Di aeroporti, compleanni e ortodossia

All’aerostazione di Bruxelles c’è una quantità rilevante (rilevante almeno per me, che in tutta la mia vita ne avrò visti si e e no due, dal vivo, e tutto d’un botto ne incrocio sette!) di ebrei ortodossi, di quelli coi riccioli alle orecchie, la barbona, il gilerino con le frange, la kippah  e soprattutto il cappello nero. Bé, ho scoperto che viaggiano con la CAPPELLIERA al seguito, che è una cosa bellissima!

All’aerostazione di Bruxelles c’è un Pizza Hut che non so con cosa faccia le pizze, ma emana un odore così nauseabondo ma così nauseabondo da costringervi a scappare a gambe levate il più lontano possibile.
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All’aerostazione di Bruxelles al gate 31 c’è un fetore di piede-adidas che non potete immaginare… che quando ci arrivate vi vien voglia di tornare indietro al Pizza Hut, che al confronto sembra chanel numero cinque. Ma siccome il gate 31 è quello dove dovete imbarcarvi voi vi tocca restarci, almeno per il tempo necessario ad espletare le necessarie formalità.
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All’aeroporto di Bruxelles però ci sono innumerevoli cioccolaterie che vendono praline straordinarie, con disponibilità di gusti esotici e raffinati, che vi permettono di festeggiare adeguatamente il vostro quaranteseiesimo compleanno con 4 esemplari,  scelti accuratamente dopo lunghe riflessioni, alla modica cifra di € 3,60.
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.. tanti auguri a meeeee !

3 thoughts on “Di aeroporti, compleanni e ortodossia

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