Storie di piscina

‘Il mondo è pieno di famiglie chiassose fatte apposta per turbare la pace delle famiglie silenti’ sentenzia  piuttosto spocchiosamente l’Infanta alzando annoiata il capino e un sopracciciglio dal tomo che sta voracemente divorando, mollemente sdraiata sul lettino prendisole. Si riferisce ad un nugolo di bambini tre-quattr’enni che turbano la quiete dell’importante impianto ludico-balneatorio ove io ed il virgulto sangue-del-mio-sangue abbiamo deciso di trascorrere qualche oretta elioterapica, onde toglierci quell’aura spettrale che contraddistingue la pelle nella stagione invernale.

Strabiliata da tanta saggezza, mi tiro su di scatto dal mio, di lettino, tentando al tempo stesso di acciuffare carta e penna nella borsa, ma sarà la mossa repentina, o forse la mia proverbiale agilità da bradipo paralitico, fatto sta che la brandina prendisole che mi ospita si ribalta tosto all’indietro senza preavviso alcuno, con me dentro, chiaramente, seppellendomi alla vista dei più. Il tragico episodio non passa inosservato, complice anche il fragoroso scoppio di risa dell’Infanta stessa, cosa che attira immantinente (non che ce ne fosse bisogno, stante il casino che ho fatto già di mio) lo sguardo sbigottito e alquanto divertito, nonchè l’attenzione, di tutti i bagnanti presenti, che finalmente capiscono perchè il biglietto di ingresso costasse così tanto.  Le Famiglie Chiassose adesso ammutoliscono in un patetico tentativo di ‘facciamo finta di niente’, ma si vede che stringono denti e labbra in silenziose risate isteriche! E’ chiaro che ormai sarò additata da tutti come ‘quella che si è ribaltata sul lettino’…per fortuna l’Ufficiale non è ancora arrivato (tarda un po’, perchè deve stirare il costume e inamidare il telo-mare… ).

A dir la verità però io volevo parlare dell’Infanta: è che sta diventando grande e – mi sia concesso dirlo -un gran bel pezzo di gnocca: saranno gli occhioni da bambi o il fisico longilineo caratterizzato da lunghe gambe che le si attaccano direttamente alle spalle.. o quell’aria vagamente sognante,  apparentemente distratta e un po’ imbronciata, come se vivesse in un mondo tutto suo (il che è abbastanza vero) fatto sta che all’universo maschile composto prevalentemente da spilungoni tredicenni con la peluria molle sotto il naso, non passa inosservata. Prova ne è che due soggetti rispondenti alla descrizione di cui sopra, accampati ad una ventina di metri di distanza,  non appena ci posizioniamo con le nostre carabattole (libri, giornali, borsa frigo, fumetti, settimana enigmistica) si affrettano a trasferirsi a 20 cm da noi, con i loro cellulari e ipod. L’Infanta li osserva e dichiara: mi fanno schifo, e intanto si da un filo di lucidalabbra, cincischia il costume, si sistema i capelli, e lancia un’occhiata languida al più brufoloso dei due. Poscia, si distende mollemente in posa lasciva tipo la Maya del Goya e attacca il tomo. I due la osservano a lungo, domandandosi probabilmente cosa sia l’oggetto che tiene tra le mani.

Ovviamente la invidio: io alla sua età ero campionessa mondiale di racchitudine, e oltretutto non ci andavo neanche, in piscina, perchè mia sorella, delegata al mio intrattenimento pomeridiano, non mi ci portava, preferendo, come luogo di diporto, le rive del Ticino, ove energumeni fuoribordo-dotati la portavano a spasso tra le rapide. Ma forse era meglio così: se oggi, che ho 42 anni suonati, riesco a farmi inghiottire dal lettino, vi immaginate allora che razza di guai avrei potuto combinare???