Il mio Inferno personale

E’ il mercato San Miguel. Chi sia stato a Madrid lo conosce.
Credo che ognuno abbia la sua personale visione degli Inferi: tipo restare bloccati in ascensore con un venditore di serramenti in alluminio anodizzato munito di catalogo e blocco contratti, per dire.
Ma io ho focalizzato il mio Ade personale in quel mercato lì. E’ un mercato, appunto, dove però si può consumare il prodotto sul posto. In più, le bancarelle sono solo di robe super gourmet, esponenti le leccornie più meravigliose che un palato esigente (come il mio) possa immaginare: tartine straordinarie che sembrano quadri di Mirò, farcite di salmone, brandade di bacalao, ostriche e champagne ovunque, Jamon Hiberico come se piovesse, frutta esotica, un banco solo di funghi, cioccolati e altre ghiottonerie che è meglio smettere di pensarci perchè temo che la bava che mi cola sulla tastiera possa danneggiare il portatile.
Tutto intorno, centinaia e centinaia di avventori che, muniti del loro bravo vassoietto all’uopo designato, sbranano le delizie salivando come i cani di Pavlov, sgomitandosi felici!
‘Sìento otanta y dos!’ ruggisce una voce, si leva una mano tra la folla che brandisce il magico bigliettino, lo porge e in cambio riceve il vassoietto ricolmo di ogni magnificenza! Ecco!
Semplice, no? apparentemente si, ma io NON ho trovato la macchinetta distributrice di numeretti. Ho girato, e girato, e girato, confusa e inebriata dagli aromi che nell’aria le leccornie sprigionano, ho cercato e guardato e frugato…NIENTE! La malefica macchinetta NON c’è! 
Ci sono tornata bene due volte, ed in entrambi i casi son rimasta a bocca asciutta (a parte la bava, si intende…)
Bene, quando io morirò di sicuro finirò un graaaaaaande mercato San Miguel, pieno di gente che si strafoga di delizie, e io non troverò mai la macchinetta, per tutta l’eternità!
 
Potrebbe anche andarmi meglio, e capitare in Purgatorio, che è uguale: però in Purgatorio io trovo la macchinetta, e mi munisco di numeretto…peccato che stanno servendo il 28, e a me è toccato il 127.980.875

14 thoughts on “Il mio Inferno personale

  1. A quel mercato non ho avuto ancora modo di andarci ma per salivare a vasche mi è bastato già il Mueso del Jamon, foderato di prosciutto fin sul lampadario e dove ho visto vendere fette di Pata Negra a prezzi più alti della cocaina pura…
    Leela

  2. Mettiamola così, tanto per cercare il lato positivo della situazione. Tu e solo tu non avrai da rimpiangere nemmeno un etto di ciccia in più. Peccato però perdere delle occasioni del genere. La prosima volta non demordere, insisti nella ricerca anche a costo di interrogare ogni passante!
    Ciao

  3. Il mio è il reparto Donna di Zara. Vedo cosine carinissime, immagino, fantastico, me le vedo addosso, mi vedo camminare abbigliata col capo in questione poi cerco la taglia e… max taglia 46 o, al massimo 48. Cioè dovrei perdere dai 12 ai 15 kg per entrarci. Poi mi guardo, vedo i soliti jeans, gli stivaletti  x la Nera, la giacca con le protezioni e individuo lo sguardo semi-schifato delle filiformi, truccatissime e femminilissime commesse. E lascio perdere. Lamps.
    A.

  4. x Aluya # 4:

    scusa, ma dov’è il problema?  se sai di essere in sovrappeso  hai due possibilità, o vai direttamente da DONNA ELENA MIRO’ oppure fai una bella e salutare dieta……………….

  5. x l’anonimo  # 5:
    Non è lo stesso. Non trovi le stesse cose nè gli stessi tagli e colori. In quanto alla dieta, provato e straprovato, ma quando i chili da perdere sono un bel po, hai una famiglia e una vita sociale l’impresa diventa quasi improba. Cmq, adesso ci sto riprovando e vedremo.
    Infine, noto quanto sia rapido e facile risolvere i problemi degli altri…

  6. Consolati con il fatto che hai risprmiato soldi, non sei ingrassata, il tuo colesterolo ti ringrazia e soprattutto che DEVI TORNARE A MADRID!!!
    Michela

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