Finita, finalmente!

 

1998-2000: grazie alla maestra Annamaria, che sapeva unire alla tenerezza materna una competenza professionale di altissimo livello:  all’asilo nido lasciavo l’Infanta nelle sue mani con molta più tranquillità  di quando la tenevo nelle mie, di mani, consapevole che era il posto più sicuro e accogliente dove potesse stare (anche perché ce lo ricordiamo tutti quante volte è rotolata giù dal lettone ove IO l’avevo incautamente abbandonata per pitturarmi con agio le unghie… o no? )

2003-2008: grazie alla maestra Pia, ormai in pensione da parecchi anni, che ha accompagnato l’Infanta alle elementari: una maestra di quelle di una volta, che insegnava una grammatica precisa e rigorosa, e faceva imparare le poesie a memoria. Una maestra severa e amorevole insieme, che quella volta che l’Infanta, in prima elementare, arrivò in aula in lacrime invece di sbrigarla via con il classico ‘ormai sei grande, cosa c’è da piangere’ se la strinse accanto dicendole ‘sono triste anch’io, vieni qui che piangiamo insieme’, sdoganando così la libertà di piangere al bisogno.

2009-2011: grazie all’insegnante di musica delle medie, qui descritta, che alla richiesta dell’Infanta di poter usare il suo strumento durante gli esami di terza media contrappose un categorico ‘ASSOLUTAMENTE NO! Tu suoni il piffero come tutti gli altri!’.  L’Infanta, che all’esame portava come leitmotiv la Gran Bretagna, invece voleva prodursi in God Save the Queen con l’arpa , e così imparò che a volte, se si vuole qualcosa per sé stessi,  bisogna lottare, prendere una posizione anche magari contro l’autorità costituita e  insistere, specialmente se si pensa di essere nel giusto (e tra l’altro imparò anche che per insegnare musica alle medie non serve necessariamente essere musicisti). Riuscì ad ottenere di portarsi l’arpa a scuola, e suonò delle magnifiche variazioni dell’Inno Nazionale Inglese, e anche molto altro, tra gli applausi degli (altri) insegnanti, compagni e bidelli.

2011-2013: grazie ai professori sociopatici.  l’Infanta ne ha incontrato uno al biennio, bravissimo nella sua materia, ma a  trattare con le persone proprio no. Il trauma fu tale, per l’Infanta, da indurla, dopo qualche settimana, a propormi, disperata, di cambiare scuola. ‘Infanta: la scuola è come la vita. Un sociopatico con cui avere a che fare davanti ce lo avrai sempre. Prima impari come funziona meglio è ‘. La fanciulla comprese, e rimase dove era. L’Infanta vanta ora solide basi della materia d’insegnamento, ma anche un minimo di conoscenza dell’animo umano. Il prossimo che incontra, di sociopatico, per lo meno è preparata.

2005-oggi: grazie alla professoressa di arpa: lei ha insegnato a me a fare il genitore.  Prevedibilmente intorno agli 11 anni l’Infanta fece un bel discorsetto a me e a suo padre, dichiarando che della musica ne aveva abbastanza: ‘non me la sento più’, disse. Noi, desiderosi di comportarci da genitori democratici ci consultammo con la sua insegnante esordendo con un ‘l’Infanta vuole smettere. Desideriamo rispettare la sua volontà e non forzarla’.  Ci trattò giustamente come due mentecatti,  rammentandoci che, forse, due adulti sono più adatti a prender decisioni importanti rispetto a una mocciosa preadolescente che di solito neanche sa da che parte è girata.               ‘Questo è il momento di fare i genitori’ ci disse ‘La storia del non forzarla è la scelta facile, tra 10 anni se ne pentirà, e allora sarà tardi. Vedete un po’  voi.’ Ci convinse, e con azioni coercitive da telefono azzurro, obbligammo la fanciulla proseguire gli studi al conservatorio, almeno fino alla fine delle medie. ‘Solo alla fine della terza media  – le fu detto – sarai libera di decidere. Non prima’ .   Non vi sto a raccontare i drammi in quel periodo: ‘mi rovinate la vita’  e ‘vi odio’ erano le frasi normalmente utilizzate come intercalare dalla giovinetta.  ‘Non vedo l’ora di essere adulta, così potrò decidere da sola e fare quello che voglio io’ dichiarava ad intervalli regolari di 3-4 ore.

Bene, oggi l’Infanta è (relativamente) adulta e ha deciso di fare quello che vuole lei: la musicista, appunto.

2013-2016: infine, grazie alla sua professoressa di italiano e latino: vi dico solo che quando l’Infanta vuole farmi un complimento mi dice ‘sembri la Prof’. Da una parte mi scoccia un po’, perché preferirei il contrario. Ma dall’altra mi sento fighissima, proprio come è fighissima la sua Prof.  Che alla fine della quinta liceo, per ringraziarli di ‘tre anni di fatica e di allegria’ ha consegnato ai suoi alunni questa poesia:

C’è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c’è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C’è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c’è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C’è pure chi educa, senza nascondere
l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo ma cercando
d’essere franco all’altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.

L’ho trovata oggi per caso, facendo pulizia nella sua camera, intanto che lei stava facendo l’orale.

Non la conoscevo, e leggendola ho pianto.

Racchiude una verità grande, grande quanto la responsabilità che tocca ad ogni educatore, più ancora, forse, che a noi genitori.

Grazie a voi, Insegnanti che avete saputo sognare l’Infanta.

Grazie a tutti quelli che, come voi, fanno bei sogni invece di incubi.

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L’Infanta oggi ha finito gli esami.

E’ matura.

 

Adesso si comincia.

 

stay-calm-and-get-ready-for-the-time-of-your-life

 

 

4 thoughts on “Finita, finalmente!

  1. Grazie perche’ rileggendo ho pensato al mio maestro delle elementari che mi ha insegnato che la lettura e’ la piu’ grande avventura . Grazie perche’ sono ritornata ai miei 19 anni ricchi di dubbi , di incertezze ma anche di tanti sogni. Ed infine grazie a te perche’ durante l’adolescenza le tue lettere hanno cementato la nostra amicizia, quasi quasi le impacchetto e le mando all’Infanta come dono per la matura!!!

  2. Già che siamo in tema di ringraziamenti io un bel grazie lo dedico a te Clara che di solito mi fai ridere e invece stavolta mi hai fatto davvero piangere e indirettamente ringrazio anche quelle maestre e quelle prof che hai ricordato perchè mi hanno a loro volta ricordato quelle dei miei figli e le mie, anche quella sociopatica!
    Alice è una donna fortunata (e sono certa che lo sa) e io le auguro una vita e una carriera splendide, come merita e come meriti anche tu. Perchè loro non lo sanno ma i loro successi sono anche i nostri successi. Continua a scrivere Mamma Clara e tienici informati. Ti mando un forte abbraccio!

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