Cena di Gala – parte seconda

… e invece, com’è andata veramente ?

Bè, il nostro cliente viene a prenderci con la sua Skoda 1200 familiare a gas, e arriviamo puntualissimi al locale, gemellato in Italia con la trattoria Da Peppino – specialità: anguilla cruda con la pelle e salame fritto con maionese Calvè.

La locanda – perché è di quello che si tratta – sarebbe anche carina, situata ai margini di una foresta di conifere e di una statale trafficata (ma per fortuna, forse perché arriviamo in tardissima serata, ore 18.25, non ci sono più i camion parcheggiati davanti), e propone anche un grazioso dehor, con pergolato e tavolacci rustici di legno (d’abete).

Io sarei anche contenta di star fuori a guardare i pini e i tir, ma dato che di Cena di Gala si tratta, abbiamo un tavolo prenotato dentro, nel raffinato privé dei banchetti: uno stanzone con la moquette  interamente occupato da un tavolo da 20 mq, dove ci accomodiamo in 6, tre di qua e tre di la.

Meravigliosa la posateria in bachelite, con decori ispirati a scene di caccia e molto belle anche le tovaglie fiorate, che mi fanno chiudere un occhio sui tovaglioli di tessuto-non-tessuto.

La locandiera, come prima cosa, viene a salutarci e a presentarci l’Oca, già arrostita, che ci viene sventolata sotto il naso su un bel vassoio da mensa di acciaio inox: il proverbialmente stupido animale costituirà il piatto forte della serata, e durante la formale presentazione l’ostessa ne approfitta per elencarci i prelibati antipasti che precederanno il lauto pasto.

Il vocabolo ‘SCHHHQUARCHI’ ricorre 3-4 volte, ed il suono è sì leggiadro che io – pur non capendo una parola di ceco –  batto le mani entusiasta: lo voglio, lo voglio, lo V O G L I O !!

‘Ma sai cos’è?’ mi chiedono sospetti gli altri commensali.

‘NO – rispondo io – ma dal nome deve essere de-li-zio-so!’

Lo schhhquarchi – che arriva da lì a poco in tutto il suo splendore – si rivela essere uno spalmabile a base di grasso di maiale e ciccioli fritti. Vien servito su pane nero, poscia ricoperto di cipolla cruda tritata, e per finire un pizzico di sale. E poi gnamme gnamme, via nel pancino!

Dopo aver manifestato tanto entusiasmo tutti i commensali si sentono in dovere di privarsene generosamente ed eroicamente, solo per rendermi felice, e mi spingono davanti le 2 ciotolone – porzione per 6 – ricolme di tanto delizioso manufatto onde io possa  cibarmene a sazietà, che chissà quando mi ricapita di rimangiarlo!

Non ritenendo tanta bontà sufficiente, l’ostessa completa il servizio con una specie di patè di oca che però sa un po’ di carne Montana, e con una zuppetta di fegato di volatile (ancora oca, forse ?): ora, io mangio veramente di tutto, e infatti ho spazzolato via anche la zuppetta. Però…va bè.

Dopo del che, finalmente, arriva lei, l’Oca arrosto che avevamo già visto prima, col suo bel contorno di crauti bianchi e rossi, e con una specie di pan spugnone che qui insistono nel chiamare dumpling (ma che non è ripieno di niente..) e che bisogna intridere con un sughetto un po’ unto che suppongo essere il grasso che è colato dall’oca in fase di cottura, un po’ allungato col burro fuso, probabilmente.

Dolce: mirtilli (lavati male) con panna montata.

Il tutto annaffiato da una bella birra chiara.  Digestivo: Becherovka industriale.

Fine della Cena di Gala.

… e alabarde, armature, castelli, eremiti, e cristalli di Boemia neanche l’ombra.

 

p.s. lettori adorati, approfitto del post per informarvi che io, Ufficiale e Infanta siamo in partenza per un lungo viaggio intercontinentale, diretti ad un luogo remoto ed esotico, ove soggiorneremo fino all’inizio de mese venturo. Non penso proprio che aggiornerò il blog durante questo periodo di riposo e relax, avventura e trekking, pioggia e sole, mare e montagna, questo e quello, bianco e nero. Insomma, silenzio fino al ritorno. Perchè, l’ho già detto una volta, e l’aveva detto pure Federico Fellini, non si interrompe un’emozione.

5 thoughts on “Cena di Gala – parte seconda

  1. ..comunque guarda che non era grasso di maiale, bensì grasso d’oca!! l’ho mangiato anche io in Ungheria. Anche i ciccioli.
    Pare che da quelle parti li, l’oca sostituisca il maiale al 100%: non si butta via niente. Il brodo della zuppa era stato fatto con i piedi dell’oca e il biancostato…

  2. ciao, leggo il tuo blog da tempo… è tra i preferiti e ogni 2/3 giorni vado a vedere se hai scritto qualcosa. Mi è capitato più di una volta di ridere di gusto o anche solo di riuscire a tirar fuori un sorriso anche in giornate incasinate di lavoro, per la tua scrittura ironica e coinvolgente. Mai pensato di raccogliere i post migliori e pubblicarli? Complimenti, continua a scrivere e … buona vacanza!
    Rossana

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