Bolla di dilatazione temporale

Oh. Non ce la faccio.

Mi accingevo a scrivere della mia recente trasferta nella terra dei folletti, ma non ce la fo.  Tutta colpa della bolla di dilatazione temporale…

Stamattina la sveglia è suonata alla solita ora. Peraltro senza che io avessi dormito stanotte: incurante del sonno perduto, e infischiandomene dell’afa pesante già a quell’ora lì, mi sono tirata su e:

         doccia e capelli (e vabè..)

         aspirapolvere in mutande

         straccio del pavimento e alè, sgurare le piastrelle (*)

         sterminio di massa di formiche, le bastarde infilatesi nel sottolavandino attirate dalla buccia del melone che ivi giaceva riversa nel pattume

         colazione

         preparazione del cibo da asporto per pranzo in ufficio (porzionamento anguria in apposito container atto alla movimenazione e successiva consumazione del cibo normalmente denominato ‘schiscetta’)

         trucco e parrucco

 

 (*) tenete presente che da questo punto in poi mi muovevo per casa deambulando su un asciugamano da bagno (sporco) buttato in terra con questa modalità: giù la salvietta per il lungo, un piede sul lato corto a sinistra, un piede sul lato corto a destra eeee strisciare! Prima un piede poi l’altro, provate, su! I vantaggi sono molteplici: uno, potete liberamente andare di qua e di là sul pavimento della vostra abitazione senza attenderne l’asciugatura e senza lasciare impronte di ciabatte – solitamente orme di sporco nero quadrettato – sul lindo suolo. Poi, così facendo, un po’ le asciugate voi, la monocottura di casa. E infine,  last, but not least, con quel movimento lì la cellulite delle chiappe si smuove non poco. Diciamo pure che traballa come un budino. Certo, c’è l’inconveniente che i vicini di casa, che escono per andare a lavorare alacremente, vi sbirciano dalla porta-finestra spalancata e sghignazzano senza ritegno, additandovi coll’indice e dandosi di gomito tra loro  nel vedere le vostre goffe movenze mentre vi trascinate ansando sull’asciugamani (sporco)  con lo spazzettone in mano… ma è un prezzo che pago volentieri, anzi: mi vanto pure un po’.

Ora, secondo voi.. a che ora mi sono svegliata? le cinque? nooooo…

Erano le 07.40 antimeridane.

E a che ora sono uscita di casa, secondo voi, per portare l’Infanta dai nonni?? alle nove?? alle nove e venti?

Naaaaa!  Alle 8.37.

Soli  57 minuti dopo. E le formiche erano un fottìo, ricordiamocelo.

Ma come ho fatto?? mi sono domandata. E’ impossibile..

E invece no: è la bolla di dilatazione temporale. Per motivi che ignoriamo il tempo si ferma per 3-4 ore (in alcuni casi anche giorni, si dice) e voi potete fare quel che vi pare, utilizzando al meglio quel tot di vita in più.  Poi quando la bolla scoppia bon, finito, il tempo riprende a scorrere normale.

Certo, che io abbia deciso di lavarci il pavimento durante l’effetto bolla… la dice lunga, sulla mia dabbenaggine. Non era meglio fare qualcosa di più ilare? Correre dall’Ufficiale e baciarlo lungamente, per esempio?  Vabè, ormai la bolla è andata sicchè è inutile stare a pensarci.

 

Comunque: fino a 30 minuti fa pensavo ‘cacchio, ma com’è che non sono stanca PER NIENTE??’  Ma il lungimirante uomo che-sciacqua-i-piatti-prima-di-metterli-nella-lavastoviglie ha telefonicamente sentenziato: guarda che poi tutto d’un tratto crolli, e ti addormenti secca da zero a rem in un un nano secondo. (poi ha appeso, perchè doveva correre a fare l’inventario della dispensa del secondo trimestre, che è già in ritardo per l’audit)

Bè..c’aveva ragione, come al solito. Non ce la fo più. Sono le nove, e mi si chiudono gli occhi.

Perciò per il post sulla bella terra di San Patrizio toccherà attendere.

Almeno che abbia dormito quelle 14-16 ore che mi abbisognano…