Memoria di un decollo

1 Luglio 2011: che meraviglia quando compri un libro e ti sembra perfetto: per contenuto, forma, momento e costo. Per me è 'Momenti di trascurabile felicità' : € 12,50, piccolo, leggero, divertente e a tratti malinconico. Perfetto per questa vacanza, mi dico dopo averlo acquistato all'aeroporto di Malpensa.
Unico difetto: è un po' corto. Letto d'un fiato, come vorrei, durerebbe si e no il volo di andata. Decido così di centellinarlo, leggendo al massimo 3-4 pagine al giorno, non di più.
Del resto ho con me altri 3 libri, il minimo sindacale per una vacanza di 7 giorni…

Il progetto però è immediatamente vanificato da una bruschissima e spaventosa frenata dell'aereo in fase di decollo (avete presente quando accelera al massimo e poi stacca dal suolo? Ecco, esattamente in quel momento lì… ebbene si: io, l'Infanta e probabilmente tutti gli altri passeggeri ci siamo cagate in mano) e dal repentino rientro dell'aeromobile al terminal.
Il tutto si trasforma in ritardo di oltre 6 ore, durante le quali la mie  uniche  consolazioni saranno mangiare, tormentare le assistenti di volo al ritmo di 1 volta ogni 15 secondi per sapere se ci sono novità, chiamare la mia agenzia di viaggio di fiducia e attuare il piano B, C ed E in caso di annullamento (leggasi: farmi fare 'n' prenotazioni di riserva su tutti gli altri aerei che vanno a Bilbao nelle 12 ore successive, compreso il Malpensa-Helsinky – Helsinky – Bilbao delle ore 23.50 con Finnair. Che per fortuna non ho dovuto prendere. Non tanto per l'orario quando per lo snack a bordo a base di aringa)  e tenermi su il morale col libro perfetto, che finisco esattamente 1 minuto prima del decollo.

E il vostro, di libro perfetto, qual è?

11 thoughts on “Memoria di un decollo

  1. una volta è capitato anche a me uno pseudodecollo del genere. però l'aereo è subito ritornato all'inizio della pista ed è ripartito. il pilota si è scusato e ha detto qualcosa del tipo "una delle porte sembrava non essere chiusa bene".
    non stavo leggendo niente, quindi non ho un libro perfetto.

  2. Con questi contrattempi, il libro perfetto diventa quello leggero, con un 200 pagine almeno, non ancora letto ma con trama nota a grandi linee, comprato a prezzo stracciato, e semplice, per non sforzarsi troppo…
    Tutto ciò per dire che porterò con me un libro chiamato "Solaris".
    Non dovrei leggere di questi problemi volatili, però… 

  3. Per me il libro perfetto da leggere in aereo NON esiste. Su qualsiasi mezzo semovente io dormo…… il ronzio del motore,  il senso di testa vuota, il rollio del movimento , il tutto mi concilia un sonno ristoratore e benefico, e fa si che all'arrivo , dovunque io vada, sia fresca come una rosa.

    In vacanza sono iperattiva , trascinata da un marito che non vuol saperne di stare sotto un ombrellone con me vicino che leggo, e quindi non leggo un bel niente. Nonostante mi porti sempre un tomo, perchè .. non si sa mai..

    Aspetto di essere di nuovo sull'aereo per riposarmi!!!   Sister

  4. Qualche giorno fa mi sono goduta un atterraggio con rimbalzo, un piacere inestimabile anche quello…
    Quoto il commento precedente su "il Maestro e Margherita" che è tempo di rileggere, se solo riesco a ritrovarlo nella mia libreria dove i libri sono disposti… per data d'acquisto!
    Il Mio Libro Perfetto, comunque, è uno solo: Solaris. Triste, tetro ed incomprensibile come pochi, sempre in gradno di suscitare grandi echi nella mia mente…
    Leela

  5. Dipende dal momento!
    Io per le mie vacanze ho appena acquistato:

    – La svastica sul sole, di P. Dick
    – Le Beatrici, di Stefano Benni
    – 1984, di G. Orwell
    – Guida galattica per gli autostoppisti, di D. Adams

    E sul comodino mi aspetta Libera Scienza in Libero Stato di Margherita Hack, aspetto di essere dell'umore giusto per questo libro …

  6. in effetti il maestro e margherita è bellissimo!

    però come perfezione torno sulla metafisica dei tubi, alternativamente Sfera di Michael Crichton e/o L'assassinio di Roger Ackroyd di Agatha Christie

  7. Ci sono libri perfetti per varie occasioni.

    Durante l'anno scolastico il libro perfetto è quello non troppo pesante da treno, ma anche abbastanza lungo da garantire un A/R di 200 km con buon ritmo di lettura (i gialli di solito assolvono questo compito egregiamente: ovviamente Vargas, Bill James, Mankell – questo ultimo si segnala per il rapporto Marsilio lunghezza/leggerezza).
    In vacanza natalizia ci vuole qualcosa di avvolgente, ma anche più lungo, che si presti a essere uno dei primi libri (belli) dell'anno nuovo. "Il gruppo" di Mary McCarthy quest'anno l'ha fatta da padrone.
    Verso maggio, a cavallo delle vacanze di pasqua si può iniziare a cavalcare verso l'estate: un libro lunghetto, buono, per riabituarsi alle scorpacciate dei mesi estivi (quest'anno per me addirittura due: Il libro dei bambini della Byatt e Libertà di Franzen).
    L'estate è da sapiente alternanza tra cazzeggio (gialli e leggerezze, anche in aereo) e cose più serie, magari con qualche bel romanzone ottocentesco lasciato indietro. Per me dunque qualche Lansdale, un po' di libri british dimenticati (Gibbons, la Stevenson), Ruth di Elisabeth Gaskell. E qualche giallo di contorno che comunque non ci sta male (Colin Dexter, per esempio).

    Se invece parliamo dei libri di una vita, diciamo tre nomi: Jane Austen, George Eliot e Jonathan Coe.

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