Malpensa, un aeroporto inutile

(perchè non c’è neanche un negozio che vende i gambaletti)

Era da un po’ che non transitavo dallo straordinario aeroporto milanese: bè, da un po’… sarà un mesetto. Se consideriamo che normalmente la gente ci passa una volta l’anno, tipicamente all’inizio e alla fine di agosto…comunque: stavolta passo nel rutilante terminal 1, non volando, eccezionalmente, con una low cost. Mi guardo intorno e constato con un po’ di malinconina come il luogo sia veramente squallido. Vado col pensiero a Zaventem, Schipol, per tacer di Singapore, ove si giunge lieti di avere almeno 3 ore di scalo da passare in giro per shopping natalizi, degustazioni di prodotti tipici locali, e provandosi vestiti paiettati e pellicce di finto ermellino nei negozi degli stilisti più famosi. A Malpensa, al massimo, posso giusto provarmi un costume intero della Parah. E sopratttutto, come recita il sottotilo, non esiste esercizio commerciale che venda dei sacrosanti gambaletti! Ché io son diretta a Malaga, ove il meteo prevede 18 gradi, ma parto bardata in conformità al clima attuale: stivali imbottiti e calzettoni cashmire con dentro i riccioli di pecora. Se non trovo subito un calzettino di lycra o terital l’effetto zampone natalizio è assicurato!  In compenso non riesco ad esimermi dall’acquistare 1 libro, la Settimana Enigmistica, Vanity Fair, Internazionale e due penne blu con l’inchiostro liquido, che fatico a riporre nell’apposito astuccio che già straborda di penne-matite-lapis-pastelli-pennarelli-pastelliacera-tempere-pongo-kajal. In compenso davanti a me una tipa paga senza batter ciglio nè vergognarsi punto un poggia-posate da cucina in porcellana lucida recante impressa una bella immagine del Duomo di Milano, con Madonnina in oro zecchino. Mi   figuro già il gaudio sfrenato del destinatario… (un po’ come me, quando mi hanno regalato per il compleanno un sottopentola di legno marrone, a forma di spirale, che sembrava in tutto e per tutto una cacca…) Alla mia destra, invece, una tipa liftatissima – che potrebbe avere tra i 40 e 130 anni, ma non si capisce, poichè il silicone le ha totalmente immobilizzato la faccia, eliminandone ogni espressività – rampogna malamente il suo Toy Boy di anni 23 (forse) onde farsi scortare celermente nell’area fumatori, un cubo in plexiglass 2x2x2 ove una trentina di tabagisti si accalcano uno sull’altro in una atmosfera fatata e lattiginosa… ah no, è il fumo.

Bon, sono arrivata al gate. Imbarcano dalla fila 15 alla 31. 3 personagi davanti a me vengono malamente respinti in fondo coda, giacchè ceccati rispettivamente ai posti 7A, 9B, 12C. Altri 8 arrivano di corsa richiamati dalle grida imperiose degli steward (avevano capito male). Io invece mi dirigo rapida al mio amato 31E.  E speriamo che nessuno mi si sieda accanto…vorrei sfilarmi gli stivali !

3 thoughts on “Malpensa, un aeroporto inutile

  1. Visto che l’aeroporto non ti permette di acqustare gambaletti per evitare i gonfiori alle gambe ti consiglio di salire in aereo , sfilarti gli stivali e viaggiare con le gambe sollevate (non so dove puoi metterle)!! Arriverai a destino con le caviglie finissime!

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