Natale 2013: di gratitudine, miracoli e riconoscenza

Sottotitolo: un post un po’ così…è Natale!

Grazie ai Lettori, rappresentati all’unanimità dalla mia fan Numero Uno,  la Superzia: ogni commento è stato uno sprone a scrivere il post successivo e a non mollare. Ma soprattutto è stato uno sprone a tenere gli occhi spalancati sul mondo, per carpire la bellezza nelle cose che aveva da offrirmi e a meravigliarmi dello straordinario racchiuso nella normalità apparente. Grazie a tutti voi, anche – e soprattutto – a quelli che di commenti non ne lasciano ma che lo so, che sono lì.

Non siete moltissimi, ma siete buonissimi! Del resto, il mio blog è un prodotto di nicchia riservato ad un pubblico sceltissimo e selezionatissimo. Come dire iI Dom Perignon millesimato della rete.
Grazie agli Amici (che in alcuni casi coincidono con la prima categoria) che in questo anno che sta passando (e che 12 mesi fa avrei definito bastardo ma che ora posso solo chiamare miracoloso) sono spuntati come i funghi d’autunno, e neanche uno era velenoso, solo Boletus Edulis da esposizione micologica.
Quelli storici e quelli nuovi, quelli ritrovati, quelli che erano brace sotto la cenere e che al mio soffio di aiuto hanno fatto una bella fiammata e mi hanno avvolto come una coperta di cachemire. E senza il tram che mi è passato sopra l’anno scorso io non l’avrei mai saputo. Grazie.
Grazie alla Famiglia: all’Infanta, alla Superzia, che si ripresenta come la peperonata, alla NonnaSprint, al Cognato Contadino e alla Nipotastra. Ognuno, a modo suo, mi ha dato una grossissima mano, chi ridipingendo persiane, chi suonando l’ukulele in sottofondo, chi recapitandomi verdure dell’orto rigorosamente bio, chi intimandomi di smettere di usare il sale in cucina (a voi indovinare chi-ha-fatto-cosa).
Grazie a Rod Brezny e ai suoi mirabolanti oroscopi, che durante l’anno ritagliavo e appiccicavo sulla mia agenda, a Steve McCurry ed al suo blog di fotografie straordinarie, ai produttori di Munster,  Maroilles e Affiné au Chablis, agli steward di Easyjet, agli incontri inaspettati con persone che il destino mi ha fatto incrociare per meno di un’ora e che avrei voluto frequentare per la vita, tanto mi sono piaciute, ai regali inattesi, anche quelli brutti, al prosecco bevuto in compagnia e alle chiacchiere sublimi che ne derivano, ai film americani degli anni ’50 che ogni tanto passano su Rai Movie, alla musica bella che è finalmente tornata nella mia radio, ai cd usati che su Amazon costano 5 euro,  ai (pochi) uomini che mi corteggiano assiduamente, e che mi fanno capire che ancora qualche possibilità ce l’ho…  e volendo potrei continuare, ma chiudiamola qua.
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Ecco.
Buon Natale a tutti, buon Natale davvero.
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P.S. Di recente quando mi vien chiesto ‘come stai’ e io rispondo ‘benissimo grazie!’ e faccio un sunto di quanto sopra, la domanda successiva è sempre ‘ma…hai trovato qualcuno ?’
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No, non ho trovato nessuno.
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Anzi, si. Una persona l’ho trovata: me.
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Palinsesti televisivi delle festività natalizie

Per propiziarsi adeguatamente l’anno che viene, onde evitare guai e sciagure infauste, è necessario che nel periodo canonico delle festività natalizie (24 dicembre – 6 gennaio)  si vedano almeno 3  – ma meglio 5 o 6… diciamo che la leggenda dice che più se ne vedono e meno sfighe si hanno – dei film / spettacoli che tutti network presenti sul territorio si sentono in dovere di riproporre.  Chi lo dice ? Io !

