Formaggio Munster – un post un po’ lungo…

… ma d’altronde sul Munster c’è così tanto da dire!

Il Munster è un formaggio di latte crudo vaccino a pasta molle, crosta lavata di colore arancione. Originario dell’Alsazia, grasso il giusto, di consistenza strepitosa, esso contende al Maroille (Nord Pas de Calais)  il primato del formaggio più puzzolente dell’Universo conosciuto (anche se personalmente non ho mai assaggiato il Gran Stagionato di Proxima Centauri, ma non credo possa essere peggio…). Il suo tipico aroma – fruttato, intenso, persistente – ricorda  un po’ il cadavere di nutria, un po’ la fogna di Benares, un po’ il piede lasciato 5-7 settimane a macerare nell’Adidars (quella del discount). Insomma: una delizia! Io e l’Infanta ne siamo ghiottissime!

Ça va sans dire che ogni qualvolta io transiti per un duty free in territorio gallico – che lo proponga  in forme da 250 g. ben sigillate nello scaffale del fresco –  non resisto e, immemore delle nefaste conseguenze – lo acquisto senza indugio onde importarlo sul patrio suolo.

Solo dopo che la signorina alla cassa ha provveduto a:

–  Sigillarlo in un contenitore a chiusura stagna                                                                      –  Avvolgerlo in un doppio strato di domopack alluminio extra forte                                        –  Infilarlo in un sacchetto di plastica                                                                                       –  Infilarlo in un secondo sacchetto di plastica                                                                          –  Consegnarmelo stringendosi la punta del naso tra indice e pollice

capisco il grave errore che ho appena commesso.  Perché il Munster BISOGNA SAPERE come trattarlo !

Mentre salgo sull’aeromobile, tra due ali di passeggeri che si aprono al mio passaggio come il Mar Rosso con Mosè,  intanto che le donne incinte svengono e ai bambini si blocca la crescita, ripasso mentalmente i punti critici del Munster:

1 – QUANDO CONSUMARLO

Subito, il più presto possibile, possibilmente va mangiato a morsi direttamente sullo scaffale. In ogni caso PRIMA di salire sul velivolo. Il motivo va ricercato nel punto 2

2 – CONSERVAZIONE

Impossibile!  Il caratteristico fetore del Munster fuoriesce da qualsiasi pertugio nel quale cerchiate – invano – di conservarlo, soprattutto nel frigo (figuriamoci nella cappelliera!).

Del tutto inutile avvolgerlo, sigillarlo, piombarlo, colarlo in un manufatto di cemento armato, arginarlo nel contenitore normalmente usato per il plutonio… Fate un po’ quel che volete, ma in ogni caso voi rientrerete a casa la sera, dopo una dura giornata di lavoro, e dopo esservi domandate se abbiano concimato i campi che attorniano il vostro quartiere … e dopo esservi chiesti se per caso abbiano riaperto l’allevamento di suini… e, una volta entrati nell’androne del condominio, aver pensato ‘Cribbio, ancora la fossa settica!’ girerete la chiave nella toppa, e lo troverete lì, il Munster, ad accogliervi a braccia aperte nella vostra residenza.

Perché non siete voi a conservare il Munster, è LUI che conserva voi ! Il Munster, come entra a casa vostra, se ne appropria totalmente, va a fare il rogito e diventa lui il padrone, e voi vi siete ormai solo un ospite sgradito.

Dei vostri ridicoli tentativi di mitigarne l’invadenza tramite l’uso di contenitori strabordanti bicarbonato piazzati nei punti strategici del frigo si fa beffe, vi ride in faccia, vi schernisce beffardo, vi fa gli sberleffi saltando fuori dall’armadio, vi fa  perepè occhieggiando dal cassettone, vi deride mellifluo sbucando perfino dalla bomboletta del deodorante Roberts!  Accendete un incenso, e lui lo spegne. Spruzzate tutto il Gled e lui se lo beve. Accendete il profumino elettrico, e lui provoca un black out in tutta la città! Provate a ritinteggiare le pareti di un bel turchese brillante, e i muri vi vengono arancio come la sua crosta, ed altrettanto umidi!

RASSEGNATEVI: c’è un solo ed unico modo per farla finita. Ed è il punto 3

3 – DEGUSTAZIONE

Il Munster va mangiato tutto in una botta unica, preferibilmente all’aperto, da evitare i mesi caldi (da febbraio a novembre).

Grattate via la scorza arancio (se siete delle mammolette, altrimenti mangiatevi anche quella) e la pasta gialla e morbida si rivelerà in tutto il suo splendore. Le narici vi vibrano felici, il cervello impazzisce, i feromoni ballano la marimba.

Adesso sì, che tutto ha un senso, tutto prende significato:  intanto che il primo boccone vi si squaglia tra lingua e palato, vedete arcobaleni materializzarsi proprio davanti a voi, gli unicorni galoppano felici nel vostro giardino, Sting vi si siede di fronte e vi dedica una canzone, accompagnandosi con l’arciliuto, mentre gli atomi di Munster vi cancellano tutte le sinapsi che collegano i punti 1, 2, 4 e 5 (gli ultimi due vengono dopo), il che spiega come mai la prossima volta che passate dal duty free lo ricomprerete.

Ora esistete solo voi e il Munster. Ed è il nirvana, lo shangri-là, l’Illuminazione. L’orgasmo multiplo esiste, dunque!

4 – DIGESTIONE

Lenta, ma non lentissima, diciamo a lunga scadenza, con rilascio graduale differenziato.

Il Munster vi abbandona piano piano, e vi lascia – a voi e ai vostri cari nei paraggi – tanti bei ricordi. Diciamo che tutte le volte che respirate fate memoria di ciò che fu.  Meglio un rimorso che un rimpianto: godetevi quindi anche questi bei momenti di rimembranza.

5 – ELIMINAZIONE DEFINITIVA

Come dire… il Munster è l’unico formaggio al mondo che è peggio PRIMA.  Bon, basta.

Ci siamo capiti.

 

 

3 thoughts on “Formaggio Munster – un post un po’ lungo…

  1. AHahahahahah! Bellissimo. Ora mi hai incuriosito e mi segno il nome.
    Qui in Cina c’e’ lo stinky tofu. Il casino e’ che non e’ un formaggio e soprattutto tocca tutti i punti da te citati ma esclude il numero 3. Bleahhhhh

  2. Sto ridendo a crepapelle, in ufficio perdipiù!!! ahahahahahahah!
    mi fai morire dal ridere. Mai pensato di rubare un po’ di tempo alle valvole termoioniche e dedicarti alla stesuara di un bel libro? io ti faccio pubblicità subito!
    Marina

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