Piccole Gioie Perverse della Viaggiattrice

 1.      L’accappatoio di spugna  appeso in bagno. Non avevi neanche voglia di far la doccia, volevi infilarti sotto le coperte così, coperta di polvere e un po’ puzzolente. Ma se c’è l’Accappatoio – XL abbondante con cordone lungo 100 metri – nessuno resiste.  Certamente NON io. La  Viaggiattrice salta nella vasca e si concede una lunga doccia corroborante di minuti 49. Esce con le dita palmate e abbraccia l’Accappatoio da dentro, avvoltolandosi il cordone intorno 7 volte.

2.      Le lavette: quei bei quadratini di spugna 25×25. La loro sola vista, arrotolate tipo involtino primavera sul piano-lavabo, le  provocano un brivido di piacere, e assai di rado la  Viaggiattrice riesce a vincere la  tentazione di imboscarsele in valigia per importarli – esenti dazio – sull’italico suolo.  Si, lo so: le vendono all’Ikea, il pacco da 5 kg 1  euro e cinquanta.  Ma non hanno la scritta ‘Grand Hotel Intercontinental’ in rilievo…

3.      I set da bagno, in quest’ordine:

  •  Il set dentale: il tubettinino e lo spazzolinino. Ne avrò a casa 20 ma ogni volta è un fremito lungo la spina dorsale pensare ‘questo è PER FET TO per il bagaglio a mano! Poco importa se i 5 grammi di pasta dentifricia all’interno del microscopico tubo metallico di solito hanno sapor di acido fenico o candeggina o calfort.  La Beltà dell’oggetto vince a mani basse sulla Bontà del contenuto, e via.. subito dentro il beauty!
  • Lima per Unghie e Pettine (di solito di plastica bianca):  lo ammetto: la prima volta è stata un’emozione forte, ma ormai non sento più niente…
  • I cotton fiocc: sempre troppo piccoli per il mio padiglione auricolare (rischio ogni volta di smarrirli all’interno… e son quasi certa che fra staffa e martello ve ne siano almeno due o tre), la loro vista mi fa esultare di gioia, perché li dimentico SEMPRE.
  • La Crema Idratante, che di solito però sa molto di cane bagnato. Fa niente, godo lo stesso.

4.      La Perrier nel minibar: gaudio, giubilo e tripudio!! La Perrier è da sempre la mia droga, specie se in lattina (è più gassata, quella in lattina!! Così come la CocaCola nella bottiglietta da25, in vetro, è la più buona, così come la nutella nelle vaschettine piccole rettangolari – che però forse non esistono neanche più – è la migliore…)

5.      Il blocco note col logo e la matita a scatto col logo: quale grafomane non ne gioisce ululando? E quale non si  desta nottetempo per buttar giù due appunti, esaurendone immantinente i 7 fogli che lo compongono? .. Io certamente si, mi desto! Nel cuore delle tenebre allungo la mano.. scatto sul pulsante e zac! La Viaggiattrice ha buttato giù l’indispensabile, i suoi lettori sono salvi! E giù, di nuovo a ronfare, con la bolla al naso

6.      La camera che vanta una superficie in metri quadri superiore al mio intero appartamento (non che ci voglia molto: succede quasi sempre): ne calcolo mentalmente il valore sulla base della quotazione corrente rispetto al piano regolatore locale e mi rallegro assai di non dover fare un mutuo per abitarla, anche se solo temporaneamente

7.      Le ciabatte di spugna bianca, di 6 numeri più grandi del mio piede.  Ma servono sempre! Una volta a casa le ripongo nell’apposito stipetto, in attesa di poterle generosamente offrire agli ospiti: ehi, amici! Volete un paio di ciabatte??

8.      I saponcini alla pasta lavamani Cyclon: dai, l’odore è quello lì. O di marsiglia super scrauso. O di palmolive anni 70. O di Vim Clorex. Insomma: fan cagare, non si affrontano. Una volta li usavo per tirare le righe sul tessuto quando mi confezionavo gli abiti con le mie mani, complici i cartamodelli Burda. Ora non servon più, né per disegnare né per lavarsi: ma a volte hanno forme e decori sì graziosi che mi fanno squittire di piacere. Non esito: li imbosco.

E per finire – recente scoperta della trasferta tunisina, ed in esclusiva per il territorio Magrebino:

 

9.      LA BIBITA SABRINA!

Gassata quanto – e forse più – della Perrier, essa  ne ha ormai preso il posto nel mio cuore: seconda classificata tra le mie bibite preferite (la prima resta imperitura la Cedrata Tassoni, inscalzabile dalla top position, seconda comunque la Perrier, terzo posto per  l’Apfelsaft Gespritz , quarto il tamarindo con la minerale – ultima l’orzata..), la Sabrina consta di una base mineralica superfrizzantona (la Perrier al confronto è Ferrarelle aperta da due giorni…) delicatamente aromatizzata all’aroma di pesca artificiale! E IN PIU’ SI CHIAMA SABRINA!

Una delizia, ne ho abusato per tutta la durata del mio soggiorno sul territorio, rammaricandomi  di non poterne importare ingenti quantitativi  tramite navi portacontainer per uso personale in quel della pianura padana…

 

Esisterà, la mitica Sabrina, sul patrio suolo???

Non lo so, e il dubbio mi attanaglia… c’è da non dormirci la notte….

 

 

 

 

11 thoughts on “Piccole Gioie Perverse della Viaggiattrice

  1. è vero, anch'io quando vado negli hotel non resisto a portarmi a casa saponettine e bagnoschiumini…
    …per non parlare delle penne e di bloc notes intestati!!! non so perchè ma attirano di brutto, sembra che ti chiamino per depositare le tue memorie!!
    irresistibili!!

    Scarlett

  2. Le cose che enumeri in generale non mi attraggono, con una sola eccezione: le pantofole personalizzate dell'hotel.

    Quando si ha un'ospite di riguardo (capisci cosa intendo) offrirle la bustina con dentro sigillate le morbide calzature con sopra scritto "Hotel Danieli" offre una soddisfazione intrinseca innegabile.

     

  3. i frequent flyer (a proposito, fatti un giro su youtube, digita frequent flyer le memorie di un business traveller e magari ti fai due risate) e frequent hoteller adorano i gadget degli hotel: saponici flaconcini blocchettini penne matite e ciabatte sono oggetti da collezione, da adorazione. Nell'ultimo ho trovato anche i fiammiferi! Una vera rarità!
    Ti capisco, carissima, ti capisco benissimo! 

  4. In un certo tempo dell ami avita sono stato un viaggiattore e anche accanito. Non depredavo però i luoghi dei miei sonni.
    Ricordo, anche se con riluttanza, gli afrori. Quelli sì e ben distinti. Non perché fequentassi sordidi hotel che di stelle non avevano neppure la polvere, bensì vagabondando per le montagne avevo come riparo solo rifugi alpini. Agli aromi di una cucina semplice, anzi semplificata (minestrone, polenta, formaggio, vino,grappa e stop) si univano sentori di ghiaccio vecchio, moschettoni arrugginiti, corda flaccida, pedaloni abitati gioia di ogni microbilologo, vari sudori cosmopoliti.
    Poi nella maturità ho abitato hotel, che si potessero così chiamare e visti i prezzi dei minibar e il ricco falansterio di minisaponibagnischiumashampoo che adornavano i bagni ho sempre lasciato tutto così, come trovavo.
    "Non sum dignium" mi dicevo e dico tuttora, memore dei miei batterici trascorsi.
    Cordialmente.

  5. io ODIO scrivere a mano ma pensa te che il blocco con l'intestazione dell'albergo con relativa matita "griffata" me li sgraffigno sempre anche io!!

    insieme a tutto il resto ovviamente: set mini doccia, mini shampoo, mini cremina, mini balsamo, cuffia da bagno, spazzolino, pettinino, 5 o 6 saponette, 10 bicchierei di plastica… e se la signora che fa le camere lascia incustodito il carrello, sgraffigno ancora un po' di flaconcini di docciaschiuma, che a casa ce n'è sempre un certo ammanco!!

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