Contratto

L'Infanta sembra una creatura eterea, dolce e gentile, ma in realtà è un mostro succhiasoldi che monetizza qualsiasi cosa non prevista nella lista 'quel che c'è da fare in casa' (un elenco lunghissimo appeso alla credenza in cucina che elenca in dettaglio le faccende domestiche e definisce chi le debba portare a termine, tipo 'portare fuori spazzatura' –> Infanta oppure 'laccarsi le unghie' –> Barbie)
Esempi: le chiedo di suonarmi cortesemente il canone di Pachelbel con l'arpa? son 5 euri. Se lo suona benissimo e io piango allora 7.
Pertanto oggi abbiamo stipulato regolare contratto, registrato dal notaio, per stabilire i premi di fine anno scolastico: è stata una contrattazione più estenuante di quella degli operati della Fiat con Marchionne, ma alla fine, dopo ore di patteggiamenti, ce l'abbiamo fatta. Ho firmato le carte, che adesso l'Infanta ha riposto in luogo segreto e blindato peggio di Fort Knox.
E' stata dura: io proponevo robe tipo 'una cena al ristorante giapponese' (che lei notoriamente adora), lei mi rideva in faccia e sparava 'una settimana in una beauty farm in California', io controproponevo 'un paio di orecchini nuovi' e lei 'col cavolo! un paio di scarpe di Jimmy Choo!'

Infanta: non se ne parla proprio! ti è cresciuto il piede, e non hai neanche più il mio numero… non potrei nemmeno fregartele…

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