Madre NON degenere!

Ieri pomeriggio mi sono finalmente comportata da madre-come-si-deve: sono andata ai colloqui generali coi prof dell’Infanta. Sì, perché almeno una volta nel corso dei tre anni di scuola media ci si deve fare vedere. E sottolineo ‘deve’.

Oddio.. a ben guardare cosa ti possono dire dei prof di un’Infanta che aveva soltanto un sette in pagella?? in ginnastica, per giunta? Io credo che l’unica cosa sensata fosse ‘signora, ma cosa è venuta a fare??’  Ma tant’è: si doveva andare, sono andata. Anche un po’ per vantarmi, vi dirò…

Ho pensato di scegliere un orario strategico: le tre e mezza del pomeriggio. Non ci sarà nessuno, mi sono detta. La gente lavora. O no? NO. Folla disumana asserragliata, pagella tra i denti, davanti alle aule in file scoordinate. Madri che avanzavano a grandi falcate nei corridoi urlando ‘dov’è la fila della Zambianchiiiiiiii?’

Tre padri sparuti che si aggiravano disarmati e disorientati, con lo sguardo fisso nel vuoto, in mano un foglietto stropicciato coi nomi dei prof e in testa, come un’eco.. un mantra.. la voce della moglie che ripeteva ‘ mi raccomando, parla con quella d’italiano! E di matematica!!’  In coda ho avuto modo di ascoltare interessanti conversazioni tra madri in tuta,  con frasi del tipo ‘ma sssì, scrivono nelle chat senza le acca per fare prima!’ (io se beccassi l’Infanta a chattare senza le acca le sottrarrei il pc vita natural ed eventualmente artificial durante) comunque, in sintesi: il delirio!

Io sono stata piuttosto fortunata: in un’oretta mi sono fatta le prof importanti (tipo italiano, matematica, lingue) e poi mi sono messa in coda da:

          Tecnologia: un’ultracentenaria che non aveva la più pallida idea di chi stessimo parlando, e che si è prodotta in una lamentela infinita sulla classe che ‘non segue’ e che ‘disturba’. La classe ha tutta la mia comprensione, perché il mio colloquio è durato 4 minuti e mi sarei tagliata le vene dalla noia. Non vedevo l’ora di piantar lì lei e il deambulatore e di venire via. Immagino anche gli alunni, quindi.

          Musica: una virago di due metri capace di sbriciolare il flauto dolce tra i denti (ma anche a mani nude) somigliantissima a Mercuria Marinetti delle Sorelle Marinetti , con la quale ho parlato per 7 secondi netti e che mi ha velatamente rampognato perché UNA volta l’Infanta (che ha 9 in pagella) ha dimenticato il flauto a casa

          Ginnastica: come sappiamo l’Infanta, nonostante il fisico longilineo e filiforme, ha l’agilità e la grazia del paracarro. Questo non depone a suo favore. La prof dice: ha le capacità ma non si impegna! Potrebbe fare di più! tipo? fare la maratona??

          E last but not least Arte: una specie di attrice di teatro anni 70, con su gli occhiali da sole, che ha tenuto molto a ribadire l’importanza dello studio .. più di così?? ho chiesto io, riferita alla donzella che mi apostrofa come ‘mater’ e che di recente ha disquisito sul perché Re Sole si chiamasse così stante che, notoriamente,  nel seicento si credeva ancora alla teoria geocentrica nonostante le precedenti affermazioni copernicane…    

16 thoughts on “Madre NON degenere!

  1. Anch’io mio sono trovato in questi giorni a parlare con i prof di mio figlio: è certamente un’esperienza pallosa…. Soprattutto quando tuo figlio è tra i primi della classe!!! Non è vero?
    Un saluto.
    Danilo

  2. Beh, non esageriamo!
    Ci credevano i preti alla teoria copernicana (e neanche tutti), Luigi XIV (che divenne re nel 1661) evidentemente no!
    Grazie per la richiesta d’amicizia, cmq ;-)

  3. Anche io sono stata sempre brava a scuola. Mia madre ando’ a parlare in prima superiore con il prof di matematica il quale le disse ” Lei cosa vuole? Sentirsi dire che sua figlia e’ molto brava?” Mia madre giro’ i tacchi e si dimentico’ dei miei prof, da notare che alle medie non si era mai avvicinata alla scuola.
    Io ci sono stata un po’ male perche’ ci tenevo che si sentisse dire che ero la migliore della classe (modesta ma era cosi’) , qualche tempo fa le ho fatto questo appunto e lei mi ha rispostoo : ” ma io sapevo gia’ che eri brava non mi servivano conferme da nessuno”. Tie’!!
    comunque chiedi all’Infanta se le fa piacere altrimenti resta a casa.
    Michela
    p.s. non siamo cosi’ vecchie se si usa ancora il flauto nell’ora di musica!!!!

