Cosa facciamo io e l’Ufficiale per divertirci?

Normalmente niente, ci basta la reciproca compagnia, una buona bottiglia di bianco frizzante bello fresco, e magari un film in bianco e nero (anni 50, aggiungo io). E siamo felici.
Però ogni tanto ci diamo una bottarella di vita mondana, tipo che usciamo a cena, andiamo al cinema, a teatro, a visitare una capitale straniera, oppure all’opera, facciamo bunjee jumping, un giro alla Leroy Merlin o al Brico, o uno spettacolo di cabaret (con noi protagonisti, ovviamente), la scalata di un 5000 m, una camminata sui carboni ardenti, o un giro in mongolfiera. Niente di che, insomma.
In particolare quando usciamo a cena ci piace moltissimo guardare le altre coppie: altri essere umani abbinati come noi a due per per due, per lo più maschio-femmina, anche loro seduti al tavolo come noi, che mangiano e si divertono come noi.
NO. Come noi no.
 
Noi a tavola ridiamo moltissimo, facciamo le vocine, l’Ufficiale fa delle battute da schiantarsi dal ridere, giochiamo col cibo, ogni tanto ci baciamo. Anche con gli occhi, per dire.
Tante altre coppie – non tutte-tutte per fortuna – no.  Sovente le altre coppie manco si parlano.
Mangiano con lo sguardo fisso nel piatto, o a volte nel vuoto. Spessissimo lui (o lei. O entrambi) messaggiano sul cellu. E non credo,  peraltro, che si messaggino tra loro.
 
Ma il peggio del peggio l’ho visto l’altra sera: eravamo in locale molto figo, con un gran bel concerto jazz  e un’ottima cucina. Si poteva perfino ballare.
E chi c’è al  al tavolo alla nostra sinistra? Una coppia: lui alto e dinoccolato, sarà stato 2 metri e 10,  giacca sul verde pisello-pied-de-poule, stravaccato sulla sedia in una posizione che neanche Escher avrebbe potuto immaginare, con le ginocchia che arrivavano dall’altra parte del tavolo tanto le gambe erano lunghe, due mani che saran state 50 cm cadauna, con la mobilità del paracarro che teneva il tempo tamburellando tra i piatti e muovendo la testa a ritmo (il suo, di ritmo. Non quello del gruppo che suonava…)
Lei dormiente. Ma non nel senso di poco presente o apatica. E’ che proprio dormiva. Con la bolla al naso e il filo di bava alla bocca!
Aveva gli occhi chiusi e ogni tanto le cadeva la testa sul mento.  A tratti  aveva un guizzo di vitalità: apriva un occhio (il sinistro) e controllava se  fossero arrivati degli  sms.  Poi riprendeva immediatamente la sua attività onirica, del tutto incurante di congas, altoparlanti e applausi.
Lui niente, come se nulla fosse. Andava avanti imperterrito a tamburellare schivando con abilità tovaglioli e posateria e ignorando con leggerezza la narcotica consorte. A un certo punto il cantante fa alzare tutti per ballare.
Oh! L’ha dovuta svegliare!!
 
Lei si è alzata, ha tenuto gli occhi aperti per un 30-40 secondi, poi è andata avanti a dormire. In piedi, come i cavalli.
 
Che dire. Magari sono io che esagero. Magari son felici anche loro. Magari lei era solamente molto, molto stanca.
 
Però magari no. 
  

14 thoughts on “Cosa facciamo io e l’Ufficiale per divertirci?

  1. Da sempre io mi diverto con mio marito: facciamo di tutto dal teatro , alle passeggiate, al film, alla tv, tutto ci fa stare bene (mi rendo conto che devo aver fatto qualcosa di speciale nella vita precedente per aver incontrato la persona giusta al primo matrimonio).
    Se dovesse tirare fuori il cellulare al ristorante : mi alzerei e gli sputerei in un occhio. Se si addormentasse : me ne andrei piano piano senza svegliarlo e gli porterei via il cellulare, e il portafoglio.
    Michela

  2. magari la signora (?) aveva voglia di provare l'ebbrezza di dormire in piedi come gli equini. magari …

    Mi raccomando, mentre si diverte e leggo che si diverte e diverte anche noi con  quanto scrive, omaggi l'Infanta e saluti il di Lei Gentiluomo.

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