La cena prenatalizia

ATTENZIONE! Il post contiene volgarità triviali!

Ristorante. Qualche giorno prima di Natale.

Finalmente soli. Eccovi lì, in un locale carino, dove vorreste godervi  – meritatamente –  la vostra brava cena prenatalizia, ma .. avete presente quando al tavolo di fianco ci sono due tizie moleste, che ininterrottamente parlano di cose che voi vorreste tanto non sentire, ma è impossibile, e l’orecchio vi casca lì e non potete fare a meno di ascoltare ogni dettaglio della loro imbarazzante conversazione, che comprende:

  • Interessantissime e dotte dissertazioni relative a creme per le emorroidi e altri prodotti analoghi, dove il suffisso dell’ultimo aggettivo non è affatto casuale (uso, abuso, marche preferite, confezioni regalo per le feste, case history)
  • Particolari raccapriccianti relativi alla loro deiezioni corporee (utilizzando, ad un certo punto, anche termini tecnici tipo ‘fecaloma’ – ma saranno mica due medici??  due proctologi, forse ?? –  che durante una cena non si può proprio sentire!)
  • Una delle due, la più molesta, ad un certo punto si domanda, a voce alta, come fare il giorno dopo ad andare in bagno in ufficio brandendo il tubetto della preparazione H (Oh, zia!  Ma metterlo in una bustina anonima no ? O sotto l’ascella?? )
  • Altri particolari orrendi, relativi a malattie, loro e dei loro famigliari, terapie varie, ricoveri ospedalieri, medicazioni, bendaggi occlusivi, e chi più ne ha più ne metta.

Ecco.

Io e la Superzia stasera siamo uscite a cena, dopo essere state, congiuntamente, a far visita al medico di famiglia.

Quello sopra è il risultato. Ci scusiamo pubblicamente con il poveretto seduto al tavolo alla nostra sinistra, che probabilmente non è un mio lettore, ma se mai lo fosse stato non credo che si ripresenterà mai più su queste pagine. Quella della preparazione H non sono io (dovere di cronaca), e comunque la Superzia la usa per le borse sotto gli occhi, come Sandra Bullock.

FINALE  

Come probabilmente immaginate (ma volendo potete anche rinfrescarvi la memoria qui) io, notoriamente, non le mando mica a dire a nessuno, men che meno al ristoratore il quale, incautamente, mi provochi delusione sul piano gastronomico-culinario. Più altera di Fiammetta Fadda, più competente di  Antonino Cannavacciuolo e più cicciottella di Antonella Clerici, sono ormai bandita – causa la mia proverbiale sfrancicamichieria – dalla maggior parte dei ristoratori della cittadina che mi diè i natali, i quali sfoggiano una mia bella foto sulla porta d’ingresso, barrata a mo’ di cartello stradale con la spiritosissima scritta ‘qui io non posso entrare’.

La frase che le mie amiche più temono, e che generalmente provoca un fuggi fuggi generale è ‘se il cameriere non chiede niente sto zitta, ma se me lo chiede…’. Poi si sa che un ‘tutto bene signora?’ non si nega a nessuno, e io – sorniona  – esordisco con ‘le interessa veramente, il mio parere ?’ (sopracciglio alzato e sguardo di sfida). Se l’ingenuo sedicente maitre risponde ‘certamente, mi interessa molto!’ per farsi bello, è finita. FINITA! Io parto in quarta, e demolisco sistematicamente tutte le portate che non mi hanno convinto pienamente (la media, di solito, è superiore all’80% dei piatti serviti).

Il ristoratore a volte si adira, a volte si interessa solo apparentemente alla mia opinione,  salvo poi sputarmi nel dessert (lui, lo chef, il sous-chef, il lavapiatti, che ci butta dentro anche un po’ di sciacquatura),  altre volte ancora  invece mi si prende sul serio, mi si ascolta e mi si porgono ringraziamenti (c’è addirittura un ristorante che propone un dolce che ho personalmente vagliato, valutato e corretto  prima di essere inserito nel menù, tanto per dire…)

Orbene: tutto questo è NIENTE  in confronto a quel che può succedere allorquando la domanda venga posta contemporaneamente a me E alla Superzia, che ha sì la competenza culinaria del paracarro, ma compensa abbondantemente con una dialettica sopraffina e con una propensione alla sfrancicaminchieria che non potete neanche lontanamente immaginare.  E’ un po’ lo Yoda dei Cavalieri Sfrancica, se volete imparare bene bene bene andate da lei per un paio di mesi (non per niente è la maggiore, delle due).

Quindi le polpette sono asciutte, la crema di funghi non sa di funghi e nemmeno è abbastanza cremosa, nella bruschetta c’è troppo aglio, il bicchiere è troppo di vetro, il tovagliolo non è di fiandra,  e via e via e via…

Peccato che poi sul finale perda completamente di credibilità suggerendo la cottura al microonde  quale valida alternativa alla frittura in olio evo, come fa lei a casa di solito, a garanzia di maggior leggerezza e digeribilità dell’alimento! E mi raccomando la funzione crisp!

Vabbè, dai. Alla fine ci hanno solo dimezzato il conto..  l’obiettivo era non pagare del tutto, ma ci siamo andate abbastanza vicine.

Faremo meglio la prossima volta, la Superzia ha già prenotato in un rinomato ristorante stellato… proprio subito dopo la visita dal dermatologo!

ego

 

 

One thought on “La cena prenatalizia

  1. esilarante!!! ma sputtanata a vita fra tutti i tuoi lettori!| che figure di merda!
    La prox cena sarà diversa … parleremo delle TUE magagne fisiche!

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