Eccovi dunque l’elenco dei film / spettacoli facilmente reperibili su tutti i palinsesti dai quali attingere liberamente i vostri personalissimi talismani anti-rogna:

  • Una poltrona per due
  • Miracolo nella 34esima strada (possibilmente quello del 47)
  • Miracolo sull’8ava strada

(si, esiste anche quello.. .e abbiamo esaurito i lungometraggi di natale ambientati  nella Grande Mela)

  • Oliver Twist
  • Lo speciale su David Copperfield – il formidabile illusionista – di almeno 5 anni fa
  • Una versione qualsiasi di ‘A Christmas Carol’ (vale anche Natale a radio DeeJay. (E con questo chiudiamo la trilogia  Charles Dickens)
  • Sister Act  (o altri film con le suore che cantano)
  • Il dottor Zivago
  • Una versione qualsiasi del Principe e il Povero, preferibilmente una dove il fanciullo di sangue reale e il pezzente siano interpretati dallo stesso adolescente un po’ effeminato, e nelle poche scene dove sono presenti contemporaneamente si vede la riga in mezzo alla tv
  • Codice d’onore (che cosa c’entri col Natale nessuno lo sa)
  • Il ritorno di Zanna Bianca ( o altro film sulla natura selvaggia, con moltissima neve, slitte  e cani così intelligenti che gli manca solo la parola!)
  • Supercuccioli a Natale (dove invece le bestie parlano, ma sono assai più stupide e ignoranti dell’animale di cui al punto precedente. Solitamente dette bestiole vengono spedite nello spazio)
  • Mamma ho perso l’aereo (vale solo il primo, tutti gli altri NO, soprattutto NON vale ‘mamma ho preso il morbillo)
  • Il Grinch
  • Elf
  • Jack Frost
  • The family Man

(e con questo chiudiamo la quadrilogia dei mascherati, comprendendovi anche la faccia di Nicolas Cage, che non può assolutamente essere così inespressiva di natura)

  • Galà di pattinatori artistici in tutte le salse  (che dopo 10 minuti che è iniziato il primo non ne puoi già di più di tripli tolup e doppi axel…)
  • Il circo di Mosca (o di Montecarlo, o l’Orfei o il Medrano, tanto credo sia sempre lo stesso circo che cambia il cappello)
  • Hook
  • I Gremlins
  • I goonies
  • I vicini di casa
  • I Blues Brothers (che però lo danno sempre ad un orario impossibile!)
  • Momenti di Gloria
  • La Contessa di Hong Kong
  • Luci della ribalta
  • Un re a New York

(e chiudiamo la triologia Charlie Caplin però-no-vestito-da-Charlot)

  • Cartoni animati vari, belli e brutti; da Barbie Raperonzolo a UP, passando per Toy Story 3 e Piovono polpette. Punteggio doppio per  Buon anno con Winnie the Pooh
  • Paint your life, speciale decori natalizi

  • I menu di Bedetta Parodi: i manicaretti per le vostre feste
  • Cuochi e fiamme Vip

(e chiudiamo la trilogia cose-orrende-fatte-coi-piedi-in-tv-e-spacciate-per-figate-pazzesche)

E se siete veramente fortunati potrebbero capitarvi anche:

  • Holliwood Party
  • The Producers
  • La vita è meravigliosa (con l’angelo Clarence, che si chiama un po’ come me…)
  • Nightmare before christmas
  • Tutti insieme appassionatamente (o Mary Poppins, tanto è uguale)
  • Festa in casa Muppet

Ma soprattutto il leggendario

  • La segretaria quasi privata (che, se volete, potete venire a vedere a casa mia tutto l’anno: ho il dvd)

Ora, quali, tra questi, sono i vostri talismani preferiti ?

…se voi mi dite cosa avete visto, e poi, in cambio, vi dico cosa ho visto io!

 

Consigli tardivi per un santo natale in famiglia

Come tanti di voi forse sanno, la Pippa Middleton ha recentemente dato alle stampe un gran bel  libro di consigli / ricette per le vostre feste natalizie, volume che certamente non può mancare nelle vostre librerie. Io, che di sicuro non sono meno Pippa dell’albionica, ho a mia volta un paio di dritte da darvi per passare un Natale coi fiocchi. Certo, ormai questo, di Natale, è andato.. va bè, dai… fatevi un appunto per l’anno prossimo:

–          Preparate deliziosi manicaretti in quantità mensa-aziendale, invitate tutta la famiglia a pranzo, tirate fuori le tovaglie di fiandra,  il servizio bello e il bicchierame di cristallo.  Io poi suggerisco anche di assoldare,  eventualmente anche part-time, personale di servizio altamente qualificato atto a servire, sparecchiare e riporre il tutto nella credenza buona,  perché altrimenti vi ritroverete in ore serotine a lavare a mano 36 bicchieri di provenienza boema, che in compenso asciugherete  con facilità grazie agli sbuffi di noia e bagna cauda che escono dalla vostra bocca.

