Update

Eccomi un'altra volta in partenza… domani si torna a Tunisi e invece di occupare il mio tempo (scarso e prezioso) con la complessa attività del confezionamento bagaglio, son qui a preoccuparmi per i miei lettori, e per la mia latitanza dal blog da una settimana buona.
Intanto,  un rapido aggiornamento sulle vicende dell’Infanta, giacchè è già da un po’ che non vi narro le sue avventure: per esempio, la scorsa settimana è andata in gita, partenza ore 7.15 davanti alla scuola.
Infanta: ‘..devo controllare a che ora passa il bus.
Mater: ‘ma Infanta!  Ma ti porto io, che devi partire presto presto!’
Infanta ‘… … … (silenzio greve e imbarazzato) …Grazie Mater, ma preferirei andare col bus…
 
Come madre, evidentemente, non sono sufficientemente affidabile, specialmente per ciò che riguarda la puntualità:  però le ho comprato un ombrello, memore della gita di tre anni fa, le ho confezionato panini con le mie mani amorevoli (non col pan carré) e mi sono assicurata che conoscesse le regole del Gioco della Bottiglia. Poi le ho augurato buon viaggio, e via!    
 
Per quel che riguarda me, invece, son qui che mi arrovello, mani alle tempie, su cosa mettere in valigia:  l’ultima volta che mi sono recata in gita aziendale nel settentrione del continente africano mi sembrava facesse un caaaaaaaaldo pazzesco: io giravo sbracciata, coi sandali e la crema solare protezione 50 sulla faccia. Le cartaginesi, invece, coi collant, gli stivali, il soprabito pesante, col collo di pelliccia, il colbacco e i guanti…
Insomma: facevo una po’ la figura che fanno gli olandesi che vengono da noi a marzo, con i bermuda al ginocchio, i sandali , il cappellino con la tesa e gli occhiali da sole.  Mentre noi lombardi, a nostra volta, indossiamo ancora il montone, il pile, i moon boot e via discorrendo.
Adesso mi giunge notizia dai partner locali che lì è arrivata l’estate: ‘fa caldo’, mi hanno detto.
Mi aspetto quindi che le stesse cartaginesi di cui sopra abbiano portato a termine l’onerosa attività del cambio-armadi, e sfoggino finalmente abitini leggeri, sabot e infradito.
Quindi, se tanto mi da tanto.. io.. cosa mi metto??  Esco direttamente in bikini??
Son problemi mica da ridere… c’è da non dormirci la notte….

Memorie di un imbarco

Aeroporto di Malpensa, partenza immediata.

Intorno a me scolaresche in  gita come se piovesse, il delirio. E in più noto, tutto d’un tratto, una miriade di flash che partono e un miliardo di telefonini che scattano: son già pronta a sorridere, mettermi in posa e firmare  autografi quando mi accorgo che a scatenare l’inferno non sono stata io, bensì la squadra del Milan appena atterrata (o sta partendo.. boh!) In particolare un tipo di colore è bersagliato di flash e adorazione maschile. ‘ma chi è??’ chiedo curiosa ad un docente ‘MA RONALDIGNO !’ mi risponde l’insigne pedagogo, inviando l’mms che ritrae il calciatore alla prof di ginnastica (immagino).

Quetatasi l’atmosfera, i maschi ingaggiano partite di pallone, le femmine, Vanity Fair con Scamarcio in copertina sotto il braccio, chiacchierano fitte fitte in serrati capannelli; alla mia sinistra un gruppetto di 4 squinzie in jeans attillati e quegli stivali grossi grossi col pelo dentro che fanno tanto zampona d’elefante.
Improvvisamente il ciaccolare viene brutalmente interrotto da un ‘Scusate, avete 5 euro in moneta?’
A chiedere è un ragazzo alto due metri, con gli occhiali da sfigato, i pantaloni della tuta molli a vita alta color carta da zucchero, solo.
L’unico non incluso in un gruppo, solo, che vorrebbe comprarsi da bere alla macchinetta ma non ha la moneta, spiega didascalico alle squinzie le quali – allibite – interloquiscono a livelli minimali, monosillabiche e imbronciate.
Ma il nerd non demorde, e prosegue nel suo evidente e disperato tentativo di socializzare, agendolo in un terzo grado serrato: ‘di quale scuola siete? in che classe? come vi chiamate? anche voi a Madrid?’ e via discorrendo.
Ce la mette tutta, veramente, ma saranno i pantaloni molli, saranno i fondi di bicchere che porta sul naso, sarà lo zainetto NON eastpack… fatto sta che le squinzie non lo filano di pezza ed egli, non pago ma sconfitto, se ne va, a vagare solitario prima e a tentare di interagire almeno coi docenti poi. Docenti che, quanto meno, sono un po’ più a sua immagine e somiglianza. Sta lì sospeso in una bolla aliena, intoccabile dalle scintille che sprizzano e sprazzano dai gruppetti saturi di energia gitesca.

Io – da mamma di pre-adolescente – provo una tenerezza infinita per questo giovine, unico essere umano in un branco di socializzanti telematici, pieni zeppi di amici di facebook, di telefonini e di IPOD (ah! lui è l’unico a non immortalare i pallonari), per lui che solo, disarmato e disarmante, tenta il tutto per tutto per affermare la sua esistenza in un mondo ostile che palesemente lo rifiuta irritato,
‘Ma mettiti i jeans!’ gli avrei detto io quella mattina, se fossi stata la sua mamma…
Come avrà fatto ad assaporare l’ineffabile magia della gita di quinta, solo e sperduto, senza amici, senza ipod, senza lenti a contatto, senza jeans.. sarà andato in discoteca coi prof? L’avrà trovato qualcuno con due euro da prestargli per prendere la bottiglietta di acqua, senza magari neanche chiederli indietro, come fanno gli amici veri? Si sarà divertito, almeno un po’?

Chissà… devo andare, chiamano il mio volo, e io devo imbarcarmi. E intanto mi accorgo che, in effetti, anche io sono sola, e senza monetine.

‘nduja o anduoille?

Eccomi a casa, un po’ stanca… ma di quella stanchezza bella che viene dall’aver vissuto (è il contrario della stanchezza brutta della domenica sera, di quando sei rimasta in casa tutto il giorno, che fuori pioveva, e ti sei annoiata, e non hai combinato un cazzo, divano, finestra, cià facciamoci una cioccolata.. merda non c’è il latte, divano, film su rete 4 visto dieci volte… alle otto e mezza sei così distrutta che per disperazione chiami la pizza a domicilio, ma non hai neanche la forza di schiacciare i tasti del cellu…)

Invece io sono reduce da una vacanzina in Francia, con l’Ufficiale, dove sono arrivata venerdì sera per raggiungere l’Uomo Che Ha la Valigia in Bolla che ivi si trovava per motivi professionali, dove abbiamo: 
– visitato una fiera enogastronomica che radunava presidi alimentari di notevole rilievo, dove ci siamo ammazzati di ostriche, cioccolato, escargots, vini francesi, salumi, dolci bretoni, vini francesi, formaggi, vini francesi (in quest’ordine).
– alloggiato in un delizioso albergo a due stelle (che in Italia gliene avrebbero date almeno 4), con soffitto a cassettoni, dal quale io volevo assolutamente asportare le teiere di porcellana 
– visitato il castello della Loira. Ma si, lo so. Non ce n’è uno solo, ce n’è tanti. Ma a me piacciono visti da fuori da lontano, e dopo due ore che son dentro mi si rompono i maroni, gli arazzi e le armature mi vengon subito a noia, i letti a baldacchino mi fan venire solo voglia di sdraiarmici sopra, ma non si può! E quindi  voglio uscire e solo a sentire la parola ‘merli’ mi viene l’asma. Ne abbiamo visto uno, ed è bastato. Ma che bello che era però!
– cercato di smarrirmi in un labirinto circolare, ma la siepe era alta solo un metro, sicché…
– fatto merenda con quiche lorraine, vini francesi, éclaire au chocolat, vini francesi, chèvre chaud, vini francesi (sempre in quest’ordine)
– fatto figuracce imbarazzanti, tipo dire ‘nous avons déjà ordiné’ sotto gli occhi esterrefatti e  le 4 orecchie attonite dell’Ufficiale e del cameriere, provocandone l’immediata selvaggia ilarità
– litigato con un cameriere arrogante che alla mia richiesta di ‘ordiner’ due antipasti anzichè un’entrée e un plat mi ha risposto ‘Madame, questo non è un bistrot, non è un bar. Questo è un ristorante. E’ OBBLIGATORIO prendere ALMENO un plat principal! Chi di voi fosse ristoratore sappia che questa è la strada più breve in assoluto per perdere un cliente: l’Ufficiale, infatti, dopo avermi detto ‘stai seduta ci penso io’ ha detto non so cosa al cameriere, mi ha presa per mano e mi ha condotta fuori dal locale, con sprezzo ed alterigia.
– trasferiti in un altro ristorante, dove abbiamo preso quel che ci pareva (soprattutto due vini francesi diversi) e dove io ho assaggiato L’ANDOUILLE!

