Frammenti di vacanza unica ed irripetibile

Cavalcare un elefante è un’esperienza unica: salire sopra il grosso pachiderma è già un impresa, caracollare poi sul dorso del  mansueto bestione convenientemente alloggiati nel baldacchino da marajà non ha prezzo! O meglio: un prezzo ce l’ha, ed è quello della lavanderia alla quale dovrete poi affidare tutti i vostri abiti (calze e mutande comprese, e magari anche voi stessi) per un lavaggio accurato ed approfondito.

Perché se quando vi fate un’oretta a cavallo vi rimane addosso quel tipico fragrante aroma equino, il risultato di un tempo analogo sull’elefante è facilmente deducibile dal fatto che l’elefante pesa dieci volte il cavallo.. forse anche di più. Ma ne vale la pena, anche perché il costo delle lavanderie locali è veramente ridicolo (roba da imbarcare un bagaglio a parte con tutti i piumoni invernali…)

 

Dormire su un isola tropicale in un bungalow fra le rocce, con il mare che spumeggia sotto il vostro pavimento è un’altra esperienza che non ha prezzo. O meglio: ce l’ha, ma anche in questo caso irrisorio. E poco importa se non ci sono i vetri alle finestre, non c’è l’acqua calda, e alle 23.00 tolgono la corrente. Quando esci in terrazzo e ti guardi intorno, e vedi sotto di te la spiaggia e il mare, ti domandi se abbia veramente un senso vivere da un’altra parte.. non c’è una risposta, ovviamente, ma una bella birretta gelata sorseggiata piano piano aiuta a superare il dilemma.

 

Vedere l’Infanta che si mangi i vermi fritti è un’esperienza che assolutamente non ha prezzo! Ella maneggia i menu locali con navigata esperienza e affronta con disinvoltura e coraggio sperimentazioni culinarie anche estreme. Se uniamo questa sua peculiarità alla pressoché assenza nel suo frasario quotidiano di espressioni come ‘sono stanca’ oppure ‘quando arriviamo’ o peggio ‘mi porti lo zaino?’ è facile comprendere come l’Infanta sia già da ora una viaggiatrice formidabile.

 

Volare come Tarzan appesi ad una fune tra gli alberi della foresta pluviale, a 50 metri di altezza… che altro si può dire?

 

Risalire un fiume accoccolati dentro a un gommone posato su un altro gommone piazzato a sua volta dentro  una camionetta sgangherata guidata da un indigeno che scatta foto a ripetizione al grido di ‘one more, one more’, e poi ridiscenderlo passando per le rapide spumeggianti tipo ‘La regina d’Africa’, è un’esperienza senza prezzo: prima ti caghi in mano, ma poi ti senti più figa e più audace di Katharine Hepburn nel succitato lungometraggio, appunto! Ma senza nè Humphrey Bogart nè le sanguisughe…

 

Visitare una cascata sotto una pioggia monsonica torrenziale, farsi massaggiare dalla punta dei piedi alla punta dei capelli (passando per il centro), cercare le scimmie tra gli alberi, mangiare un curry rosso così piccante da lacrimare come durante la visione di Love Story, navigare con una barchetta tra i canali maleodoranti della capitale, dove ragazzini si tuffano direttamente dalla porta di casa, guardare schifati gli insetti fritti nelle bancarelle, rimirare i monaci di cera dentro ai tempi..eccetera eccetera eccetera… sono altrettante esperienze senza prezzo.

 

Una corsa in tuk tuk per le strade della capitale invece un prezzo ce l’ha: però è trattabile. Possibilmente in lingua locale; indispensabile quindi  imparare i numeri, almeno le decine per giungere, dopo estenuanti trattative, ad un compromesso accettabile. Sappiatelo: vi inculeranno comunque! Consolatevi però: almeno la vaselina non l’avrete pagata voi !

 

E per finire: passare 15 giorni meravigliosi, tutti di fila, con l’Ufficiale, senza mai un dissapore, senza stancarci l’uno dell’altra, vederlo giocare e scherzare con l’Infanta, che si è ammazzata dalle risate in plurime occasioni, e desiderare che i 15 giorni diventino 150 o 1500 o 15.000 o più… ecco, questo veramente non ha prezzo. Ma se anche ce l’avesse lo pagherei volentieri. Tanto ho la Mastercard!