Ma poi…

la torta per il compleanno dell'Infanta.. come sarà venuta?

A L L O R A :

1) i tutorial su internet che spiegano come fare i fiori di glassa (in inglese: sugar icing) usano evidentemente un materiale autoportante tipo cemento armato o il pongo o il das o il bronzo.
Di certo NON è glassa reale che una volta messa a cucchiaiate dentro la sac-a-poche esce dalla bocchetta e si squaglia. Non resta verticale neanche un nanosecondo per fare il centro della rosa, figuriamoci lavorarci intorno per fare i petali. Ah, dimenticavo: attenzione a non scivolare sulla glassa che, nel frattempo, è colata copiosa sul pavimento.
2) aggiungere 1 tonnellata di zucchero a velo Paneangeli per indurire la massa NON serve. Quando esce dalla bocchetta si squaglia.
3) aggiungerne un'altra, di tonnellata, non cambia comunque le cose. Però probabilmente a Natale la Paneangeli vi manderà un discreto cadeau.
4) se la ricetta del cioccolato plastico dice 'glucosio' ci sarà un perchè. Se poi trovate sempre su internet enne ricette che dicono che al posto del glucosio potete tranquillamente usare il miele e il risultato non cambia NON credeteci. Infatti le foto che spesso accompagnano la complessa preparazione arrivano fino alla produzione del panetto, poi si fermano lì.
Provate pure a tirare il manufatto apparementemente – e sottolineo: APPARENTEMENTE – elastico col mattarello, provate pure… a parte che vi vengono due bicipiti che neanche Stallone, ma il risultato è una specie di lenzuolino giallognolo (se usate il cioccolato bianco) di dimensioni esigue che a malapena copre la torta piccola  (quella che dovrebbe essere il secondo piano) e neanche arriva fino al bordo inferiore, nonostante abbiate, nell'incertezza, decuplicato le dosi della ricetta. Guarderete con un certo sconforto la torta base, che ha il diametro doppio della precedente, chiedendovi affrante quante accidenti di tavolette di Galak dovrete acquistare per tirare un lenzuolino del diametro di almeno cm 38 (28 di torta, 5+5 di bordi). Senza contare che, oltretutto a me non va per nulla di arricchire ulteriormente la Nestlè.
5) il panetto di cioccolato plastico si conserva – si narra in rete – in frigo: poi quando lo tirate fuori basta il calore delle mani per ammorbidirlo. Credetemi: quando lo tirate fuori ha la consistenza esatta del marmo di Carrara, e col calore delle mani al massimo si ammorbidisce arrivando a quella  della roccia magmatica, ma non di più. Forse se foste un bravo pranoterapeuta magari il risultato sarebbe più incoraggiante… o magari con dei guanti dotati di termoresistenze ad energia nucleare…chissà. Fatto sta che io ho maneggiato il panetto ex frigorifero per un 50 minuti e poi – esausta e depressa –  l'ho lanciato nel prato di fronte a casa dove è atterrato producendo un cratere di circa mezzo metro di diametro. E' uscito da un tombino di Osaka (Giappone).

Conclusioni:

Io pensavo di essere una brava cuoca, ma probabilmente non sono una pasticcera. Roba troppo scientifica, e forse sarebbe anche necessario avere dell'attrezzatura seria, il che non comprende una bocchetta per la sac-a-poche autoprodotta tramite pinza o i supporti per fare i fiori di glassa ottenuti ritagliando dei contenitori da budino della Domopack e incollandoci dietro, con l'attaccatutto un perno che di fatto è un pastello blu prelevato dall'astuccio scolastico dell'Infanta (quello delle medie).
Forse sono stata troppo ottimista: alla fin fine ho riciclato la farcitura (crema alla ricotta e pere) per produrre un dolce di emergenza, una torta morbida al cioccolato fondente e pere, ho riciclato parte del pan di spagna per farne tortine da inzuppare nel latte la mattina a colazione. E, dulcis in fundo, ho comunque presentato a tavola, vergonandomi assai, l'orrenda tortina piccola ricoperta di cioccolato plastico bianco. Sembrava fatta con la terra e ricoperta con l'eternit.
Comunque la famiglia ha sbranato tutto, e alcuni (tipo la Superzia, che però a livello di papilla gustativa non fa testo-…) hanno anche apprezzato.
Altri mi hanno malamente schernito chiamando 'patona' la torta di pere e cioccolato: qui in quel di Pavia quel nome lì (dai, provate a dirlo forte, ad alta voce: vi sarà immediatamente più chiaro l'aspetto della torta) designa quel dolce familiare dalla parvenza di castagnaccio ma fatto col pan secco, cioccolato e talvolta – nelle famiglie ricche – uvetta. Una torta povera dunque, che uno fa in 5 minuti con gli avanzi di casa e di certo non serve in occasioni di gala…

