Previsioni per il fine settimana

Sole sole sole! e niente Infanta!!  che bellezza.. che si fa?? passeggiata lungo il ticino? shopping sfrenato in centro? gossip con le amiche? dormo della grossa fino a domani sera?

Niente di tutto ciò: poichè già so che cucinerò h24, senza soluzione di continuità, per approntare il necessario per un pranzo da 18 portate, come da cerimoniale di corte borbonico, per il parentame dell’Ufficiale in visita di cortesia alla di lui magione, ove io – cibodotata e spadellante – presenzierò domani. L’Ufficiale, che enormemente apprezza e (soprav)valuta la mia straordinaria abilità eno-gastrononica, si è così espresso: ‘gradirei tu confezionassi con le tue manine delicate qualche delizioso manicaretto per il desinare del dì di festa, mia adorata. Secondo me spacchi’ (intanto riponeva i libri nella nuova libreria ordinandoli per autore, editore, abbinamento cromatico e numero di pagine)   Come rifiutare? Impossibile, concorderete voi, ma non vi dico l’ansia da prestazione: sono ormai giorni e giorni che penso e ripenso: meglio carne o pesce? pasta o riso? e le ouvertures? Ora finalmente ho elaborato il menu e mi accingo a correr fuori ad acquistare le derrate occorrenti, previo noleggio di autoarticolato per il trasporto delle stesse, con qualche perplessità per il reperimento della pasta fillo, notoriamente rara e introvabile in qualsivoglia supermercato a parte rare eccezioni, per lo più milanesi.

Comunque, il vero problema è un altro: per domani il meteo prevede neve abbondante (da non credersi a guardare il sole che c’è oggi, specie senza occhiali neri). E io temo che detto parentame possa svegliarsi mattutinamente e, vedendo i fiocchi venir giù copiosi, decidere repentinamente l’immediata partenza per il suolo natio, distante chilometri e chilometri, rinunciando così, per amor della sicurezza stradale, all’artusiano banchetto. Il che significherebbe abbandonarmi in balia di ingenti quantitativi di cibo semilavorato, certamente sufficiente a sfamare l’intera popolazione di un piccolo stato a caso del sud del mondo, tipo il Ciad (ola del Presidente…non me ne vogliano le nazioni confinanti) per almeno due settimane, e mai e poi mai troverebbe posto nel mio congelatore di ridottissime dimensioni, peraltro già stipato di avanzi riciclati. E dunque… che fare? Son costretta a correre il rischio, ma c’è da non dormirci la notte…