito, non tanto quanto compensazione della mancata vivanda, quando proprio perché vi sta colando l’olio sul mento. Niente, non otterrete né l’una né l’altra cosa. Metteteci una pietra sopra: rassegnatevi e ciao.

– Il fascino che esercito sul maschio arabo medio è assolutamente incontenibile e variegato:  mentre al mattino i maschi locali mi rivolgono la parola in ascensore in arabo stretto, scambiandomi per fauna locale,  a causa dei miei colori tipicamente mediterranei e probabilmente per via  dell’anomala quantità di peli che mi contraddistingue, al pomeriggio il cliente al meeting si complimenta per il mio eloquio forbito, e alla sera al controllo passaporti l’addetto in divisa mi chiede subito ‘italienne?’ e io ‘mais oui!’ e lui ‘enchanté!’   Vero che qui probabilmente non guardano tanto per il sottile.. vero che il maschio arabo medio non è George Clooney… vero che alla fin fine nessuno mi ha invitato a cena, né regalato diamanti, né offerto cammelli al mio capo in scambio equo e solidale… però son sempre soddisfazioni!!

– E last – but not least: in Tunisia è OBBLIGATORIO appendere in tutti gli uffici (e anche all’esterno, sulla maggior parte degli edifici statali) una foto del Presidente, con tutte le onorificenze in bella mostra e alle spalle la bandiera. Fa colore, niente da dire. Ma mi domando come mai una così bella iniziativa non sia ancora stata presa a fulgido esempio da-chi-tutti-noi-sappiamo….