Alla fin fine ho fatto due conti: senza contare il tempo che ci ho messo, solo considerando le spese vive di acquisto materie prime e derrate alimentari varie, avrei potuto tranquillamente portare fuori a cena tutta la famiglia,  in un ristorante di alto livello, tirando dentro anche un paio di extracomunitari per beneficenza, pasteggiando a champagne e chinotto, e avrei pure risparmiato qualcosina…

Bah… e io che ci ho lavorato ininterrottamente dalle 8.30 del mattino alle 9.00 di sera… povera Infanta, che razza di Mater che si ritrova…. 

Beauty Day

Avendo l’Infanta scoperto durante le vacanze estive il piacere che si trae da un bel massaggio rilassante e come si venga fuori belle da un trattamento viso fatto come dio comanda (cose peraltro che neanche io disdegno) io e la suddetta ci siamo regalate per i rispettivi 13 e 43 anni – in aggiunta alla puntatina nella capitale europea che ci concederemo più in là in primavera – un favoloso beauty day in un centro termale poco distante dalla capitale provinciale ove risiediamo, con l’obiettivo di eliminare radicalmente 10 anni (io) e 10 brufoli (lei – il contrario sarebbe deleterio..).
 
Il centro termale prescelto è piccolo ma strepitoso, a due passi a casa, e in più pressoché deserto: le vasche fumanti ci accolgono e ci avvolgono materne e consolatrici, le massaggiatrici ci massaggiano dalla punta dei piedi alla punta dei capelli (come sempre, passando per il centro),  io e  l’Infanta ce la godiamo di brutto!
Pranziamo al bar ristorante del centro, dove la mia attenzione viene catalizzata dal Dottore (Dottttore, vuole del parmigiano? .. Dottttore, ancora un po’ di vino? .. Dottttore, pronti il caffè, lungo come piace a Lei).
Il Dottore – impossibile non pensarlo con la maiuscola – è un anziano de-li-zio-so, esattamente come vorrei fosse l’Ufficiale da vecchio! Bello e brizzolato, egli emana al tempo stesso autorevolezza e malinconia, carisma e insonnia, saggezza e prostata. Indossa una camicia azzurra che gli sta a pennello, con ai polsi due gemelli vintage in tinta con la cravatta (che si è un po’ padellato mangiando il minestrone).
Chiacchiera amabile con tutte le cameriere e con tutte le signorine in camice bianco che entrano ed escono dal bar: sembra il nonno di tutti! Al momento di pagare avvisa che sarà lì anche domani, perché i suoi sono in montagna. ‘ma hanno dei motivi, per andarci.. in montagna’ esplicita non richiesto. Come a dire: non è che mi lasciano solo.
Sarà vero?  Ce li avranno davvero, i motivi? E perché non portano anche lui??
Non ci è dato di saperlo, ma fatto sta che a dispetto dell’aria lievemente malinconica – che peraltro gli dona tantissimo – non mi sembra particolarmente intristito dal fatto di dover pranzare al bar anche il giorno dopo (peraltro attorniato da cameriere e da masseuses dell’età media di anni 23…). Così, a naso, sembra invece apprezzare la solitudine ed il piacere di pranzare solo in un posto dove peraltro fanno dei dolci buonissimi (Dottore, c’è la crostata che piace a Lei !).
 
Me ne torno pensosa alla sdraio implodendo un ruttino alla rucola e sesamo, e mi accingo ad attivare per benino la peristalsi gastrica, coadiuvata anche dalla lettura di un importante quotidiano nazionale (Repubblica) mentre l’Infanta si intrattiene con Stefano (Benni). Tutto d'un tratto mi si para davanti la pagaina 34, con le favolose Offerte Speciali  Autunno 2010 dell’Ortopedia Baldinelli !! Si, avete capito bene: l'Ortopedia fa le offertone!
C’è intanto il deambulatore a soli 79 euro, l’aerosol a pistone in super offerta a 39 euro, l’alzawater con vite super super scontato a soli 29 euro !! E sono solo esempi, eh.. c’è la pagina piena di robe così (e vi ho risparmiato gli articoli da decubito…). Io mi immagino subito un esercito di anziani, dell'età del Dottore, assiepati fuori dal negozio Baldinelli già ore  prima dell'apertura, pronti a irrompere furiosi, stampelle levate al cielo, e carrozzine elettriche che rombano possenti pronte allo scatto peggio dei suv ai semafori, le facce deformate da un ghigno di cupidigia, che non vedono l'ora di far man bassa di fasce per l'altrite e poltrone da mettere nella vasca da bagno, senza guardare in faccia a nessuno, men che meno al loro vicino col Parkinson.
Non so proprio cosa mi trattenga dal piantar lì sdraio, piscine e bagno turco e correre rapida come un velociraptor dai Baldinelli per accaparrarmi almeno almeno una comoda 3 in 1 (a soli 39 euro e novanta) che tanto prima o poi mi servirà di certo.
E invece poi decido dì restare lì, in un bagno maria di relax e vapore, che più comoda tre in un uno di così, secondo me, non si può!
 

