Stereotipi

Io, più che una donna, a volte sono un po’ uno stereotipo. Sono quella donna da barzelletta della settimana enigmistica che salta sulla sedia se c’è il topo nella stanza, ad esempio, ma non solo. Sono uno stereotipo quando :

–  non accosto abbastanza vicino alla macchinetta dei biglietti al casello dell’autostrada, il che mi costringe, nonostante i divieti scritti ovunque a caratteri cubitali, a scendere dall’autovettura (o almento a provarci) restando irrimediabilmente incastrata tra portiera e casello, con tutte le macchine dietro che mi strombazzano inviperite

– quando faccio benzina e arresto la macchina dal lato sbagliato del serbatoio e devo quindi caricarmi in spalla la pistola cercando di allungare il tubo per 100 – 200 metri, destando la fragorosa ilarità degli altri utenti (maschi)

– quando cerco di installare un qualsiasi oggetto meccanico, elettrico o elettronico, totalmente sprovvista del benchè minimo know-how ma soprattutto totalmente sprovvista degli attrezzi base (tipo: usare la forbicina delle unghie come spela fili NON va bene)

– corollario del punto precedente: non leggo il manuale di istruzioni di niente, lo prendo e lo butto direttamente nel cassonetto della raccolta differenziata, e vado a intuito. L’Ufficiale disapprova su tutta la linea.

Ma il meglio di me l’ho dato l’altro ieri, allorquando ho acquistato un nuovo soffione per la doccia, a seguito dell’improvvisa esplosione del precedente.

Una volta rientrata a casa, ho disimballato l’oggetto, e l’ho prontamente collegato al tubo che esce dal muro: bon, funziona, ma il getto è in modalità ‘ultra-pressione-che-ti-spiaccica-contro-il-muro’.  Cerco di girare la levetta per passare a ‘dolce-piogga-di-primavera-ai-caraibi’ ma niente, la levetta non si muove. Smonto, rimonto, provo, riprovo, sforzo, strasforzo: NIENTE, la maledetta levetta non si sposta neanche di un millimetro.

Va bè, mi è toccato un soffione difettoso: lo porto indietro, al negozio fai da te dove l’ho acquistato e me lo faccio cambiare al volo.

‘salve, ‘sto coso che mi ha venduto NON funziona!’  affermo con malcelato malgarbo all’addetto alle vendite (maschio), sventolantogli sotto il naso la presunta fetecchia.

Il sapiens sapiens maschio mi preleva l’oggetto dalle mani e, manco a dirlo  – TAC – sposta la levetta.

‘in che senso non funziona, signora ?’ mi domanda cortese.

Bella domanda… adesso vado a farmi una bella doccia, e ci penso su.

7 thoughts on “Stereotipi

  1. L’ultima è un classico che si applica in ogni cosa: non funziona, provi riprovi straprovi in tutti i modi, ti rassegni, chiedi help, l’altro (chiunque) arriva e TAC, gli funziona subito.
    E’ una sotto legge di Murhpy.

  2. ehi, mi sono persa non so quanti giorni di frequentazione del blog (ogni cambio di operatore la stessa solfa, restiamo senza internet).. complimenti per il restyling!
    ciò detto, io sospetto che il Nonaddetto sia in realtà un cyborg: il computer non si accende? pigia di nuovo. non parte. riprovo. diciottomila volte. arriva lui, tac parte. vale anche per la stampante, il tostapane, la pompa dell’abbeveratoio della Gatta, qualsiasi cosa elettrica/elettronica non funzionante appena lo vede arrivare inizia a scodinzolare e al suo minimo tocco riprende a funzionare. Perchè???

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *