Dei viaggiatori e dei beni di consumo polacchi

Pare che in Polonia con 2000 zloty (500 euro) compri uno scooter – scrauso eh, mica un piaggio ! Compri una roba cinese, ma la compri.
Me lo comunica Piotr, il mio agente polacco in visita di cortesia in Italia. E’ arrivato ieri: 1 ora e 20 il volo dalla Polonia, 3 ore e 40 dall’aeroporto di Orio a qui.
Pare che il navigatore – polacco eh, mica un Garmin! – lo abbia fatto transitare da Calusco d’Adda, Bottanuco, Caravaggio, Riparia Cremasca, fino ad arenarsi qui nella provincia pavesina, dove è arrivato alle ore 17.20. E io che lo aspettavo per pranzo.
Gli ho proposto, la prossima volta, di venire direttamente con lo scooter cinese. Poi quando arriva gli do i soldi – veri eh,  mica del Monopoli –  e mi tengo lo scooter!
 

l’agente Polacco e il Comunismo

Piotr, il mio agente polacco, si è fatto un bel pezzo di comunismo.
Ieri si parlava di figli – lui ne ha uno piccolissimo, di un mese – e mi confidava che la sua paura è di crescerlo viziato: ‘noi non avevamo niente da piccoli, e adesso invece si può comprare tutto. Se un bambino ti chiede una cosa, un gioco, tu glielo compri, fosse solo per il fatto che puoi farlo. E’un po’ il riscatto della tua infanzia’ mi spiega durante il lungo viaggio tra Wroclaw e Varsavia (5 ore di macchina su strade statali polacche…)

A me prende subito quella brutta malattia (e ce l’ha un sacco di gente) che si manifesta così: quando uno ti racconta qualcosa che lo riguarda tu pensi: ‘anch’io, di più, meglio o peggio’
E, certa di impressionarlo, ribatto: va bè, ma guarda che anch’io in effetti …da piccola ….non è che la mia famiglia navigasse nell’oro! Pensa: io avevo una Barbie sola, e tutte le mie amiche 5 o 6 !! 
Attendo un empatico sguardo di commiserazione da parte di Piotr, ma invece mi guarda torvo e replica:

Noi le Barbie  non sapevamo cosa fossero.
Mia madre faceva fatica a trovare le scarpe per mio fratello più grande, non perchè avesse probemi di piede, ma perchè nei negozi non c’erano scarpe. Quindi ne aveva un solo paio, che doveva mettere finchè mia madre non ne trovava un altro. Poi le passava a me. Tutto questo indipendemente dalla lunghezza del piede e/o della scarpa.
I negozi erano vuoti.
Per comprare mezzo chilo di carne, una volta alla settimana, il governo ti dava un buono con cui pagavi il macellaio.
Tutto era razionato.
Le arance erano un regalo di Natale.
Ho mangiato la mia prima banana a 14 anni.

Mia madre, che è nata in tempo di guerra, mi racconta cose analoghe.
Ma Piotr è nato nel 1977, dieci anni più tardi di me, e la sua prima banana l’ha mangiata a 14 anni, cioè nel 1990.

A me personalmente le banane neanche piacciono, ma ci sto ancora pensando su adesso.

Polonia, 31 marzo 2009

1) Oggi in Polonia  c’è il sole, e il polacco medio (incluso il mio agente Piotr) dichiara ufficialmente arrivata la Primavera e si sente in DOVERE di accendere l’aria condizionata nell’auto. Peccato che fuori, col sole, ci siano 3 gradi, e il wind chill factor. Per ribadire il concetto in auto mette il cd delle 4 stagioni di Vivaldi.

2) in Polonia ci sono delle strade che somigliano in tutto e per tutto alle super strade, (spartitraffico, doppia corsia, divieto di inversione) ma hanno:

– i passaggi pedonali
– i semafori
– i ciclisti che ci viaggiano sopra (si, le biciclette sulla superstrada…)
– i cartelli che indicano ‘attenzione passaggio carretti trainati da quadrupedi’

3) in Polonia c’è tantissimi cervi che arrivano, ti guardano, e se ne vanno al galoppo come nei cartoni animati

4) in Polonia i cadaveri ai lati delle strade non sono delle nutrie, come da noi, ma dei cervi  (veri, no cartoni animati!)

5) in Polonia c’è dei menu con dei piatti che dalla descrizione sembrano buonissimi, ma poi, quando li vedi arrivare pensi ‘secondo me fa cagare’. Poi li mangi. Fanno cagare.

6) In Polonia fino a pochi anni fa c’era il comunismo. Ma di questo vi parlo domani.