Dovere di cronaca

Non è che l’Infanta non avesse chiaro il concetto ‘la Mater desidera il profumo Escale à Portofino (di Christian Dior – vedi post precedente): ce l’aveva chiaro anche troppo, da quel dì, quando, girellando nei duty free per ammazzare il tempo  durante 12 interminabili ore di scalo in un aeroporto piazzato nel bel mezzo del deserto, supportava il piano diabolico dell’Ufficiale di farmene dono per il mio genetliaco (formato jéroboam).

Ed è così che ha provveduto a demolire metodicamente i miei reiterati tentativi di acquisto nelle ultime due settimane: ma no Mater, costa un capitale !  ma no Mater: sa di repellente per insetti! ma no Mater! La ChristianDior ricicla il denaro sporco dei narcotrafficanti!! E via così…il tutto con la regia occulta dell’Ufficiale, che la manovrava da lontano via auricolare, come Ambra e Boncompagni a Non è la rai!

Insomma: ce l’ha fatta, non me lo sono comprato! Ma ogni volta le dicevo: vabè Infanta, ho capito, non lo compro! Però almeno cerca di far intendere alla SuperZia che mi farebbe piacere! Tanto un regalo me lo fa comunque, no? L’Infanta annuiva, e intanto messaggiava la zia ‘tutto quel che vuoi, ma NON comprarle un profumo!!’

E intanto ingenti quantitativi di Escale à Portofino giacevano stoccati nel reparto ‘Cadeaux – scaffale p’ (Parfum – eau de)  dell’Ufficialesco guardaroba in attesa del momento propizio a venirmi consegnati brevi manu con accompagnamento musicale idoneo (tanti auguri a teeeeeeeeee). Cioè ieri.

 

Eeeehhh, son soddisfazioni!

 

        

P.S Ma ve ‘ho raccontato come si è presentato a Malpensa l’Ufficiale alla partenza per la vacanza asiatica very wild? Con la samsonite. Quella rigida.

Io e l’Infanta avevamo logori zaini Quechua da 60 litri cadauna, con stipato dentro l’inverosimile, e le scarpe da ginnastica attaccate fuori penzoloni. Lui la samsonite rigida con dentro il frac.

Quando si arrivava in una camera d’albergo, noi femmine esplodevamo il contenuto degli zaini all’esterno in (dis)ordine sparso, occupando il pavimento per il 93% della superficie utile, mentre lui appendeva i calzoni di lino (perfettamente stirati) nell’armadio, e sistemava le magliette nei cassetti, ordinate per nuance di colore. Anche se stavamo lì un giorno e mezzo, eh! Poi noi a cena ci presentavamo agghindate con stracci macchiati e  stropicciati, lui invece arrivava con camicie immacolate e inamidate,  ai polsi due gemelli vintage anni 40, papillon e binocolo da teatro: praticamente lui sembrava un sultano e noi le sue serve…

 

Buon compleanno, Barbie!

Si sa che non amo festeggiare il mio genetliaco. Si sa che ogni anno che passa ne aggiunge uno ai molti che già mi trovo sul groppone, ed è sempre più difficile sostenere la tesi del ‘ne ho 28 compiuti’ senza vedere sopracciglia che si alzano sorprese, o risolini trattenuti a fatica.

Si sa – o si dovrebbe sapere – cosa mi piace e cosa no, anche in virtù di quel  che ho pubblicato lo scorso anno e che potete vedere qui http://viaggiattrice.splinder.com/post/21226041/del-non-festeggiare-il-compleanno (che se magari imparassi a fare i link come si deve…)

Fatto sta che comunque, alla fin fine quest’anno:

          ho ricevuto via sms gli auguri dell’Ufficiale, primo classificato per tempismo (ore 00.08). Festeggiamenti rimandati a data da destinarsi, cause concomitanti che impediscono il reciproco congiungimento carnale

          ho ricevuto gli auguri del mio agente olandese (embé? evidentemente mi vuole bene! Oppure apprezza enormemente la qualità delle valvole serie HR 567, quelle con la ghigliottina elettronica, per intenderci.. avete presente, no?), secondo classificato per tempismo (ore 7.00. Era già in ufficio da tre quarti d’ora). Da notare che io ho totalmente dimenticato il suo, di compleanno. Era l’altro ieri…

          ho ricevuto in dono un cruciverba gigante, formato 150×100, dono dell’Infanta. Oltre 4.000 definizioni!  L’Infanta lo sa, che mi piacciono le parole crociate, e anche che mi piace trovare il regalo appena alzata sul tavolo della cucina;  così ha nottetempo sistemato l’oggetto, con biglietto d’auguri da lei medesima decorato con fiorelloni colorati! Ah, Infanta adorata… come non pensare a tutte le volte che, nottetempo, io simulavo l’arrivo di Babbo Natale seminando briciole di biscotti sotto il camino mentre TU te la dormivi della grossa?

          udite udite: mi sono vista recapitare direttamente sulla scrivania (ho dovuto far spazio tra le campionature di membrane filtranti delle termo valvole) una deliziosa pianta fiorita, accompagnata da un buono Feltrinelli di ragguardevole valore!! (evidentemente l’Infanta non è riuscita a far passare il messaggio ‘la Mater vuole comprarsi  Escale à Portofino di Christian Dior’…), cadeau multiparentale  di provenienza  SuperZiesca + Nonna Sprint + CognatoContadino + Nipotastra = La Famiglia!  Al di là della gradevolezza del dono (che mi permetterà di acquistare libri a sacchi per i prossimi 10 anni) ho particolarmente apprezzato l’attenzione della SuperZia (è lei la mente architettatrice)  al fatto che a me piace ricevere il regalo per il mio compleanno proprio il giorno del mio compleanno, possibilmente in mattinata. Se l’è sognato stanotte, pensate!! Potenza di un post vecchio di un anno …e probabilmente del legame di sangue, anche! Mi son venuti i lacrimoni!

          mi arrivano a raffica mail e sms, di auguri, per tacer di face book…

… e sono solo le 10.05 !!

La sorella di Barbie

Mia sorella, quando io ero piccola, giocava con me a ‘facciamo che ti portavo all’Asilo’. L’Asilo era una specie di angolo cieco dietro la casa. Mi ci portava e mi lasciava lì. ‘Poi ti vengo a prendere’ diceva ‘Si…ma quando??’ chiedevo io.
‘Alle quattro, quando l’asilo finisce’. E se ne andava a giocare con le sue amiche. Erano le nove del mattino.

Mia sorella, negli anni 70, portava jeans così stretti ma così stretti da doversi sdraiare sul letto in apnea x 5 minuti per abbottonarseli. A volte rimaneva sdraiata tutto il giorno, blu in faccia. E portava tacchi così alti che quando stava per metterseli c’era uno già lì che le chiedeva  ‘a che piano?’

Mia sorella mi portava al parco giochi per incontrare i suoi amici e poi fumava e poi diceva: se lo dici alla mamma ti ammazzo. Io non dicevo niente.

Mia sorella, che ha fatto per tanti anni la pendolare sul treno PV-MI,  una volta ha fatto cambiare il percorso dell’autobus cittadino nr. 3 per arrivare 5 minuti prima alla stazione e poter prendere il treno delle 7.28 anziché quello delle 7.23. Il quotidiano locale ‘La Provincia Pavese’ ha fatto un articolo su di lei, con tanto di titolone in prima pagina e  paginone centrale da staccare e conservare!
Mia sorella una volta, al Pranzo di Natale di Famiglia, ha servito un panettone già aperto. E anche già mangiato per metà.

Mia sorella, quando risponde al telefono, non sapendo chi sia l’interlocutore, dice ‘prountoouuooo’ sfoggiando una voce dolce e flautata che neanche la duchessa di Windsor. Poi quando capisce che sono io fa ‘cazzovuoi??’ tipo stregabacheca.
Mia sorella fa finta di saper cucinare, ma mette un etto e mezzo di peperoncino piccante anche nella torta paradiso. Poi dice: ma se non si sente neanche!
Mia sorella, pur possedendo raffinata cristalleria  e argenteria, non la usa mai e poi mai, e al pranzo della domenica apparecchia con tovaglie lise e rattoppate e bicchieri spaiati e stoviglie sbeccate: in più, c’è sempre un solo cucchiaino da caffè indipendentemente dal numero delle tazze e dei caffeinomani.