–          Evitate di invitare a pranzo membri molesti della famiglia, tipo quelli che – armati di cucchiaio di metallo – colpiscono, approfittando della vostra momentanea distrazione, una ad una tutte le palline del vostro albero per vedere quali siano veramente di vetro e quali no. Giacchè voi siete, nel frattempo, concentrate a filtrare intingoli, porzionare aragoste e scolpire putti paffuti nel puré, può accadere che prendiate coscienza della tragedia in corso solo DOPO che il test ha dato esito positivo, individuando le prime due delle cinquantotto sfere di cristallo che adornano il vostro abete scintillante. Adesso, chiaramente, sono cinquantasei.

–          Evitate di far regalare all’Infanta delle vezzosissime pantofole ricoperte di piume di marabù color viola, che si staccano a mazzi dalla tomaia ogni volta che la giovinetta fa un passo. Grazie anche a parte degli intingoli che avete sbadatamente filtrato sul pavimento dette piume si appiccicheranno copiose sulla ceramica, creando un delicato effetto marbrè tridimensionale. Se poi la persona che ha recato il munifico dono è la stessa del punto precedente… bè, fate voi.

–          Evitate di chiudere storie importanti e/o di farvi lasciare dal fidanzato nel  periodo immediatamente antecedente le feste natalizie: è quanto di peggio vi possa capitare. Resistete stoicamente, e tirate avanti almeno fino al sei gennaio. Farete a meno di  struggervi come delle povere tapine ad ogni canzoncina tintinnante che passa la radio, ed eviterete di annacquare con le lacrime la crema al mascarpone (che peraltro lasciano giù un saporaccio, e la gente se ne accorge…) Ma soprattutto non sarete costrette ad affogare il dispiacere nell’alcol, tracannando ogni roba liquida e vagamente frizzante che vi passa davanti, compreso l’aceto dell’insalata (con grande scorno del vostro fegato) ma sommamente preferendo un Ramandolo bello fresco.

– Corollario del punto precedente: resistete alla tentazione, dopo aver congedato i commensali, di andare a terminare il lavoro del collaudatore di addobbi natalizi, sfracellando, per mera e cupa disperazione, le rimanenti palline frangibili, quale replica precisa del vostro cuore in briciole.  Tanto – sappiatelo – non servirà a farvi sentire meglio…

 

 

 

MissionIsPossible – questo è un post serio!

Sister Caterina è una mia amica ed è una missionaria; potete trovare notizie su di lei e sulla sua missione nelle Filippine nel suo blog: http://www.cavanisgoodshepherd.blogspot.com che trovate anche nel blog roll come ‘Sister Caterina’.  Adesso Caterina si trova in Papua Nuova Guinea e il 15 novembre, alla mia domanda ‘cosa posso inventarmi per aiutarti’  mi ha risposto questo:

Il 15 novembre 2011 02:37,
Carissima, che bello leggerti!  per aiutarmi puoi i nventare quello che vuoi! Abbiamo un bisogno enorme qui come nelle filippine. Mi trovo in mezzo alla foresta, riesco a comunicare solo con un Iphone…siamo in mezzo ad una popolazione che vive in  povertà, bambini malnutriti, malattie pesanti come AIDS, tubercolosi, malaria… un bambino ogni 10 muore prima dei 5 anni. Non avrei mai pensato una cosa del genere. Per arrivare dove siamo noi ci sono 3 ore di strada sterrata che si arrampica per la montagna e spesso è interrotta da piccole frane, è davvero un’avventura…Rientro nelle filippine il 5 dicembre e poi ti mando foto e materiale, io  vengo in Italia in febbraio.
So che c’è la crisi in Italia, ma qui si parla di vita e di morte, bisogna scuotere le coscienze: noi avremmo bisogno di qualcuno che ci aiutasse per la
sensibilizzazione missionaria, se tu potessi dedicarci del tempo sarebbe una cosa grande. Quando vengo ne parliamo: ti ringrazio della preghiera, dell’amicizia e dell’affetto che sono un dono di Dio. Ti abbraccio forte. Ti parlo come se fossi una sorella
A presto!!!

