Il Limbo dei Pensieri Geniali Perduti

Non so voi ma io, nel dormiveglia, partorisco idee a dir poco geniali. Ce le ho lì, a portata di mano, in quello spazio-tempo cerebralmente produttivo che sta tra il ‘sono sveglia’ e il ‘ronfo della grossa’.

Non so dove potrei arrivare se non fossi così pigra da non avere nè la volontà nè la forza di allungare la mano fino al comodino (che dista cm 20), afferrare un pezzo di penna e una carta ed annotarmele, per dio!

Tanto domani mattina me lo ricordo, mi dico girandomi sul fianco sinistro e producendo la bolla alla narice. Ovviamente al mattino, al risveglio, non ricordo niente di niente. Il nulla. Le idee sono svanite, perdute, smarrite per sempre nel Limbo dei Pensieri Geniali Perduti, dove si riuniscono appunto tutte le idee straordinarie partorite da cervelli eccelsi (tipo il mio) che però sfortunatamente albergano in corpi accidiosi e indolenti (tipo il mio).

Nel Limbo dei Pensieri Geniali Perduti vale la regola che chi passa di lì e li trova i Pensieri Geniali sono suoi: passa di lì, per dire, il dormiveglia di Stephanie Meyers, mi ruba il mio pensiero geniale, se lo scrive giù sul notes (mica è pigra, lei…) scrive la saga di Twilight e diventa miliardaria!  Un’altra volta, passa di lì la Montalcini, mi frega un’idea che avevo parcheggiato un momento lì nel Limbo e vince il Nobel!

 

E intanto io, grazie alla mia indolenza, al massimo posso ambire a farmi pubblicare un Oroscopo inventato di sana pianta su La Provincia Pavese….

 

15 thoughts on “Il Limbo dei Pensieri Geniali Perduti

  1. Molto prima della venuta di Gesù, in Egitto si celebrava il 6 gennaio la nascita del dio Eone dalla vergine Kore con una processione rituale sulle sponde del Nilo. Parimenti la dea celtica Epona può essere paragonata alla nostra Befana, ma anche alla greca Demetra, a Diana patrona della stregoneria.
    Nella Grecia antica era la dea Hera a percorrere il cielo portando doni e abbondanza durante dodici notti solstiziali. Hera, legata a Diana- da cui Herodiana, in seguito mutata in Erodiade- era la dea notturna per eccellenza, che soprintendeva al noto “Corteo di Diana”, in cui le donne pagane compivano i loro sortilegi, donne che dopo l’avvento del Cristianesimo divennero malvagie e dissolute, votate a Satana, snaturando così la loro vera origine legata ai culti di fertilità e abbondanza. Questa decadenza spiega anche, con tutta probabilità, l’aspetto attuale delle Befane: donne brutte e sdentate, dai capelli arruffati e coperte di miseri stracci, proprio come le streghe che ben conosciamo.

  2. Sìssì, è così. Io ce l’ho il bloc notes vicino al letto, ma mi giro e rigiro e tengo gli occhi chiusi e dico: mi ricorderò. Anch’io, anch’io. Una volta, pur di non alzarmi, non accendere la luce, eccetera, mi sono imparata a memoria la meravigliosa frase di inizio di un fantastico post che mi avrebbe proiettato nell’Olimpo delle scrittrici di Blog. L’ho imparata a memoria e la mattina dopo non la sapevo più. Sigh. Un’altra volta ho preso un foglietto e una matita e ho scritto al buio. Niente, non ci ho capito niente, la mattina.
    Qui bisogna fare qualcosa. Magari si può andare a dormire il pomeriggio, e quando sei nel dormiveglia ti svegli, perchè non sei straziata come la sera.
    Non so, ci penserò stasera, nel dormiveglia.

  3.  Il mio limbo dei pensieri perduti è fatto di sogni veridici e narcolettici, che mi avvinghiano, mi portano in Slumberland, mi trascinano con loro in una giostra colorata di realtà-più-reale-del-reale.
    Quando mi risveglio, vorrei saper dire sempre come Nemo "I was dreaming, that’s a shame". La realtà è che molto più spesso quella puttana del mio semiconscio non è in grado di operare la distinzione. E comincia la commedia degli equivoci: dalla mòra sulla bolletta ("Ma come, sono andata in posta l’altro ieri, c’era una fila così e così"), alla convinzione di avere rivisto amici lontani, o anche vicinissimi, per quella cena lì. "Ma come, dai, sono sicura che quel giorno, in quel luogo, mi hai detto questo e questo" – ho detto con tono stupito a un amico l’altra sera. Peccato che non era vero. Era vero il luogo, era vero il giorno e l’ora e il punto e l’occasione. Ma non era questo e questo. Era questo e quest’altro.
    Così la ‘povna si è rassegnata a vivere in molti mondi reali e a controllare le occasionali fughe in quell’altro mondo narcolettico. Più vero del vero.

  4. capita anche a me, per esempio ho due post in testa organizzati stanotte, ma non so se riuscirò a ricordarmeli…. ma mi ricordo negli anni: discorsi geniali da fare achisoio, idee filosofiche AALLTTEE, discorsetti spassosissimi… tutti andati nel posto che dici tu, che almeno hai avuto la geniale idea di inventarne una definizione!

    Ho letto anche da qualche parte di un famoso scrittore che ha la stesso problemino, e che gira con un libretto, e quando ha di queste intuizioni, cascasse il mondo, si ferma e scrive.

  5. Senti un po’… e cercar di fregare ai Tommyknockers di S.King la formula per fare una specie di telescrivente che di notte colleghi il nostro cervello  ad essa…Che ne pensi? Io non mi ricordo nemmeno i sogni, a volte mi ricordo che ho sognato, ma non cosa…
    Uffa!!!
    Bacioni, Merope59  

  6. Capita anche a me, ebbene si. Mi faccio tutto un romanzo in testa, con frasi pompose, termini esilaranti, resoconti forbiti, promettendomi l’indomani di riscrivere tutto talquale … e poi? E poi un accidente!!!!! appena mi viene in mente che avevo un post in gestazione, la domanda è: "e che cosa ci volevo scrivere?". E’ solo che se mi metto a buttare giù appunti in quel momento Frodo mi taccia di follia, quindi lascio perdere. Un nervoso mi viene …..
    Buon anno!!
    P.S.: finito di uomitare? :D

  7. Capita anche a me che prima di addormentarmi mi venga qualche buona idea ma sono, come te, troppo pigro per annottarla. Due geni mancati si sono trovati su splinder: che coincidenza! Un abbraccio e buona serata. Pietro.

  8. Come sento veri questi Suoi pensieri e quanto sono autentiche le parole da Lei scritte.
    Il mio non é un Limbo, ma oramai ha l’aspetto dell’area portuale di Rotterdam.
    Ciò che esprimo é solo misticanza di quei pensieri e a volte anche un po’ appassita.

  9. Salvador Dalì usava addormentarsi il pomeriggio, seduto su una poltrona, con una chiave in mano e un piatto poggiato a terra, sotto la chiave.
    Nella fase di passaggio tra il dormiveglia e il sonno maturava idee geniali, ma appena addormentato la chiave cadeva dalla mano; lui si svegliava e riusciva a ricordare le geniali intuizioni avute poco prima!

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