Ad Amsterdam ho visto cose….

..che voi umani…

In Olanda ho visto gruppi di ragazzini delle medie pedalare in comitiva con gli zaini sulle spalle, sotto la pioggia e il vento contro, come se niente fosse.

Ho visto svariati mulini a vento, cavallini pelosi grandi più o meno come un SanBernardo, moltissime pecore, polder, serre e asfodeli.

Ho visto case dai tetti di paglia, domme seminude in vetrina, donne anziane vestite alla finestra, rigorosamente senza tende, che mi salutavano compite, conigli di peluche rosa con un grosso pisello, visibilmente eretto.

Ho conosciuto personalmente Tamara, terza media, capelli rossi, apparecchio elasticato; Tamara ogni giorno pedala x 25 mimuti all’andata, ed altrettanti al ritorno, per raggiungere la scuola che frequenta, nel paese accanto, perchè ‘there is one school in the neighborhood, but it looks like a hospital’, mi dice in un inglese corretto che qui da noi non lo parla neanche un export manager di 38 anni.

Ho conosciuto sua madre, che ne è il clone preciso, con qualche capello rosso di meno e qualche capello grigio tinto castano in più: come madre italiana credo di avere molto da imparare da quasta signora, che lascia che la figlia tredicenne pedali giornalmente per un tot di kilometri, per andare nella scuola che lei si è scelta (lei la figlia, non lei la madre…) con qualsiasi condizione atmosferica, e che sottolinea che solo ‘in case of extreme weather conditions’ l’accompagna con l’auto.

Mi domando quali possano essere le extreme weather conditions, dato che la settimana scorsa lì ha fatto -18 gradi centigradi, c’erano le strade tutte ghiacciate, ma lei a scuola ci è andata in bici… Forse intendeva l’uragano Katrina????

controllo bagagli

  

Spesso all’aeroporto vogliono controllare il mio bagaglio, dato che sovente esso contiene del materiale elettrico o elettronico che desta forti sospetti nel personale di controllo.

Io ho adottato questa strategia: qualsiasi cosa contenga la mia valigia che possa provocare la domanda ‘cos’è questo?’  io fornisco una spiegazione la più assurda,  complessa e articolata possibile, tipo:

‘Si tratta di un dispositivo elettronico che, tramite un sensore interattivo, rileva la differenza di potenziale tra suolo e terreno, evidenziando eventuali anomalie del polo positivo magnetico e trasmettendo il dato tramite modem satellitare ad una centrale operativa localizzata su territorio extraurbano’

 

Se per esempio l’oggetto sospetto fosse un semplice cacciavite, io dico ‘si tratta di un puntale in titanio-rubidio, per il carotaggio sistematico dei fondali marini, per verificarne la resistività elettrogalvanica  a fasi biennali, normalmente nel plenilunio di primavera e/o  nell’equinozio d’autunno’  (lo so dire in italiano-inglese-francese)

 

Di solito il sospettoso, che raramente ha preso il nobel per la fisica o la chimica, annuisce gravemente (nei casi più eclatanti dice ‘ah, certo!’ come se ne avesse già visti a migliaia, di quei cosi lì) e fa un cenno che significa ‘ma prego, vada pure’

Ringrazio, sorrido, e  io e la mia granata  passiamo indisturbate!

Funziona sempre, perché nessun uomo sano di mente si sognerebbe MAI di dire a una donna  ‘scusi, non ho capito!’ oppure ‘cosa significa’

Noi esseri inferiori, per antonomasia, non possiamo esprimere concetti più complessi del livello di comprensione maschile, si sa!

 

Geniale, no?

 

… si geniale… peccato che si chiami ‘supercazzola’ e l’abbia già inventata Ugo Tognazzi 30 anni fa…