  4.  la ‘povna questa volta dissente. a lei piace, moltissimo, parlare con i genitori dei suoi alunni, bravi e non bravi. pensa anche che quando si parla tra insegnanti e genitori si parli di come vanno i figli, certo, se ci sono delle questioni delicate e quali possano essere i migliori modi per risolverle, ovvio, di quali possano essere i reciproci consigli che genitori e prof si possono dare, visto che, entrambi, per così dire, vedono in esclusiva una parte essenziale del mondo che compone i ragazzi (e già così non è che a ricomporla viene una mela intera!). ma che, soprattutto, si parli anche in maniera più generale e più ampia, e che è bello conoscersi, perché (come le ha detto una volta la mamma di uno dei 101) "volenti o nolenti ci vedremo come minimo un tot di anni e abbiamo a cuore, io ne sono certa, il bene di mio figlio: più ragioniamo insieme, meglio è". la ‘povna non è che concordava, concordava al cubo. ed è stato lì che ha capito che i 101 erano destinati, alunni e genitori, a seguire degnamente, alla loro maniera, i fasti dell’Onda.
    già, i genitori dell’Onda. e quello che loro e la ‘povna (che ancora si sentono, uno per uno, just for the sake of it) sono riusciti a fare insieme… ma questa è un’altra storia… 
    ps. sia chiaro, la ‘povna non ha mai accolto il genitore di un alunno bravo, nemmeno di Calvin, Corto o Nana con "mi dica che cosa ci fa qui", ma con un sorriso e le parole, che riflettevano la sua profonda contentezza, "che piacere vederla, come va lui/lei lo sappiamo, e per il resto, che cosa ci raccontiamo, di nuovo?".

  5. Tail na bridé – Erir Nemeton

    E io ho il vento nel cuore,
    e con la tempesta corro nei cieli carichi di pioggia;
    salgo e scendo, sfreccio rapido fra le fole che s’intrecciano in mille gorghi e spirali.
    E io ho il sole nel cuore,
    e con raggi sinuosi mi lascio scivolare fino a terra;
    m’immergo nella calda luce e sprofondo nel culmine del volto sorridente
    dove la dolce carezza m’acquieta.
    E io ho la pioggia nel cuore,
    e con gli scrosci divento acqua ridente;
    cado quand’essa cade e in rivoli m’addentro nei meandri oscuri,
    fra le pieghe di Madre Terra.
    E io sono la terra nel cuore
    profumata pelle di chicchi di roccia;
    sono pietra dura e sabbia fine, zolla fertile ed erba tenera
    e con risa di frane corro lungo le montagne.
    E io sono aria nel cuore,
    e sono fuoco nel cuore;
    sono acqua,
    e sono terra nel cuore.

    (  per te poso leggero un raggio di luce*)

     

  6. Gentilissima,
    ho avuto anch’io esperienze simili. Purtroppo il tempo che ho potuto dedicare a quall’obbligo era tiranno, ma ho sempre notato un senso di attenzione che i professori mi accordavano. Forse sarà per la mia massa corporea, che riconosco abbondante in altezza, larghezza e profondità. Forse per quell’occhio corrusco, che amo sfoggiare in certe occasioni, ma di norma i professori decantavano  le imprese di mia figlia. Dopo la terza volta ho avuto delle perplessità. Poi le superiori sono finite e non mi pare di dar luogo ad epifanie con i chiarissimi professori del momento.
    Leggo con disappunto che L’Infanta non viene capita nei suo momenti d’agonismo e mi corre mostrarele tutta la mia comprensione.
    Possibile che non capiscano come può esere difficile, per una epigona di Tersicore, esprimere la fisicità nel lancio del peso.
    Confesso la mia delusione, per il mancato apprezzamento.
    La saluto caramente e omaggi come di prammatica l’Infanta, ottima studentessa e cordialità al di Lei gentiluomo.

  7. Una risposta alla Povna e una spiegazione a tutti: l’Infanta è assai fortunata, poichè alcune sue insegnanti (italiano, matematica, inglese, spagnolo…) sono brave davvero, sono prima di tutto persone non solo preparate, ma disponibili e interessate alla crescita dei loro alunni. Con queste persone chiacchierare è un vero piacere (anche nel parcheggio, quando capita)
    Purtroppo non tutte sono della stessa pasta …

    Barbie scollegata

  8.  Cara Barbie, grazie della risposta, che capisco e condivido… La ‘povna si scusa, se mai, dell’involontaria veemenza. è solo, come spesso, una questione di prospettiva: non ci sono "professori" o "genitori", ci sono, come dice Barbie,  "persone", brave, non brave, e medie. E probabilmente questo loro essere brave, non brave e media si esplicita in ogni relazione che abbiano, sia in una cena, sia in treno, sia in fila alla posta, sia nei colloqui genitori… E allora la ‘povna pensa che lei e Barbie di fatto dicano, in modi diversi, la stessa cosa…!

  9. tu con l’Infanta , hai avuto un grandissimo culo, credimi!
    un abbraccio alla mia nipote preferita. Che magari non si capisce  ma le voglio un montone di bene

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