Professione cialtrona

Oltre a non sapere niente di corrosione e spacciarmi per esperta del settore, io occasionalmente leggo le carte.  Ho perfino un agente  e metti putacaso che l’hotel Duca di Windsor debba inaugurare la nuova spa, con profusione di canapé ai gamberi e flutes di prosecco:mi invitano all’happening, e sull’advertising compare ‘ospite d’onore un’importante veggente di pluriennale esperienza’ (io).
No, non i tarocchi: se mi capita uno che ne sa ci faccio la figura della cialtrona, appunto. Leggo le Carte degli Elfi. E i fumi delle erbe. E il pendolino. Voglio vedere chi viene lì a dirmi ‘no, non si fa così’.
In estrema sintesi: io brucio della roba verde tipo alloro e/o rosmarino (bio) e vaticino.  Oppure dispongo innanzi a me delle carte raffiguranti fate e gnomi e ne traggo divinazioni.
Invento, diciamocelo. Non so niente né di cartomanzia, né di viscere di animali, né di linee della mano o fondi di caffè.
Il fatto  è che, cionondimeno, la gente mi sbianca davanti, certuni si sfasciano in lacrime, tutti insistono per pagarmi (NO, NO! ASSOLUTAMENTE NO. ENNE O)
Altri ancora  mi chiedono un consulto privato nel mio studio (studio???) Non ce l’ho, lo studio.  E’ che ormai mi son convinta d’esser maga per davvero e una volta ho ricevuto una cliente al parco cittadino. Per esser più in contatto con la natura, ho detto.

Ci ha creduto.