Mia sorella è campionessa mondiale di pulizie domestiche e ha fatto le olimpiadi di straccio del pavimento classificandosi davanti all’intera nazionale Filippina. Però è anche la donna più furfugnona del mondo.

Insomma: è un po’ come averne otto o dieci, di sorelle. E domani tutte quelle sorelle lì compiono 50 anni!!
 

E quindi…. tanti tanti auguri a tutte! 

 

P.S. mia sorella, quando andavo alle medie, mi costringeva a fare dei compiti di italiano supplementari perchè, diceva. ‘non sai scrivere!
Però mia sorella, adesso, ogni mattina, dopo aver scaricato la posta, va a vedere se nel mio blog c’è un post nuovo, se lo legge, ride e mi lascia un commento come ‘utente anonimo’ … tanto lo so che sei tu!!
 
E questo fa si che io ti abbuoni tutte le nefandezze che ho subito duranti i beati anni della mia infanzia, ivi compreso l’abbandono  allo pseudo-asilo!

Amnesia

Una cosa che mi stupisce e commuove il giorno del mio compleanno è che ricevo un numero impressionante di messaggi, sms, email e auguri (ma niente corbeilles di rose bianche in ufficio, cosa che mi commuoverebbe assai di più)  da gente che conosco, anche bene, ma di cui non ricordo assolutamente il giorno del compleanno. Invece loro sì, il mio se lo ricordano! E non è che pensino ‘è il compleanno della corrosionista: ma siccome lei non mi ha fatto gli auguri al mio, niente, che si arrangi!’ Nonnò, mi chiamano, mi messaggiano e mi canticchiano ‘tanti auguri’!  Succede tutti gli anni, e tutti gli anni penso ‘eh, no! Quest’anno devo scoprire quando tizio compie gli anni e fargli gli auguri per tempo!’

Però poi mi dimentico.
 

Regali di compleanno

Per il mio compleanno ho ricevuto in dono un buono (il giorno 3 sul tavolo della mia cucina!)  per recarmi in una spa a farmi massaggiare, esfoliare, peelingare, trastullare, rassodare, drenare, e altri verbi estetici della prima coniugazione.

Il mio decadimento fisico deve essere alquanto evidente, mi sono detta guardandomi allo specchio e conteggiando, con l’aiuto di un abaco, le numerose rughe che mi costellano il volto, i buchi della cellulite, le zampe di gallina, le macchie solari,  i peli superflui, e le smagliature… ah no, le smagliature non le ho! 

Bè, certo…avrei dovuto togliermi i collant prima di cominciare il conteggio…

 

 

Del non festeggiare il compleanno

Festeggiare il compleanno non mi interessa granché.
Però se proprio proprio dovete farmi un regalo cortesemente lo vorrei trovare la mattina del giorno 3 sul tavolo della mia cucina. Se non potete venire di persona, potete farlo recapitare dal dhl.
Sono graditi i fiori, ma non i fiocchi. Neanche i bucché con la carta crespa rosa. Neanche i cellofan coi puntini. Neanche i gladioli.
Sono graditi i cioccolatini, ma non ripieni di roba tipo fragola o limone. O fango.
Sono graditi cabaret di paste, ma solo cannoncini e bigné. E quelli marroni con su la chiave di violino. E per l’amor di dio fate sparire quegli orrori alla frutta e quelli con la glassa!
Sono graditi i gioielli, anche finti. Ma NON gli orecchini!
Sono graditi i libri, ma  assolutamente non quelli di Sofie Kinsella !
Sono graditi i dischi, ma non in vinile perché il giradischi non l’ho più. E non i Pooh.
Sono gradite le confezioni regalo, ma non i sacchetti fucsia lucidi metallizzati con il fiocco già fatto.
Sono graditi i profumi, ma non quelli che mi fanno venire il mal di testa. Cioè tutti.
Sono graditi buoni per l’acquisto di beni di consumo in qualsivoglia negozio. Ma non la farmacia.
Sono graditi i biglietti, ma non quelli di lupo alberto o personaggi dei fumetti che dicono minchiate sul fatto che invecchi. Neanche quelli grandi 1 metro x 1 metro
Sono particolarmente graditi i biglietti aerei, specie se intercontinentali; o anche i biglietti di banca.