Io e Sister Caterina ci siamo conosciute per caso un paio d’anni fa: io, da ragazza  ero una cattolica super integralista e talebana, ma negli ultimi tempi ho preso le distanze da una Chiesa che fatico a riconoscere e a volte ad accettare. Se però non riesco a negare del tutto il mio senso d’appartenenza a qualcosa di più grande è perchè ci sono esseri umani come Caterina, che  ho la fortuna di incontrare di persona. Non è l’unica e per fortuna di persone come lei ce ne sono tante. Ma oggi  è lei, che mi interessa, e soprattutto quel che sta facendo. Lo potete leggere qui, quel che sta facendo: http://www.cavanisgoodshepherd.blogspot.com/2011/11/orizzonti-nuovi-in-papua-nuva-guinea.html

Vengo al dunque: per aiutarla io mi sarei inventata intanto il progetto  ‘Mission Is Possibile’ che, per il momento, è solo un indirizzo email: missionispossible2011@gmail.com.
Poi mi sarei inventata che per questo Natale 2011 io non faccio regali a nessuno, e quei tot euro che avrei destinato a smart box che magari poi non vengono neanche usate e scadono, buoni per trattamenti di bellezza, o ricchi cesti gastronomici destinati a persone col frigorifero già strapieno,  li mando a Sister Caterina con un bonifico bancario. L’Ufficiale, debitamente informato del progetto, concorda e dice che farà anche lui così. E siamo già due.

Se adesso anche qualcuno di voi avesse voglia di aderire all’iniziativa può scrivermi qui: missionispossible2011@gmail.com.

Io farò in modo rispondervi, di mettervi in contatto con Sister Caterina e comunque di farvi sapere dove – come inviare i vostri eventuali contributi.
E se poi qualcuno che, come me, ha un blog volesse aiutarmi a far pubblicità al progetto.. ecco, questo sarebbe bello davvero!

Io, anche da parte di Caterina, ringrazio tutti, anche solo per aver trovato il tempo di leggere un post così lungo che, per una volta, parla di cose serie.

Tutto quel che ne verrà sarà un dono: Caterina e i suoi bambini ve ne saranno grati!

GRATITUDE is the memory of the HEART

Potete scrivere a Caterina qui: sistercaterina@yahoo.it

I versamenti si possono fare qui:  Fraternità Cavanis Gesù Buon Pastore Onlus – Anthony and Mark Cavanis Elementary School – Paglawm Cavanis Center

Potete contribuire a sostenere la missione con un versamento di qualsiasi importo nel conto corrente postale o bancario. L’offerta è deducible dalle imposte ai sensi dell’Art. 13 D.L. 460/97.

Le somme ricevute vanno INTERAMENTE a sostegno dei progetti missionari nelle filippine. Grazie di cuore per il vostro aiuto.

 

Conto corrente  bancario  Intestato a:  “FRATERNITA’ CAVANIS GESU’ BUON PASTORE ONLUS”                                                                                                       CREDITO TREVIGIANO – BANCA DI CREDITO COOPERATIVO – SOCIETA’ COOPERATIVA – IBAN: IT31S0891761580027003320603   BIC  ICRAITRRP

 Conto corrente postale  n.  32384208 intestato a: “AL. AMICIZIA LONTANA ONLUS” causale “Per Fraternità Gesù Buon Pastore”         

La Fraternità Cavanis Gesù Buon Pastore  e  A.L. Amicizia Lontana sono O.N.L.U.S. (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) pertanto ogni offerta a loro favore per i fini statutari è fiscalmente deducibile

Conservate come documentazione fiscale la ricevuta del versamento postale o bancario o del bonifico.

 

 

 

Regali di natale (alcuni)

il regalo utile:  il portaombrelli in metallo damascato.  Utile specialmente perchè io non uso ombrelli. Però bello: peccato metterlo fuori dalla porta, e non potermene allietare la vista quando mi trovo all’interno della mia abitazione… certo, sono necessari degli occhiali da sole, per guardarlo, perché rimirando le audaci marezzature si rischia la cataratta…

il regalo frivolo: l’avvitatore a forma di pistola della Bosch, dentro la scatola di latta, dono dell’Infanta e del di lei genitore. Lo desideravo dall’anno scorso !! Non vedo l’ora di giocare alle Charlie’s Angels, sforacchiando in ogni dove piantando viti a stella!

il regalo culturale: l’abbonamento a Vanity Fair, settimanale che in realtà preferirei più scrivere che leggere. Il mio sogno è una rubrichetta tipo ‘I post di Barbie’, dove le mie avventure vengono diffuse a livello nazionale

il regalo ‘ma perchè?’: tre ettolitri di bagni schiuma, doccia shampoo, crema emolliente, crema idratante per il corpo, balsamo per il corpo, eccetera eccetera. Mi sorge il legittimo dubbio: ma ho le squame? emano un olezzo nauseabondo? i capelli mi grondano sebo e forfora?  A me pareva di no, ma evidentemente….

