Michelin (ma NON l’omino!)

Uno dei vantaggi di avere un importantissimo cliente in Francia è che può capitarvi, una volta, di andare a cena in un ristorante FRANCESE e, contemporaneamente, STELLATO MICHELIN (e di NON pagare).

Ora: non vorrei fare la figura della povera ragazzotta di campagna che non ha mai visto niente in vita sua, perchè modestamente qualche ristorantino carino l’ho visto pure io (tipo il Ristorante Pizzeria ‘Da Germanno’, tutto pesce dall’antipasto al dolce) però lo stellato francese secondo me dà delle belle soddisfazioni.
Intanto:
– c’è una tipa elegante, fresca di parrucchiere, truccata da un famoso visagista, che vi saluta, vi fa entrare, vi prende i cappoti e vi affida a
– un cameriere che come secondo lavoro fa il fotomodello, con un fermacravatta in oro e diamanti veri, che vi ri-saluta ossequioso, e vi introduce nella prima sala del ristorante. Ma siccome il vostro tavolo è nella seconda, di sala, quella col grande camino in pietra, vi consegna nelle mani sapienti di
– un maitre in guanti di vitello color perla, completo gessato di Armani, capello brizzolato, voce alla Banderas, che siccome siete l’unica signora vi bacia la mano, vi fa scegliere il posto, vi fa accomodare, vi sistema la sedia, vi dice che siete bellissima e anche molto intelligente, e come voi in quel ristorante lì non è mai entrato nessuno, sistema tutti gli altri, batte tre volte le mani e
– dal nulla appare un corpo di ballo di 4 sotto-camerieri in frac, cilindro e camicia coi gemelli, che si occuperanno del vostro tavolo, di cui uno alto e nero che – mi perdoni l’Ufficiale! – vi fa cadere la mascella, e quando  vi sorride, mostrando tutti e 108 i denti, vi fa venir voglia di dire ‘io prendo lui, grazie. E una minerale frizzante’.

Comunque: il pranzo è assolutamente divino, il cibo delizioso, e soprattutto i piatti vi vengono serviti convenientemente ricoperti da una cupola d’argento, a salvaguardarne aroma e temperatura. L’azione dello scoperchiamento avviente in sincrono, con i camerieri che arrivano – svolazzando le code dei frac in una coreografia di Maurice Bejart – si posizionano alle vostre spalle e ad un impercettibile cenno del maitre vestito da testimone dello sposo – voilà! – le cupole vengono sollevate, rivelando ai vostri occhi spalancati e alle vostre froge dilatate la maraviglia gastronomica in esse racchiusa. Gli spiriti di  Brillat-Savarin e Escoffier, evocati dal paradisiaco profumo della preziosa vivanda, si materializzano nell’aere, avvolti in una nuvola soave di tartufo bianco…

Io vorrei battere forte forte le mani, ma da una severa alzata di sopracciglio dell’elegante addetto alla ristorazione capisco che l’applauso sarebbe fuori luogo ancorché sgradito.

Chissà perchè… anche su Easyjet, per esempio,  all’atterraggio si applaude sempre!

7 thoughts on “Michelin (ma NON l’omino!)

  1. e io posso, battere forte le mani? :)

    Domanda pratica: il mio babbo si è lamentato questo weekend di dover proprio estirpare un acero alto un paio di metri, un paio di carpini da un metro e mezzo l’uno e qualche altro alberello… tutti nati abusivamente nel suo giardino ma adesso davvero troppo cresciuti per poter aspettare ancora a toglierli. Ma non sa dove metterli. Farà una gita in montagna quando la terra si sgela per piantarli in un bosco, ma non sprizza entusiasmo a lavorare proprio aggratis così. Se il Botanico fosse interessato a rimpinguare qualche altra aiuola… l’acero sarebbe divertente da infilare in auto, ma insomma potrei trasbordarli nel milanese, dove passo il mio tempo dal lunedì al venerdì. Avrei anche un pruno selvatico salvato da un tombino in un sotterraneo dell’università. Potrei portarglieli da qualche parte dove consegnaglieli o lasciarli in consegna in Foresteria o simili, dipende da dov’è lui, la geografia lombarda non è proprio il mio forte. Puoi passargli parola? A me sembra strano che debba sborsar soldi a comprar piante quando il problema di altri è come liberarsene!

  2. 1) Chi ha pagato?
    2) quanto ha pagato?
    3) con chi sei andata?
    4) che stipendio prendono tutti quelli che lavorano in quel ristorante li?
    5) cercano personale? proponiti al posto dello chef
    6) se ti prendono pagami la provvigione per l’idea
    7) il maitre in guanti di vitello è un noto bugiardo, famoso in tutta la Douce France per le minchiate che dice.

  3. Pingback: Cena di Gala – parte prima | Donne che viaggiano per il mondo

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