Los Heraldos del Evangelio

SIIII! Li ho ribeccati all’aeroporto di Malpensa, in transito da Lourdes: sono la confraternita più bizzarramente abbigliata di tutta la chiesa cattolica (e non solo!), che converte le genti a suon di stile e buon gusto!  Eleganti forse come e solo al pari di certi sciamani centro americani coperti di piume e drappi multicolori, essi sfoggiano una croce templare rosso-bianca m. 1,50 x 70 su runner verticale marrone su tunica beige su razza caucasica / indoeuropea / asiatica / afroamericana (tutte insieme). A fianco della croce, altezza ascella 20 cm verso il centro una specie di decalcomania a forma di cappellone a punta del papa color oro, in rilievo, fa bella mostra di sè. Completano la mise un rosarione importante da 4-6 kg, a granoni neri, pendente dalla cintura, e stivaloni da cavallerizzo alti al ginocchio (la cui utilità veramente non mi spiego). Non contenti di tanta varieganza  essi ripongono bibbie e santini dentro a zainetti delle medie in colori fluorescenti tipo fucsia, verde acido, celeste (come il manto della Madonna!)

Guarda: io mi farei venire la vocazione solo per poter indossare quel costume lì!!

 

Moda & Corrosione

Al prossimo convegno la cena di gala al casinò è preceduta da una visita in una miniera di carbone, senza soluzione di continuità tra l’una e l’altra cosa.
A complicare ulteriormente la faccenda c’è il fatto che io arriverò alla miniera direttamente dall’aeroporto.
 
Perdinci, come assemblare le vicende di cui sopra con un abbigliamento adatto all’aeromobile, alla miniera e al gala dinner??
 
C’è da non dormirci la notte….

Moda & Corrosione

Alla fine parto per la miniera indossando:

– pantaloni di raso lucido tipo lorella cuccarini

– scarpe da ginnastica nere, basse,  con le paillettes, che mi slanciano come un panettone di milano

– nella borsetta: un paio di scarpe di raso rosso sangue con tacco 12 che indosserò nel bagno del casinò, prima di sedermi al tavolo (… della cena! NO, non il tavolo da gioco! va bene l’alcol, il foie gras, il sesso estremo, le scarpe col tacco e la corrosione… ma anche il vizio del gioco no!)

– camicia rossa di raso, in tinta, da indossare sull’aeromobile prima di discendere dal medesimo, affinché le zona-ascella non si pezzi più di tanto  (..ma NO, non viaggio nuda! in aereo indosserò la maglietta beige a pallini che ho indosso già ora)

– nel portafogli: un santino di Santa Guepière, protettrice delle corrosioniste fashion

– in valigia: svariate paia di scarpe col tacco, che non metterò ma che mi danno tanta sicurezza!

…ma tanto avrò di certo dimenticato qualcosa…

 

 

 

Camminando in punta di piedi verso l’altare

Negozio di scarpe decentrato e  super scrauso, il due di agosto (saldi inoltrati), ore 18.30 (pre-chiusura). Donna biondastra sulla quarancinquantina, con stola di seta beige-a-fiori-lilloviola drappeggiata davanti a mo di gonna, e una scarpa diversa in ciascun piede.
‘scusi, dico a lei’ mi apostrofa mentre cerco disperata un’infradito da spiagga sarda in saldissimo che costi massimo 5 euro
‘dice a me?’ dico io tipo film, guardandomi intorno interrogativa
‘si, si ..lei… che dice? compro questa oppure questa? mi domanda avanzando il piedino, evidentemente rosa dal dubbio
Io osservo perplessa le calzature: sono disgustose entrambe. La sinistra  è una decolleté lilla di plasticovernice classica classica che forse mia nonna avrebbe trovato antiquata. La destra è una scarpina color tortora, con fiocchetto, medio alta, che mia nonna avrebbe trovato antiquata ma elegante. Indico la destra.
‘questa qui? Dice??’
‘Bè – osservo io competente in materia modaiolo-calzaturiera – dipende anche dall’occasione: è una cerimonia?’ domando cortese e retorica
‘si’ risponde la biondastra – è un matrimonio. Il mio.’
(INORRIDITA)  ’IL SUO?? SUO?? E’ LA SPOSA??’
‘si’ conferma la nubenda ‘il mio. Mi sposo il 22!
 
Non so se cazziarla a manetta o baciarla sulla fronte:  la leggerezza di questa sposa,  che se ne sbatte del buon senso, e aspetta il due agosto per comprarsi le scarpe in saldo in un negozio super scrauso pagandole si e no 20 euro mi incanta ! Tant’è che mi prendo a cuore la faccenda e, tosto dimentica delle infradito,  mi lancio di slancio di corsa nelle corsie alla ricerca di un paio di scarpe decenti ed atte alla bisogna. E gliele trovo!! Peccato le stiano strette (e a me larghe, se no le compravo io…)
 
D’altra parte però… una si sposa una volta nella vita.. massimo due. Li vogliamo spendere un bel 2-300 euro per un paio di Manolo Blahnik?? o no??
 
FINALE:
‘MA SCUSI! MA PROPRIO QUI DEVE COMPRARLE, LE SCARPE DA SPOSA??’
‘eh..– fa lei – se no dove??’
Al  che io le snocciolo un elenco di negozi comprensivo di indirizzo e telefono che manco fossi un foglio excel, e le suggerisco caldamente di levare le tende dalla scrausità e precipitarsi nell’alta moda, non prima di aver fatto un bel prelievo al bancomatto.
 
Quando esco, lei è ancora lì:  la saluto con la mano, mentre la sposina, fissa davanti alla corsia delle fiocchetto-beige, parla concitata al cellulare.
 
Me ne vado con la quasi certezza che il Sindaco, il 22 agosto, dichiarerà unite in  matrimonio le decolleté fiocchetto-beige  con un bel paio di mocassini blu  con la nappina!