Quando una…

…non ha il fisico dovrebbe starsene a casa a fare coperte all’uncinetto anzichè andarsene, Ufficial accompagnata, a fare la Traversata del Monte Bianco da Punta Heilbronner (3400 m slm)  a Chamonix con gli sci. Che poi si sa, come va a finire…o si può comunque immaginare.
Diciamo che sono stata anche un po’ mal consigliata, ecco. Praticamente gente che l’ha fatta in passato me l’ha raccontata tipo ‘ma guarda: è praticamente un’autostrada. 24 chilometri di pista azzurra… a volte un po’ rossa, che ti porta giù pian piano in dolce pendenza fino a Chamonix. Praticamente un falsopiano. Ti fermi ogni tanto, fai le foto, ti guardi in giro, bevi una birretta, e pian pianino scendi a valle. La fanno tutti, anche i bambini di tre anni con gli sci-giocattolo, vecchie centenarie col deambulatore slittato, cani paralitici e una volta ho visto perfino una donna incinta che scendeva con lo snowboard e i due primogeniti gemelli nel passeggino doppio, sicchè…
Bon, mi son detta, è alla mia portata. Le azzure le faccio senza difficoltà alcuna, sulle rosse a volte cado malamente… ma via: ce la posso fare sicuramente. Vado!
E prenoto quindi baldanzosa la mirabolante gita per me e per l’Ufficiale (che prevede di annoiarsi, dato che invece lui scia magnificamente, in perfetto stile anni ottanta, con la serpentina stretta per intenderci…)

Come arriviamo all’appuntamento con la guida alpina realizzo l’incongruenza del fatto medesimo: ma se è così facile, a cosa ci serve la guida ??  Va bè, sarà la prassi, mi dico acquistando i panini speck e fontina per il pranzo, più le 5 tavolette canoniche di ritter nocciolato fondente (per me, all’Ufficiale il nocciolato non piace).
La guida ci saluta e senza porre tempo in mezzo ci mette al collo un affare che trasmette un segnale gps. Ma perchè – domando io – non sa l’indirizzo di dove dobbiamo arrivare ?? Non si era detto  Chamonix ?? No, risponde lui. Serve se vien giù la  valanga. Così il sanbernardo sa dove scavare. VALANGA ? Sanbernardo??
Neanche il tempo di riavermi dallo shock che il buon Rupert, guida valdostana di millenaria esperienza (ha più o meno l’età di Oetzi, e secondo me hanno anche condiviso la baita per un po’) mi allunga l’imbrago, intimandomi di indossarlo. Ora, a parte che il colore dell’imbrago non c’entra NIENTE con la mia tuta da sci, ma perchè poi devo imbragarmi ? mica andiamo a fare la scalata!  E’ per agganciarti se cadi in un crepaccio, mi spiega il rassicurante abitante della valle del lardo di Arnad,  perchè c’è pieno, di crepacci. E anche di seracchi ! (che non son salumi tipici valdostani). Per forza, è tutto ghiacciaio!

Via, non voglio tediarvi,  la faccio breve: io ne ho fatta si e no un terzo, della celeberrima Vallée Blanche. Diciamo che il pezzo che ho fatto io è un incubo di pseudo-pista, tutta a gobbe, con pendenza di almeno 70%, neve fresca percorribile con gli sci soltanto da Gustav Thoeni o sciatori con tecnica comparabile alla sua. Di certo NON da me.
Tnt’è che son caduta circa settemila volte, di cui una fatale, nella quale mi sono sderenata il ginocchio sinistro. La gamba sinistra, per solidarietà con la rotula, da quel momento lì non ha più voluto saperne di reggermi. Così, con una derapata sul solo sci destro, e innumerevoli cadute supplementari (che han travolto guida, Ufficiale, e tutti gli altri sprovveduti che tentavan di arrestare la mia discesa per l’erto pendio) dopo soli 40 minuti sono arrivata ad un punto semi-piano dove poter far atterrare… udite udite… l’ELICOTTERO!

Ebbene sì: rotula sderenata, ma chi se ne fotte! Una scusa va-li-dis-si-ma per piantar lì la Vallée Blanche con tutti i suoi seracchi del cavolo e l’elisoccorso a mia disposizione per trasferirmi al pronto soccorso di Chamonix, non prima di aver effettuato un meraviglioso tour panoramico sul massiccio del Bianco alla ricerca di un’altra povera diavola  che come me tentava di venir giù a spazzaneve da una pista nera che più nera non si può!

Ma cosa si può volere di più dalla vita, dico io ???

9 thoughts on “Quando una…

  1. Beh direi che come sempre le cose le fai in grande stile!! altrimenti che gusto c’è?

    (che nervi quando ti consigliano malamente, poi non fai altro che faticare, maledire chiunque e soprattutto NON goderti la giornata sugli sci!)

  2. lo sai vero, che poi il Soccorso Alpino ti manda il conto dell’uscita dell’Elicottero??? e mica costa come una ambulanza! Del resto mi sembra giusto, se uno va a fare sport estremi se ne assume la responsabilità e paga le conseguenza.
    Poi mi dirai quanto ti è costata sta bravata!

  3. Dinci bacco!
    Barbie sciatrice lascia il passo a Barbie ingessata…
    Spero che non sia nulla di serio, comunque te sei proprio eroica a lanciarti in robe cosi’!!

    Un abbraccio e un pensiero speciale alla tua rotula
    Alice cascatrice

  4. Vedi che succede a scendere dai tacchi. Spero che il tutore sia verde lime, che va tanto di moda questa primavera.
    Auguri
    P.S Ma almeno l’Ufficiale ti ha coccolata?

  5. Voglio supporre che, per l’occasione, sia diventato Ufficiale medico.
    Giusto perché non si può degradarlo a crocerossino.

    Vedila così: se non altro è il genere di ‘materiale da romanzo’ che tornerà utile alla prossima tappa in un pub irlandese

  6. Pingback: Microcosmi | Donne che viaggiano per il mondo

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *