Nefandezze perpetrate ai danni dell’Infanta

–      Cena con amici. L’Infanta degusta i pizzoccheri davanti alla tv (e già così basterebbe). Improvvisamente, distratta dal tubo catodico, il piatto rovina a terra, faccia in giù, e i pizzoccheri si spargono copiosi sul pavimento. Io, imperterrita, capovolgo il manufatto di maiolica, (fortunosamente integro) sul monticello di scoria pastifera, e con il tramite di una paletta, rivolto il tutto all’interno della stoviglia. Poscia, lo ripropongo all’Infanta che, come se niente fosse, prosegue il pasto. 
        
Testimoni oculari: il mio amico L. presente alla scena (che voleva dividere i suoi, di pizzoccheri, con la povera creatura… ‘mavà, mangia e taci’)
 
–      Gita scolastica 1.  21 marzo del 2006. ‘E’ Primavera!’ annuncio giuliva! E bardo l’Infanta con t-shirt a maniche corte, cappellino a tesa per il sole, scarpe ginniche di tela leggera e zainetto poohinesco con merenda. La consegno al pullmann e la saluto lieta con la mano. ‘Buon viaggio, Infanta!’ Peccato il termometro segni 7 gradi, il barometro ‘bufera’ e stia venendo giù un’acqua che dio la manda! ‘Ma un parapioggia??’ implora la Piccola Fiammiferaia… ‘GIAMMAI! – ruggisco perentoria – E’ Primavera, non necessita, son quattro gocce! E guai a te se mangi al coperto! Vedi di consumare il tuo pasto su un prato fiorito!!’
 
Testimoni oculari: la mia amica E., che ancora adesso ogni tanto racconta la storia lacrimando come se avesse la congiuntivite allergica
 
–      Gita scolastica2: (non quella di prima…un’altra) il pullmann rientra  alla base con mezz’ora di anticipo sull’orario previsto. Io arrivo a prelevare l’Infanta con mezz’ora di ritardo sull’orario previsto (‘.. tanto fanno sempre tardi.. un Negroni, grazie!) Al mio arrivo, davanti alla scuola elementare: l’Infanta, le 4 maestre e la bambina rom…
 
Testimoni oculari: le 4 maestre, la bambina rom, il Re degli Zingari
 
 
Ma come mai, secondo voi, nonostante io sia evidentemente una madre degenere e sciagurata – avrei altri esempi, ma quelli sopra mi sembrano sufficientemente significativi – io e l’Infanta andiamo d’amore e d’accordo, e lei è una giovinetta brava, educata, gentile e dabbene come neanche se ne trovano nel libro Cuore?
 
Aveva ragione Ferradini. ‘prendi un’Infanta, trattala male, lascia che ti aspetti per ore…’

 

Ad Amsterdam ho visto cose….

..che voi umani…

In Olanda ho visto gruppi di ragazzini delle medie pedalare in comitiva con gli zaini sulle spalle, sotto la pioggia e il vento contro, come se niente fosse.

Ho visto svariati mulini a vento, cavallini pelosi grandi più o meno come un SanBernardo, moltissime pecore, polder, serre e asfodeli.

Ho visto case dai tetti di paglia, domme seminude in vetrina, donne anziane vestite alla finestra, rigorosamente senza tende, che mi salutavano compite, conigli di peluche rosa con un grosso pisello, visibilmente eretto.

Ho conosciuto personalmente Tamara, terza media, capelli rossi, apparecchio elasticato; Tamara ogni giorno pedala x 25 mimuti all’andata, ed altrettanti al ritorno, per raggiungere la scuola che frequenta, nel paese accanto, perchè ‘there is one school in the neighborhood, but it looks like a hospital’, mi dice in un inglese corretto che qui da noi non lo parla neanche un export manager di 38 anni.

Ho conosciuto sua madre, che ne è il clone preciso, con qualche capello rosso di meno e qualche capello grigio tinto castano in più: come madre italiana credo di avere molto da imparare da quasta signora, che lascia che la figlia tredicenne pedali giornalmente per un tot di kilometri, per andare nella scuola che lei si è scelta (lei la figlia, non lei la madre…) con qualsiasi condizione atmosferica, e che sottolinea che solo ‘in case of extreme weather conditions’ l’accompagna con l’auto.

Mi domando quali possano essere le extreme weather conditions, dato che la settimana scorsa lì ha fatto -18 gradi centigradi, c’erano le strade tutte ghiacciate, ma lei a scuola ci è andata in bici… Forse intendeva l’uragano Katrina????