il regalo dell’ufficiale: che dire? mi son venuti i lacrimoni solo a leggere il biglietto.  Stante che incautamente una volta l’ho chiamato dall’aeroporto di Copenhagen dicendo ‘c’è un lettore MP3 a 37euro… lo compro?? e lui: ma no, aspetta…’  mi è arrivato un iPod nano, di colore viola e ultimissima generazione. L’Ufficiale sopravvaluta totalmente le mie capacità tecnologiche e di conservazione del bene. Sono già terrorizzata all’idea che possa a) cadermi  b) finirmi nell’acqua  c) sputtanarsi la memoria  d) essermi sottratto dall’Infanta che ha già decretato ‘è più figo del mio!’

Non ritenendo il dono bastevole, ha pensato di integrarlo donandomi del Tempo – diceva il  biglietto – Tempo insieme. Io l’ho inteso come un generico impegno a trovare più sovente modo e maniera di incastrare le reciproche presenze nelle vite complesse e articolate che entrambi conduciamo, intento nobilissimo e romantico oltre misura, per tacer della beltà del biglietto confezionato ad arte! Ma lui, più pratico, intendeva invece un fine settimana in montagna, con cene, colazioni  e pranzi a lume di candela, massaggi, ciaspole,  centro benessere e chi più ne ha più ne metta… che Uomo, eh?

E  io che gli ho regalato uno schiacciapatate, accompagnato dal biglietto ‘questo è per te, che come me sei amante del purè’…..

 

Il Presepe di Barbie

Nel presepe di Barbie c’è:

          un cammello color oro acquistato anni or sono durante una vacanza a Sharm el Sheik (grande come mezza capanna)

          una quantità inverosimile di animali: 1000 pecore, un castoro ( che io e l’infanta però chiamiamo Pantegana), maiali (che spesso noi posiamo sull’incudine del fabbro, a simularne il macello), galline, e due uccellini con le piume dalle proporzioni assurde: sono grandi come le casette delle montagne. Anche messi in primo piano sembrano dei mostri giganti, pronti a mangiarsi pecore, maiali  e tutto…

          una stradina di ghiaia bianca che parte dalla capanna e a un certo punto si arena. Non porta da nessuna parte

          delle statuine costosissime fatte a mano dagli intagliatori della Val Gardena, mischiate a delle robe di gesso, plastica, pongo, pasta-di-sale del valore commerciale pressoché nullo

 

Cosa non c’è nel presepe di Barbie, ma che sarebbe tanto bello  avere:

 

          una statuina di una bella Madonna di nove mesi, col pancione, magari semovente che cammina su e giù tra le pecorelle di gesso sbuffando con le mani sulla schiena. La lascerei lì fino al 24, poi la sostituirei con la classica in ginocchio che veglia il Bambinello

          una statuina di San Giuseppe che fuma nervoso. Poi la sostituirei prima con una di San Giuseppe che distribuisce sigari ai pastori, alla portatrice di acqua, al falegname e alle galline. Infine, col classico che regge la lanterna sulla testa del Bambin Gesù

          la statuina dell’Ostetrica. Ma secondo me a Napoli la trovo

          il mulino a vento

          il mulino ad acqua

          poi vorrei avere una casa grande il doppio, con un mobile lungo lungo per farci sopra un presepe infinito e pieno di contaminazioni culturali

          la capanna di quando ero piccola (una scatola del panettone pitturata di marrone a quadrotti rossi, a simular mattoni)

          la Gigantessa: una statuina che c’era nel presepe della mia infanzia, che veniva puntualmente ridipinta credo da mia sorella (io ero ritenuta incapace di portare a termine la consegna, stante che ho la propensione all’arte del paracarro) gonna viola a palloni neri. Era alta IL TRIPLO di tutte le altre statuine

Chissà che fine ha fatto…  che sia fuggita da qualche parte con il Gigante Golia?

 

 

E basta. Io altri desideri, per questo Natale,  non ne avrei.

E di questo devo ringraziare l’Infanta, l’Ufficiale, la mia famiglia, e in particolare mia sorella, che mi legge e mi commenta ogni giorno e facendo salire ogni volta di un punto la mia autostima, il mio agente francese che mi ha mandato un messaggio di auguri di natale che mi ha fatto venire i lacrimoni,  gli amici che mi sono rimasti, che sono pochi ma buoni,  e anche voi, adorati lettori del mio blog.

