Memento – L’inizio

Destinazione Bruxelles: ci arrivo con oltre 1 ora di ritardo, per problemi tecnici dell'aeromobile…poi risolti, chiaramente, altrimenti non saremmo mica qui a parlarne. Certo che però salirci, sull'aereo che ha avuto il problema tecnico due minuti prima, non è rassicurante per niente…inconscia di quanto l'infausto inizio condizionerà psicologicamente il mio viaggio, ci arrivo, infine, a Bruxelles dove mi dirigo lesta al banco dell'autonoleggio. Mi accorgo però che l'autonoleggio non è proprio proprio lì nella stazione aeroportuale, ma dista qualche chilometro dalla medesima. Leggo sulla prenotazione che devo prendere lo shuttle per il Novotel.
A parte che, solo per arrivarci, al parcheggio degli shuttle, ci metto 45 minuti netti, perchè Zaventem è assai peggio di Schiphol come estensione, e non finisce mai! C'è gente che già sull'aereo, prima di scendere, si mette le scarpe da trekking, fa 10 flessioni di riscaldamento  e tracanna una pinta di Gatorade…alcuni pernottano a metà del tragitto verso il ritiro bagagli. 

Fatto sta che una volta giunta al parcheggiondevo chiamare 6 volte l'ufficio della Budget, perchè mi passano davanti 3 volte gli shuttle di tutti gli alberghi di Bruxelles, compresa la panda della Pensione chez Poirot, ma NON la navetta del Novotel…  
Dopo le mie reiterate lagnanze telefoniche con l'impiegato finalmente giunge il pulmino che mi conduce a ritirare la mia bella Mercedes classe B comprensiva di GPS, non prima di aver stipulato un' assicurazione supplementare a copertura di tutti i danni possibili e immaginabili alla vettura, commentandola così: 'vous savez, monsieur, je suis une femme…'
Bon, son le nove di sera, parto per la mia destinazione finale: Lille, la patria degli Chti (vedetevi il film Giù al nord, ma forse l'ho già detto…)
Imposto l'indirizzo dell'albergo (scrauso) che mi hanno prenotato, e dopo un'oretta e mezza, inclusa una cena da dimenticare all'Autogrill locale (nel senso della marca, c'è l'Autogrill anche in Belgio…però non ho mangiato nè la Rustichella nè il Camogli) giungo in prossimità dell'importante struttura ricettiva che ha riservato per me 27 bei metri cubi d'aria.
Il GPS mi induce ad imboccare un'autostrada e mi intima, dopo soli 200 metri, di girare a destra.
A destra dove?? sul terrapieno?? NON ci sono mica uscite, a destra!!
Va bè, avrò capito male… faccio il giro (della città… 15 km) e ci riprovo. Uguale.
OK, metto un altro numero civico. UGUALE.
Prendo per il centro, e gli faccio ricalcolare la rotta… U G U A L E!
Lo spengo e lo riaccendo, esco dalla città, prendo l'entrata Lille Ouest, bendo il Tom Tom e lo faccio girare 3 volte su se stesso e riparto. UUUUUGUUAAAAAAAAAALEEEEEEEEEEE !
Ormai è mezzanotte. Dispero di arrivare in albergo e medito sulla possibilità di parcheggiare nella corsia di emergenza e dormire lì.
Prima però provo a chiamare i due colleghi che mi hanno preceduto in furgone dall'Italia: stanno gozzovigliando in una brasserie in centro, mi biasciano frasi sconnesse, e interpreto i loro farfugliamenti come 'raggiungici qua così torniamo in albergo insieme'. Mi faccio dare l'indirizzo della brasserie, lo imposto nel Tom Tom e senza porre tempo in mezzo mi ritrovo in un'area pedonale, sul sagrato di una cattedrale gotica, in mezzo a delle transenne che – immagino – dovrebbero limitare l'ingresso ai veicoli. Comincio a sospettare che il mio Tom Tom sia maledetto: disperata e in preda ad una crisi isterica mollo l'auto sul marciapiedi, di fronte alla sede della Polizia Municipale, nello spazio per i disabili, davanti ad un passo carraio, sopra le rotaie del tram,  prima del cartello lavaggio strade tra 1 minuto, e subito dopo quello di rimozione forzata 24h, del tutto incurante delle conseguenze. Aperta, per di più, e con i fari accesi. 
Mi avvio distrutta alla Brasserie de la Chicorée dove giungo dopo un tentativo di abbordaggio da parte di un tossico attempato. Son tentata di accettare, tanto per farvi capire come son messa…
Ormai rassegnata all'ineluttabile destino ordino una tarte tatin che non dovrei mangiare, me la portano con una chantilly finta (quella della bomboletta.. bleah!) cazzeggio ancora un'oretta coi colleghi che mi deridono senza ritegno e dopo un'altra oretta – finalmente – scortata dal Furgone Termo Ionico arrivo al malefico hotel (che probabilmente tre ore prima NON esisteva, e si è materializzato nel frattempo). Ormai è notte fondissima, tanto che non so neanche se valga la pena andare a dormire… parcheggio la Merceders a fianco del mezzo dei colleghi, e CRRRRAAAAAAAAAAAAACCCCCCCCCCCCC… striscio il paraurti contro muro, arrecando un danno considerevole alla carrozzeria.

D'altronde, l'avevo ben detto. Messieurs: je suis une femme!!

4 thoughts on “Memento – L’inizio

  1. ma non buttar giù così il genere automobilistico femminile… loro fanno altrettanti danni, ma sono bravissimi a incolpare quello davanti/dietro/di lato/che stava arrivando/che era appena passato/il cartello/il muro/il vigile/la bionda che passava/la pioggia/il sole/la nebbia/il caso/la sfortuna ecc ecc ecc e quasi quasi devi dargli una medaglia…
    domani devo partire per il mio pendolaraggio e confesso che il mio morale sta facendo glu-glu ai pesci oceanici della fossa delle marianne. uff. penso di ri-abituarmi ad aver sempre la valigia pronta… quello che trovo duro è il momento dei saluti, e del rientro non più a casa ma in una camera per 5 sere almeno a settimana… buh, ci abitueremo, ci abitueremo… glomm

  2. … è TUTTO come da copione….
    Pero' gli uomini stanno piu attenti ,  certi lucidano la carrozzeria fino alla paranoia…. e se gli fai un graffietto ti tirano lisa…

    Utente Anonimo cioè tua sorella.

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