L’Infanta, la scuola, e la macchina del tempo

Ieri per l’Infanta è stato l’ultimo giorno di liceo.  L’ultimo giorno di scuola.

La aspetta tra un paio di settimane la maturità scientifica (e chi se lo sarebbe aspettato che mia figlia potesse eccellere in fisica?? Figlia mia, che non ho ancora capito adesso perchè l’acqua bolle. Mah…) ma di fatto la giovinetta sta uscendo per sempre da quella porzione di sistema scolastico che prevede la pagella del primo e secondo quadrimestre, i colloqui con gli insegnanti, la campanella, la merenda, i fogli protocolli a righe e a quadretti, lo zaino di Masha e Orso, i pennarelli, le ore di 50 minuti, le matite e le unghie mangiate, la supplente, il compito in classe, la gommapane, la colla pritt, il bidello, il cancellino, l’ora di ginnastica,  e molto altro ancora.

Puff, finito. Forever.

Ma si,  certo.. poi c’è l’Università.

Ma la scuola, quella vera, diciamocelo, finisce alla fine del liceo. Punto.

Non ho mai sentito nessun laureando dire ‘domani vado a scuola’, per esempio. Essi dicono ‘vado in facoltà’, a conferma di quanto dianzi da me affermato.

A me sembra ieri, di averla accompagnata al suo primo giorno di scuola, tenendola per mano, lei e i suoi due codini enormi che manco Candy Candy ce li aveva grossi così

Mi sembra ieri, di non essere arrivata in tempo a prenderla al ritorno dalle gite, presentandomi costantemente con tre bei quarti d’ora di ritardo (mezza brilla per di più) avendo di gran lunga preferito l’aperitivo con le amiche al rientro della prole da Mantova

Mi sembra ieri, di essermi categoricamente  rifiutata di aiutarla a fare i compiti a casa perchè ‘cara la mia signorina, la scuola è il tuo lavoro! Ti chiedo forse io di aiutarmi con i miei fogli excel ed in particolare con le tabelle pivot?  NO! E quindi arrangiati!’

Mi sembra ieri, di averle controllato con amore materno lo zaino scolastico ogni matt all’inizio di ogni settembre (tipicamente la mattina stessa del primo giorno di scuola), per svuotarlo dei libri, quaderni e residui di panino col prosciutto ivi giacente dal giugno precedente, allorquando l’oggetto veniva scaraventato in un angolo recondito dell’abitazione ove rimaneva, intonso, a prendere polvere per tutta l’estate

Mi sembra ieri di aver tuonato enne volte ‘Infanta! che sia l’ultima volta! Lo zaino si svuota entro e non oltre la fine del primo semestre di ogni anno, chiaro?! Vale a dire il 30/06, trenta zero sei duemilaquelcheè!!’ …ebbene, posso confermare con orgoglio neanche malcelato di aver fallito totalmente l’obiettivo: non è mai successo in tredici anni scolastici! Sedici, se contiamo la materna. Contiamola.

Ma soprattutto mi sembra ieri di aver urlato singhiozzando, ubriaca marcia e chiusa dentro il bagno, tirando pedate contro la porta ‘siete degli insensibili! Finisce la scuola e non ve ne frega nienteeeeee’  ai miei esterrefatti  compagni di quinta superiore (ormai attempati cinquantenni col riporto) che bussavano ripetutamente, giustamente preoccupati per la mia grama sorte e per la mia sbornia triste.

Perché 30 anni fa l’Infanta ero io.

Che finivo le superiori, mi diplomavo e dopo aver fatto ben due – dicesi DUE –  giorni di vacanza iniziavo a lavorare alacremente a Milano, che all’epoca noi pavesi (specie quelli stile Piccola Fiammiferaia  come me che non potevano permettersi l’università) non avevamo troppe alternative al pendolarismo, e ci toccava già da giovanissimi prendere il locale delle 7.28 e alè, filare, via nella metropoli a fatturare, che Milàn l’è un gran Milàn.

Gli albori della termoionicità, mi sento di dire oggidì

Io 30 anni fa venivo spedita a calci in culo nel mondo del lavoro direttamente dal banco di scuola: l’Infanta, invece, ha ancora almeno un lustro di decompressione, giacchè, per fortuna sua, ha abbastanza cervello e talento per affrontare serenamente il percorso accademico (invece io domani passo dal negozio Comprooro sottocasa ad alienare la fede nuziale, la medaglietta del battesimo  e la catenina della prima comunione onde pagare la retta almeno per il primo semestre…Poi vediamo, al limite vado a trafugare anche gli ori nei cassetti di mia madre: lo fanno i drogati per il metadone, potrò ben farlo io per pagare all’Infanta un’istruzione come si deve, o no ??)

Comunque la fine del suo ultimo anno scolastico, e del corso di studi, mi riporta indietro nel tempo e mi addolora infinitamente: perché a me piaceva tanto andare a scuola, mi piaceva studiare,  mi piacevano i compagni, mi piacevano anche certi professori, mi piacevano i panini col salame di cane delle dieci e mezza venduti dal bidello… Ed è perfettamente inutile che diciate ‘bè, ma non è mai troppo tardi! A scuola ci puoi sempre tornare se ne hai voglia!  Chi ti impedisce, volendo, di iscriverti anche tu all’Università ?’

Nessuno, me lo impedisce, e volendo si può anche fare… ma la verità è che la cosa che mi piaceva di più della scuola, trent’anni fa, era avere anch’io 19 anni.

E non c’è nessuna università che offra un corso di Laurea in Eterna Giovinezza.

Sigh.

Ritorno-al-Futuro-Robert-Zemeckis-Delorean-Macchina-del-Tempo-fantascienza

 

Ci vorrebbe la Delorean!

 

Grande Giove!

 

 

 

 

maturita

3 thoughts on “L’Infanta, la scuola, e la macchina del tempo

  1. Post con un fondo di amarezza e tristezza, perché anche per me è stata la stessa cosa la scuola.
    Non fa tanto ridere stavolta , anzi , mi sgorga una lacrima al pensiero che non ci siamo potute permettere l’università, noi che saremmo uscite con un bel voto, pure.
    Ma sono contenta per l’Alicina, che ha non una ma cento marce in piu’ e farà sicuramente una grande strada nella vita.

    • Ecco, mi piace pensare di saper anche commuovere, se serve… ma Superzia, ricordati: forse noi non avremo la laurea, ma abbiamo una Cultura, con la C maiuscola, parliamo tre lingue, e ce la sappiamo cavare piuttosto bene in ogni situazione.
      E tutto questo ce lo siamo costruite da sole, e ti assicuro che non abbiamo niente da invidiare a nessuno.
      A nessuno.

  2. Ma quanto mi sono riconosciuta !!!!!!! A esserne capace avrei potuto scriverla io questa pagina … se non fosse che sono astemia … e la termoionicità non so bene cosa sia, uniche differenze!

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