Che mi avete regalato, proprio in questi giorni, il numerino di 5 cifre:  più di 10.000 visite!

 

Buon Natale a tutti, di cuore!

 

Barbie, Regina della Corrosione

Sento suon di campanelli….

 ‘Cosa facciamo da mangiare a Natale?’
 

Ecco, quando la NonnaSprint (genitrice di Barbie) pone questa domanda significa che il Natale è alle porte. È lì, che incombe. Ansia a manetta.
 
(fra parentesi: ogni anno mi ripropongo di acquistare tutti i doni entro e non oltre il 15 agosto, ma poi – va a sapere perché – non ce la faccio. Tant’è che oggi è il 16 novembre, e io di regali ho comprato solo 4 kefia  (a Madrid) per le amichette dell’Infanta … dov’è che le ho messe?? le ho riposte dicendo ‘le metto qui, così mi ricordo’… sicuro saltano fuori verso il 12 gennaio, quando ormai è passata anche l’Epifania. Impossibile riciclarle per il natale 2010 perché: a) passeranno di moda  b) le riperdo sicuro. Andrà a finire che le cucio insieme, e ci faccio un bel copridivano… a proposito: dov’è che ho messo la macchina da cucire???…)
 
Comunque: in vista del Natale la NonnaSprint butta lì la fatidica questione.
 
La Sorella di Barbie propone: sentite, non meniamocela troppo.
Siamo la metà di mille (*) Confezioniamo piatti raffinati ma semplici. Stoviglie graziose ma di facile maneggio. Non troppi antipasti, che scionfano.

Il che, tradotto in lingua corrente, significa:  antipasti: un etto emmmezzo di crudo, si quello in offerta va bene. Di primo pasta al burro. Secondo la simmenthal. Piatti e bicchieri di plastica. Alle due e venti è tutto finito. 

(*) su chi partecipa al Pranzone di Natale torniamo un’altra volta)
 
Barbie ribatte: ma insomma! E’ Natale! Un minimo sindacale di festa, via!
Il che, tradotto in lingua corrente, invece significa:  18 antipasti diversi, inclusa l’aragosta e una dozzina di capesante a commensale. Di primo trionfo di agnolotti in brodo, lasagne reali, risotto al Castelmagno, polenta taragna.
Secondi di carne, di pesce e anche vegani che non si sa mai. Acquisto su Internet del volatile pluriripieno citato nel post sul delegato inglese – andatevelo a cercare che non riesco a mettere il link – , noleggio, o magari anche acquisto, se c’è ancora la tratta degli schiavi, di due maggiordomi inglesi che servono a tavola in alta livrea e parrucca bianca riccioluta e cipriata. Panettone artigianale fatto a mano da 25 kg. ricoperto di fondente Valrhona e decorato in foglia d’oro.  Un albero di noci per la frutta secca di fine pasto. Un torrone lungo abbastanza da collegare Cremona a Pavia. Vini direttamente dalla Borgnogna, Valle del Reno, Napa Valley e South Africa.   Champagne come se piovesse.  Stovigliame importato appositamente dalla reggia di Versailles. Tavola apparecchiata secondo il Cerimoniale di Corte Borbonico. Preziose tovaglie di Fiandra con tovaglioli coordinati. Ai muri antichi arazzi fiamminghi. Ai lati della sala da pranzo armature medievali, comprensive di cavalli bardati per la Giostra del Saracino.
Un gran pavese di bandierine nella via dove risiedo. Giardino sfarzosamente illuminato a festa, con slitte, babbi natali, elfi, renne e fatine. 40 cm di neve (eventualmente anche finta) Gesù bambino in persona, con bue, asinello e tutto. Fuochi d’artificio per tutta la durata del pranzo (8 ore minimo). Caffè e ammazzacaffè. Pennica collettiva su chaises longues di Le Courbusier (una per ciascuno).
 
La NonnaSprint commenta laconica: decidetevoipermeèlostesso
bastachemiditecosadevopreparare
manounacosadifficilechenonsonocapace 
 
E ci lascia lì, in balia di noi stesse e delle nostre idee,  a massacrarci a colpi di ‘.. ma cazzo! 4 capesante di merda non vuoi comprarle?? ‘  ‘evaffanculo, te e le capesante! Poi si avanza tutto!’  ‘ma smettilaaaaa!! Che poi puoi usare i gusci per fare i posacenere!!’  ‘MA SE NON FUMO DA TRE ANNIIIIIII !!’
 
Il tutto alla faccia dello spirito natalizio….