Il tè nel deserto

Devo andare in Libia. Per lavoro, s’intende. Non certo al Club Mediterranée di Bengasi. Bensì ad una fiera, dove dovrei peraltro esporre davanti al gotha del mondo gas-petrolifero del nord africa e del medio oriente una lecture, addirittura. Con un titolo pomposissimo. Nonostante io sia FEMMINA !

Problemi banali che normalmente mi assillerebbero in questo frangente (che tacchi vanno bene nel deserto?  Che fattore di idratazione occorre quando hai la sabbia del sahara che ti arriva in faccia h 24? Il cammello è o non è un animale domestico? Ci sono spiagge nel golfo della Sirte? I baffi li tengo o li strappo?) slittano in secondo (ma anche terzo-quarto) piano. Perché  dopo aver visto domenica sera su Rai 3 Presa Diretta – Respinti  (  www.presadiretta.rai.it/category/0,1067207,1067208-1086278,00.html ) non ho più tanta voglia di andarci. Non ce l’avevo granché neanche prima, ma adesso proprio non ho più voglia di fare affari con quel paese lì.  A parte che ho anche un po’ paura: e se mi mettono in carcere anche a me e non esco più?  

C’è la wireless nelle prigioni libiche? Secondo me no. Pare non ci siano neanche le finestre. E non sto parlando di Windows.