Ci sono alberghi…

… che sfoggiano hall rococò, con stucchi dorati, mori di venezia che reggono cornucopie di alabastro rosa traboccanti frutta di porcellana variamente colorata, pianoforti banchi a coda, corbeilles di orchidee come se piovesse e portiere in livrea coi galloni che ti fanno inchino e baciamano. Poi ti dan la chiave, sali in camera e scopri con raccapriccio che il tuo alloggio è meno spazioso e meno decoroso della cuccia del cane Birillo del tuo vicino di casa il quale, per lo meno, ha l’agio di riposare su uno straccio sporco ma morbido, aggettivo quest’ultimo che mal si addice al disadorno pagliericcio, duro come il travertino, da cui spuntano anche molle rugginose che nel depliant dell’hotel viene pomposamente quanto falsamente definito ‘king size bed’. La moquette è variamente popolata da allegre colonie di acari, e la tappezzeria è verde muschio. Rettifico: è di muschio verde.

Invece altre volte ti ritrovi in strutture ricettive apparentemente fatiscenti, dove la hall misura metri quadri 3,5 e quando ci capiti (accompagnata dal tuo distributore locale che, allibito, medita di revocarti il contratto di agenzia, disgustato dalla proletarietà dell’ambiente) essa è interamente occupata da 3 diciottenni strafatte e troppo truccate  che chiedono indicazioni al portiere per raggiungere as soon as possible il più vicino coffee shop, tentando al tempo stesso di mangiare l’anemone di plastica nel vasetto.  Un ascensore in legno d’abete dell’anteguerra ti deposita, svariati minuti e cigolii dopo,  davanti alla camera 26 che sorprendentemente si rivela invece, una straordinaria suite di 100 metri quadri, con deliziosi pannelli di foto in bianco e nero alle pareti, prodotti da bagno di qualità, vasca idromassaggio e un letto supercomodo che odora di fiori di campo ! E il tutto per una cifra ridicola, per di più!

Ecco: io, potendo scegliere, preferisco la seconda soluzione. E’ che però non la scegli: ti capita qualche volta. E quando ti capita è bel regalo!

P.S. Una delle tre fattone l’ho ritrovata a colazione la mattina dopo. Al mio arrivo stava già mangiando, con davanti un vassoio da portata lungo un mentro e venti  pieno zeppo di cibo. Nel tempo che io ho impiegato per la mia colazione lei è andata al buffet 4 volte, per ripristinare il livello delle vettovaglie nel contenitore. Quando me ne sono andata lei stava ancora mangiando! Fame chimica forse ?  

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