Non vorrei far la lagna a tutti i costi

… ma ieri mattina mi si son congelati i tubi dell’acqua. Ne consegue che la mia settimana è cominciata alel ore 6.30 del lunedì, con me e l’Infanta in pigiama e piumino a spalar  neve dal giardino per farla scongelare nella pentola (onde poter completare le operazioni mattutine di pulizia e restauro). Intanto dovete sapere che da 3 metri cubi di neve fresca e farinosa si ottiene un bel mezzo bicchiere d’acqua scarso. Inoltre, dovete possedere una pentola da caserma per metterci dentro la neve, e lasciarla sul fuoco il tempo occorrente per passare dallo stato solido (neve) a quello liquido (acqua) evitando di tenere il fuoco troppo alto, altrimenti passa subito allo stato gassoso (vapore). Oltre a ripassare le più importanti leggi sulla termodinamica dei fluidi, questo vi permetterà anche di meglio comprendere l’attuale emergenza gas. Comunque: dopo un tre orette di raccolta-bollitura son riuscita a lavarmi i capelli, con una bella acquetta a temperatura semi-polare. Nel frattempo è partita una cordata di condomini che, grazie a 10 prolunghe elettriche attaccate in serie (di cui 5 mie) sono riusciti a piazzare una stufetta elettrica davanti ai contatori dell’acqua, risolvendo il problema in tempi brevissimi! Io, impossibilitata ad intervenire personalmente a livello manuale, causa fabbrica termoionica che esigeva la mia presenza in tempo zero, ho contraccambiato il favore da buona vicina con una torta da 2 kg fatta in casa (da me) che casualmente mi trovavo in auto (troppo lungo spiegarvi perché avessi una torta gigante in macchina alle otto del mattino di un lunedì.. fatevi i vostri film nella testa, e che sia morta lì). Dopo tanto gelo, per la legge del contrappasso, ieri sera mi sono scottata una mano (la destra) bollendo il cavolo romano: ho molto pensato a Giovanna d’Arco e soprattutto a Muzio Scevola, perché il dolore è inimmaginabile (e stavolta non sto scherzando). Sprovvista dei più banali rimedi contro le ustioni di terzo grado, sono andata a elemosinare una bomboletta di foille da tutti i vicini di casa, ricevendo in dono tubetti di crema, patate affettate, bianchi d’uovo già pronti, e – soprattutto – innumerevoli complimenti da tutti (la torta era stata equamente ripartita tra i condomini a seconda dei  millesimi di proprietà). Tutto un ‘ma dammi la ricetta ! ma com’è che la fai ?? l’abbiamo sbranata, era buonissssssssima! E quella cremina che c’è dentro cos’è ??’ CREMINA ? Ma quale cremina ?? Ma se era una torta tipo margherita… L’esame ravvicinato di una fetta casualmente rimasta sulla tavola della famiglia Marabelli mi ha permesso di verificarne la cottura: era cruda. Cioè: la cremina in realtà era pasta-di-torta-cruda. Io non so cosa mangino di solito i miei vicini di casa per aver apprezzato così tanto una torta non cotta… o forse semplicemente mi hanno mentito spudoratamente.. chissà. Rientrata a casa carica di dubbi e di sulfadiazina, vi ho trovato l’Infanta, intenta a prepararsi il bagaglio per l’imminente partenza per la settimana bianca scolastica: ‘Mater, non è che abbiamo in casa, per caso, degli stivaletti da montagna n. 39 neri col pelo ?’ ‘… non so Infanta, vedi tu.. sono forse un artigiano della calzatura ?? vedi intorno i tipici utensili dell’antica professione di ciabattino, quali il punteruolo o il taglierino ?? Insomma: non vorrei far la lagna a tutti i costi, ma stavolta veramente non vedo l’ora domani di partire per Parigi…

9 thoughts on “Non vorrei far la lagna a tutti i costi

  1. No, cioè, prolunghe come se piovesse e neanche un paio di stivali neri 39 col pelo?

    Rischiando così di mandare l’Infanta in giro lavata ed idratata, ma scoordinata?

    Tsk, mater degenere.

    (i tuoi vicini evidentemente mangiano spesso e volentieri a casa della SuperZia)

  2. AHAAAHHAA la locomotiva prima o poi ti verra’ addosso, a te del # 1!!!!
    E il contenuto della torta poco cotta è buonisssssssimo, vedi quella di nonno Domenico, che facevamo a botte per leccare la marmitta dove era stata preparata!
    Se è buona li, è buona anche dentro!

    Brevettare ricetta SVP!!

  3. solidarietà!! l’anno scorso nella nostra via si sono congelati i tubi di tutte le caldaie (almeno il nostro non è esploso). l’idraulico ha iniziato dalla cima e ha fatto tutta la via, a fine settiana ha detto uè marietta, chiudi bottega che ho prenotato i tropici!

  4. Proprio.
    C’è il piccolo difetto che, a farlo in tanti, poi si svuotano gli acquedotti – dato che gelano anche le entrate, non solo le uscite.

    Qui abbiamo impeciato e coperto di piume un paio di quelli scoperti a lasciare uscire ‘la filura’ dai rubinetti – dopo che abbiamo dovuto chiamare i pompieri con le autobotti per farci il pieno e (ops) i baldi giovini hanno messo dentro al reservoir non acqua ma schiumogeno…

  5. Yup, schiumogeno:
    hanno aperto il rubinetto sbagliato dell’autopompa.

    (che poi, la schiuma antincendio altro non è che acqua addizionata di, appunto, schiumogeno.
    E suppongo che in caso d’incendio, non sia gran danno aprire il rubinetto sbagliato.
    Ma se devi riempire un acquedotto…)

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