Ora, c’è qualcuno che mi sa dire se è così normalmente? Perchè era così:
una specie di fettina di salume prosciuttoso adagiata su una tartina di pane nero.
Odore: maiale morto da 6 giorni, lasciato marinare nella porcilaia d’origine nel mese d’agosto, ed ingentilito da uno spruzzo di urina
Sapore: (ebbene …sì, l’ho cacciato in bocca… io sono per ‘bisogna provare’, a prescindere!): irrilevante. Non ho vomitato, però io spero che non mi ricapiti MAI davanti, quella roba lì…

Nefandezze perpetrate ai danni dell’Infanta

–      Cena con amici. L’Infanta degusta i pizzoccheri davanti alla tv (e già così basterebbe). Improvvisamente, distratta dal tubo catodico, il piatto rovina a terra, faccia in giù, e i pizzoccheri si spargono copiosi sul pavimento. Io, imperterrita, capovolgo il manufatto di maiolica, (fortunosamente integro) sul monticello di scoria pastifera, e con il tramite di una paletta, rivolto il tutto all’interno della stoviglia. Poscia, lo ripropongo all’Infanta che, come se niente fosse, prosegue il pasto. 
        
Testimoni oculari: il mio amico L. presente alla scena (che voleva dividere i suoi, di pizzoccheri, con la povera creatura… ‘mavà, mangia e taci’)
 
–      Gita scolastica 1.  21 marzo del 2006. ‘E’ Primavera!’ annuncio giuliva! E bardo l’Infanta con t-shirt a maniche corte, cappellino a tesa per il sole, scarpe ginniche di tela leggera e zainetto poohinesco con merenda. La consegno al pullmann e la saluto lieta con la mano. ‘Buon viaggio, Infanta!’ Peccato il termometro segni 7 gradi, il barometro ‘bufera’ e stia venendo giù un’acqua che dio la manda! ‘Ma un parapioggia??’ implora la Piccola Fiammiferaia… ‘GIAMMAI! – ruggisco perentoria – E’ Primavera, non necessita, son quattro gocce! E guai a te se mangi al coperto! Vedi di consumare il tuo pasto su un prato fiorito!!’
 
Testimoni oculari: la mia amica E., che ancora adesso ogni tanto racconta la storia lacrimando come se avesse la congiuntivite allergica
 
–      Gita scolastica2: (non quella di prima…un’altra) il pullmann rientra  alla base con mezz’ora di anticipo sull’orario previsto. Io arrivo a prelevare l’Infanta con mezz’ora di ritardo sull’orario previsto (‘.. tanto fanno sempre tardi.. un Negroni, grazie!) Al mio arrivo, davanti alla scuola elementare: l’Infanta, le 4 maestre e la bambina rom…
 
Testimoni oculari: le 4 maestre, la bambina rom, il Re degli Zingari
 
 
Ma come mai, secondo voi, nonostante io sia evidentemente una madre degenere e sciagurata – avrei altri esempi, ma quelli sopra mi sembrano sufficientemente significativi – io e l’Infanta andiamo d’amore e d’accordo, e lei è una giovinetta brava, educata, gentile e dabbene come neanche se ne trovano nel libro Cuore?
 
Aveva ragione Ferradini. ‘prendi un’Infanta, trattala male, lascia che ti aspetti per ore…’

 

Spizzichi


L’Infanta e Easyjet

Sul poggiatesta easyjet sta scritto ‘Boxer chips £ 1,00 or € 1,50 with any purchase on board today

TRADUZIONE DELL’INFANTA: patatine ad un euro con ogni porcata a bordo oggi 

L’Infanta e le hostess

L’Infanta osserva rapita le assistenti di volo…’ma Mater…le hostess dei film con le gonne a tubo e lo spacco, carine tipo top model… non ci sono più?? sono rimaste solo queste con le gambe cicciotte??’

Io e Easyjet  

‘salve, cosa c’è da mangiare di buono?’

‘ Guardi, la Pizza Margherita è il meglio che abbiamo !’

‘ssssi..l’ho già provata… due pacchetti di patatine, grazie’

Io e il concierge 

‘Mes racomandos: un restaurante bonito, con paella muy muy bonita! Ma no-no-no restaurantos de turistos! Un locàl tipico Madrileno com muy muy madrileni’
Ola Segnora!! La Paella Real! Està el muy bonito restaurante de Madrid por la Paella !’
 

… tavolate gremite di giapponesi… io e l’Infanta… due siciliane… una coppia di italiani.. frotte di francesi…zero madrileni zero. E la paella non era proprio proprio real…. Massimo massimo una paella da conte o barone, via!

