Un paese europeo ma non troppo – parte prima

Non bisogna credere a tutto quello che si vede su internet: in questo paese – Europeo ma non troppo dove io e l’Infanta siamo state in vacanza – abbiamo alloggiato (anche) in una specie di campeggio privato, con dei bungalow deliziosi, piscina, prato all’inglese e barbecue a disposizione degli (incauti) ospiti.
Questo è quel che si vede sul sito, e – devo dire – corrisponde a realtà.
Quel che NON si vede sul sito è il muro di cinta, tutto attorno, di colore giallo e dell’altezza di metri 3, sovrastato da un fitto intreccio di filo spinato elettrificato, due torrette di avvistamento, i cecchini col moschetto e l’impianto d’allarme col faro che gira.
Perché fuori – e questo men che meno si vede dal sito – c’è un impianto (io credo termo nucleare, ma potrei anche sbagliarmi.. potrebbe essere un’acciaieria… o una fabbrica di dai per brodo.. chissà) dismesso, un accampamento di zingari con diversi cani randagi, e svariati ettari di campi che, al momento della mia permanenza, sono stati concimati di fresco con prodotti della Monsanto (sospetto legittimamente), ove cresccono ortaggi giganti tipo carote di 6 metri e zucche grandi come la cupola di san pietro,  e dove pascolano capre a tre teste.
Certo, da dentro non si vede e non si sente nulla, a parte l’acre odore dello stallatico che fa lagrimare gli occhi e tinge l’aria di marrone, ma il cervello fatica a non costruirsi una gallery tutta sua, parallela a quella del sito ma in un altro universo, meno luminoso.
Speravo almeno che i gipsy dessero un party una sera, e ci invitassero a partecipare.. invece quando siam passate in macchina davanti all’accampamento  il Re degli Zingari ci ha fatto cenno di rallentare proprio mentre decollavo sul dosso dissuasore di velocità (che era alto un metro).. e non dico altro.
… non vedo l’ora di scrivere la recensione su Tripadvisor!
il party al quale non siamo state invitate…..