cose che nascono dalla mancanza

Stasera non ho l’Infanta, che sta col suo papà. Inoltre non ho pace, non ho serenità, non ho il buonumore, e non ho neanche i pinoli. Ovviamente non ho la tv accesa (non ho coscienza di ciò che sta accadendo a xfactor), non ho abbastanza basilico, non ho il pecorino, non ho il parmigiano.

Sulla base di queste premesse (e sulla base musicale dei Tallis Scholars) parto con una bella session di kitchen terapy: mi metto a cucinare, che è il modo in cui mi rimetto insieme quando sono in pezzi. E dopo aver raschiato via alcuni discreti strati di muffa da alcuni reperti formaggiosi del cenozoico ritrovati nei meandri del mio frigidaire, compongo in maniera estemporanea una specie di pesto-matto a base di formaggio, basilico, maggiorana, olive, olio evo e qualche altro avanzo del frigo non meglio identificato, il tutto triturato a dovere nel Magic Bullet !

OH! MA E’ BUONO! MA BUONO-BUONO!

Unico difetto il colore: cacca di bambino malato…maledette olive taggiasche!  Ma se lo mangiate bendati, è squisito!! Non vedo l’ora di propinarlo all’Ufficiale su un bel piatto di linguine!

E adesso vado a meditare un bel tre quarti d’ora nella vasca da bagno sul creare che si fonda sulla mancanza…

16 thoughts on “cose che nascono dalla mancanza

  1. Boia dè, ma che scherzi??

    Nascono un monte di cose ganze dalla mancanza, ci hai visto giusto, eccome.

    Nascono anche i bambini a volte, dalla mancanza.

    ;-)

    Mimì

  2. Sono incuriosito da quelli definiti: “avanzo non meglio identificato”.

    La taggiasca darà  “nouance”, troppo pop-art, pero son sicuro del gusto, di certo sapido e saporoso.

    Dovrಠprovarlo. Grazie.

  3. Non so se avrà  proprio gradito!! la batteria mica te l’ha caricata …. sei rimasta a piedi!

    Secondo me è vendetta bell’e buona.

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