Cirillo

Ore 8.45, sono pronta ad uscire, già stivalata e con i guandi indosso.  Sono  in ritardo, ma mi scappa l’occhio sul comodino, dove troneggia il bambolotto Cirillo pieno di polvere, e coi capelli dritti in testa.

Il bambolotto Cirillo è un omarino alto 20 cm. Ha una quarantina d’anni, ma ne dimostra 3, merito anche della panciotta da infante, degli occhioni azzurri e della boccuccia a cuore; frutto dei punti della benzina, esso fu dono del mio babbo camionista quando ero bimbetta, e da allora veglia i miei sonni al riparo di un’abat-jour frangiata. Originariamente era veramente trendy: sfoggiava uno straordinario impermeabile azzurro di vernice, con cappello da pioggia in tinta. Malauguratamente nel tempo gli accessori sono andati perduti, ed ora il bambolotto Cirillo gira per il mondo nudo come mamma Furga l’ha fatto. Stamattina era veramente trooooppo sporco!! Non si poteva guardare, era grigio! Con sprezzo del dovere e dedizione al pericolo, ho fatto dietro front e gli ho fatto il bagnetto nel lavabo, con schiuma e tutto. Poi gli ho lavato i capelli, gli ho passato il balsamo, l’ho sciacquato e pettinato per benino. L’ho lasciato lindo e lustro ad asciugare sul bordo della vasca, e sono scappata di corsa in ufficio.

Non so, ma da stamattina l’espressione ‘siamo mica qui a pettinare le bambole’ mi sembra quanto mai insensata…

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