BEATA IGNORANZA!

Due turisti italiani al Reina Sofia: ‘ ah, ecco il Guernica… ma…è in bianco e nero!!??

………

Altri due turisti italiani dietro di noi in aereo

Turista 1 – ‘ .. si guarda, Gerusalemme bellissima… poi volevamo fare la gita al mare interno, ma ci mettevamo troppo’

Turista 2 – ‘ ma dove? ‘  

T 1 – ‘ma sssi … quello lì..come si chiama… il mar Caspio !

T 2 – ‘eh sì, l’ho fatto anch’io…bello, ma ci vogliono un po’ di ore’

  ……..

 

 

Prima della tragedia

…avevo preparato questo post al nostro ritorno da Madrid dove io e l’Infanta siamo state un paio di giorni per una fantastica vacanzina! Era il nostro regalo di compleanno

Ora, quel che caratterizza la vacanza con l’Infanta è la nostra subitanea trasformazione in due debosciate schiave totali del consumismo: tempo 3 minuti dal decollo e i 3 sedili occupati da due soli culi (i nostri) si trasformano nel salotto casa nostra. Subito tiriamo giù tutti i tavolini, i nostri giubbotti (e anche un paio di quelli dietro di noi) vengono trasformati in coperte e cuscini per creare l’atmosfera tipica dell’Orient Express, ci slunghiamo giù lascive su tutta la superficie disponibile, tipo matrone romane,  facciamo man bassa di snacks e bibite fortemente gassate (esaurendo già il 50% del budget di tutta la vacanza) tiriamo fuori libri, fumetti, riviste, settimanaenigmistica, penne, matite, pastelli, acquerelli, caramelle, cicche, moncheri di contrabbando, mangiamo, beviamo, ridiamo sgangheratamente a voce altissima incuranti dei possibili dormienti, ruttiamo per via dell’anidride carbonica e soprattutto suscitiamo estrema invidia nei viaggiatori circostanti, i quali  si precipitano ad acquistare anche loro freneticamente snacks e bibite (easyjet dovrebbe riservarci una percentuale…) cercando invano di imitarci! Ma non hanno nè la S.E., nè le altre amenità di cui noi disponiamo in abbondanza e soprattutto NON tracimano, come noi, buonumore ed euforia da ‘finalmente vacanzina!’

E dire che io fino a tre minuti PRIMA del decollo cagavo come un idrante causa virus malefico e invece un nanosecondo DOPO mi ammazzavo di risate, pringles e acqua Perrier (che per me vale più di tutte le cochecole del mondo)

Altro che fermenti lattici… potenza del volersi bene!

 

 

Gita scolastica

23 aprile, partenza per Barcellona con il Collega Tedioso e con il collega DS, che vi si tratterranno anche per il week end. Io, madre di famiglia, femmina, sfigata, e male organizzata, con alle spalle una settimana estenuante, tornerò invece sul patrio suolo già domani, una volta terminato il supermeeting col cliente spagnolo.

E’ evidente che il Collega Tedioso è affascinato ed euforizzato dall’idea del week end ispanico in compagnia di un semi-coetaneo, il quale pur essendo assai più bello ed intelligente di lui, non dimostra però nè dimestichezza con le pratiche di viaggio nè alcuna esperienza nel viver del mondo. Quindi il Tedioso si sente Leader, saprà lui come fare, è perfino già stato in spagna ed uno dei suoi amici plurilaureati che lavora alla Mediolanum è addirittura Madrileno, più di così!!  Chi lo potrà tenere??

DS, invece, si aggira sperduto ovunque: prima sulla tangenziale di milano, che pure è piena zeppa di cartelli con su scritto ‘Linate’, poi per l’aeroporto stesso, poi mi chiede di sedere al mio posto per guardare giù dal finestrino, poi sul taxi con l’agente spagnolo continua a tirar fuori il portafogli per tentare di pagare lui…MA NANI! Ma no, ma no, ma no!!

Ma cosa ci volete fare: mi è troppo simpatico, e gli perdono tutto. Però la prossima volta gli faccio un biglietto infant !

Viaggi di Piacere

In vacanza in Alto Adige con l’Infanta io sono:

– l’unica madre femmina in giro da sola con figlia femmina

– l’unica donna  femmina italiana che fa la sauna senza costume da bagno

Inoltre, l’Infanta sbrana quantità imbarazzanti di cibo, che fanno presagire al cameriere (che guarda perplesso con un sopracciglio alzato) che sia avvenuto uno scambio di piatti, dato che il mio contiene una infinità di avanzi, e il suo NO !