Seconda puntata

In Irlanda gli indigeni dicono che è possibile avere le 4 stagioni tutte nello stesso giorno (non ti piace il clima? aspetta dieci minuti…) In effetti io, in una sola giornata, ne ho sperimentate tre:

          una primavera molto fredda, tipo quella del ’91 quando ha nevicato il 21 di aprile

          un autunno gelido, tipo quello dell’86, quando ha nevicato ad ottobre

          un inverno polare, tipo il 21 dicembre in Groenlandia

Basta. Altre non ce n’erano.

L’altra mattina, ad esempio, nevicavano rane. Nel senso che che venivano giù dei fiocchi grandi come grossi batraci. Ero già terrorizzata all’idea di restare bloccata per sempre nell’Ulster quando ad tratto attacca a piovere. Poi è uscito un po’ di sole.. mah, la terra della Guinnes ha un clima bizzarro! (del resto vi sembra normale una birra color caffè che per berla devi tagliarla col coltello??)

Per non parlare di come parlano i locali: un idioma del tutto incomprensibile che il mio orecchio, avvezzo alla parlata B.S. (British Standard) non distingue se non a prezzo di continue ripetizioni (what? Can you repeat it, please? say it again?). Per poi dare comunque una risposta sbagliata!

Durante questa missione abbiamo attraversato l’Ulster in lungo e in largo, raggiungendo luoghi sì remoti che, per darvi l’idea, quando passavamo con la camionetta i bambini ci salutavano con la mano. Come a dire ‘non è che ne vediamo tante di queste robe qui con sotto le ruote’. Il tutto sotto lo sguardo mansueto di innumerevoli   pecore che brucavano la neve.

Stante che non c’era tempo da perdere – ah, la celebre alacrità irlandese! –  Jeff .. (fate un colpo di tosse: ecco, quello lì è il cognome) il nostro chauffeur (che io ho incautamente giudicato minorenne a prima vista. Mi chiedevo perlplessa come avesse fatto a prendere la patente e soprattutto a farsi assumere a 16 anni dalla nazionale azienda del gas come tecnico corrosivo ..scoprirò poi che ha 37 anni – ah, la celebre capacità di conservazione del clima irlandese ! – due figli, di cui uno molto bravo in BASIC CALLS… no, non è un settenne specializzato in chiamate urbane semplificate, bensì un bambino che ha appena tolto le rotelle alla BYCICLE).. comunque: Jeff ci propone qualcosa che io interpreto come ‘mangiamo un sandwich’ ma non al bar, bensì in un xywhasryyth : scoprirò in seguito che trattasi di supermercato dove puoi farti fare un panino puntando il dito e indicando una delle vaschette piene di pastone a base prevalente di pollo e maionese che poi il salumiere ti spalmerà dentro due fette di pane  (chewyrfgusg bread or white bread?  ..not the white, the other – perché io amo sperimentare.. era pane integrale, brown bread). Dato che però a fianco c’è anche un banco tipo rosticceria, e dato che il mio collega è abituato a pranzo ad andare a casa della mamma che gli serve antipasto-primo-secondo-dolce-frutta-caffè-ammazzacaffè, egli opta per una selezione delle vivande calde in offerta, per lo più a base di pollo e panatura. Risultato: Jeff esce con un panino microscopico sotto l’ascella e un bicchiere termico di the in mano. Noi italiani col banchetto nuziale da asporto, ben stipato dentro un borsone di plastica tipo spesa del sabato pomeriggio. Il tutto verrà poi fagocitato – compresa la cotoletta panata, mangiata a morsi senza posate – durante il tragitto in camionetta tra boschi, ovini e bambini che fanno il pupazzo di neve per strada. Roba da farsi venire la congestione, ma per fortuna io ero ben coperta: oltre alla giacca a vento da sci della Decathlon rosa fucsia indossavo sotto, sopra i miei vestiti, una bella tutona blu di cotone pesante da gasista, di tre taglie più grande di me, che Jeff (fate la tosse) ci ha obbligato ad indossare perché così vuole il protocollo per i tecnici che vanno in giro a fare il lavoro che facciamo noi (gli esploratori, praticamente…) Abbinato c’era il caschetto tipo minatore, ma senza luce davanti, ma quello sono riuscita ad evitarlo, dato che alla fin fine mica si scendeva nelle viscere della terra!

Insomma: potete ben capire che non ero proprio un mostro di eleganza. Semmai, un mostro e basta…

6 thoughts on “Seconda puntata

  1. Cavolo ma davvero ti ricordi il clima di quegli anni passati con tanta precisione??????;)
    Macchè mostro?!Sei sempre super woman perfetta anche al mattino in pigiama e occhiaie (e và che ti ho vista così eh!).
    Baci alla Infanta e a Te pure!

  2. E’ sempre bellissimo leggerti e respirarti..

    L’atmosfera di mistero mista a dolcezza e incanto che si avverte in questo tuo mondo magico mi affascina in modo incredibile..
    Un abbraccio

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