Naviglio e prelibatezze gastronomiche

Il Naviglio è un canale – un tempo navigabile – che collega la  graziosa cittadina in cui risiedo al capoluogo lombardo. Progettato nientepopòdimeno che da Leonardo da Vinci, detto canale pullula oggi di pesci de-li-zio-si, come la tinca, la carpa, e ovviamente il siluro.

Pesci squisiti, dalle carni delicatissime, il cui aroma è reso ancor più appetitoso dall’alta concentrazione di liquami fognari e scarichi industriali che le cloache cittadine e le più importanti aziende chimiche del nord italia in esso riversano senza lesinare sulla quantità, il che si evince anche dal bel colore marrone e dalla densità dell’acqua che vi scorre (a volte. A volte è ferma e sembra birra guinness)

La bontà del pescato è soltanto di poco inferiore alla sua mangiabilità: i citati esemplari sono infatti pieni zeppi di lische minutissime, che vi si infilano in gola anche ingerendo quantità minimali delle prelibate carni (10 microgrammi ad esempio) ancorchè passate all’omogeneizzatore. Insomma: prendete pure tutte le precauzioni che volete, ma comunque rischierete di morire soffocati. Così come il pesce palla – che se non lo sai tagliare ci resti secco, tant’è che nei più rinomati ristoranti del mondo che vantano questa specialità il cuoco è obbligato per legge a mangiarne un boccone davanti a voi, e il problema è che se è venuto bene se lo mangia tutto – anche i rinomati  prodotti ittici provenienti dal Naviglio devono essere cucinati dalle mani sapienti di una massaia pavese provetta, che sa bene come esaltarne gusto e consistenza, aggiungendo erbe, pomodoro, aglio e uno zinzino di prezzemolo (e magari anche sostituendo il tutto con un paio di branzini, se è saggia). Perchè poi comunque finiscono dritti in pattumiera. O al massimo, dopo averli appena assaggiati, vengono ributtati in acqua (un po’ tardi, però per vedere la tinca guizzare felice tra le onde, grata per la riconquistata libertà, inseguita a turbine dal pomodoro.)

Non deve dunque stupire che i pescatori locali ne siano ghiottissimi, e pertanto l’alzaia di destra del canale si popola di pescatori già dalle cinque del mattino. Col passare del tempo se ne vanno i posti migliori, si scatenano risse per dove posare i vermi e la riva si affolla di individui, per lo più anziani, ma non solo, dotati di cappello, giubbotto multitasche color cachi e – parecchi – di sigaretta pendula all’angolo sinistro della bocca.

Se di sabato verso le 10 passate sulla statale, che costeggia il canale dal lato sinistro, ne vedrete tranquillamente qualche migliaio, convenientemente appostati sui loro sgabellini che attendono pazienti che il siluro abbocchi.

Ora, io li guardo e mi domando: ma la canna da pesca segue lo stesso concetto di tanti altri oggetti maschili, tipo la macchina e la cravatta ? Più lunga è la canna più figo è il pescatore ? Perché ce ne sono alcuni che sfoggiano canne lunghissime, spropositate, forse anche eccessive per la bisogna! Perchè certune sopravanzano di parecchio la larghezza del canale!

…tant’è che io, sabato scorso, transitando in autovettura sul lato sinistro (statale 35 dei giovi) ho percepito distintamente il mio pneumatico frantumare un galleggiante…

6 thoughts on “Naviglio e prelibatezze gastronomiche

  1. all’altezza di Certosa si narra di pescatori seduti su quei cartelli giganti dell’Annabella per far arrivare il galleggiante nel canale ;)

  2. ogni tanto passo di qui e se non ci sono nuovi post da leggere mentre bevo il caffè, siccome si DEVONO leggere dei post mentre si beve il caffè per degustarlo al meglio, spulcio quelli vecchi. e sovente mi vengono in mente dei commenti meravigliosi da mettere a post di tipo 3 anni fa. ma se li metto li leggi? e comunque il tuo blog è fantastico. io abito a bruxelles, la prossima volta che vieni a promuovere valvove da queste parti magari ci prendiamo un caffè?? leggendo post ovviamente :-)
    buona giornata!
    fra’

  3. Forse, ‘qualche migliaio’ è una stima esagerata.
    Perché, almeno dalle mie parti, ci sono una media di tre con le mani dietro la schiena che commentano ch una volta anche i pesci avevano un’altro sapore per ognuno con la canna.

    Forse perché scarseggiano i cantieri, in zona.

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