Cena di Gala – parte prima

In visita di cortesia da un grosso cliente termoionico di Klatovy Strakonice (Rep. Ceca), che evidentemente vuole impressionarci ostentando con palese superiorità i manicaretti più deliziosi e raffinati della cucina locale, veniamo invitati, per la tarda serata (ore 18.30) ad una Cena di Gala (con le maiuscole):  ci informano che detto mirabolante evento sarà tenuto in un antichissimo ristorante poco distante, specializzato in cucina tradizionale boema (tutto cristallo, dall’antipasto al dolce).

Io, che sono un’inguaribile ottimista, setto immediatamente il paletto delle mie aspettative molto ma molto in alto (forte anche delle esperienze precedenti nella terra di Asterix, la cui memoria potete rinfrescare qui), e mi prospetto mentalmente la serata come segue:

–          Location di altissimo livello, tipo residenza estiva dell’Impero Austroungarico, ricco di antichissime vestigia asburgiche, arazzi alle pareti, armature con daga, ritratti di Sissi come se piovesse, cavalli rampanti imbalsamati, e via discorrendo; ça va sans dire che ci arriveremo con una carrozza del settecento, trainata da una sestiglia di purosangue arabi coi pennacchi, tanto cari alla cara Elisabetta d’Austria;

–          Tavola (di mogano massello, lunga circa 50 metri) apparecchiata secondo il Cerimoniale di Corte Spagnolo, 12 bicchieri diversi per i vini d’annata che ci saranno serviti via via durante la cena, tovaglie di fiandra, camerieri in livrea e parrucca ricciolata alle nostre spalle, nel numero di 2 per ogni commensale. Posateria di oro massiccio con le iniziali dei castellani;

–          Menù di almeno 20 portate, comprendente alcune ricette boeme gelosamente tramandate per sola tradizione orale di generazione in generazione, la cui attuale  – ultima – depositaria è un’ultracentenaria, nubile e senza figli, che vive isolata in una catapecchia dalle parti di Krnov, ragion per cui noi, stasera, saremo probabilmente gli ultimi fortunati ad avere il privilegio e l’onore di degustare la prelibata e succulenta preparazione (peraltro, a base di carne di qualche animale raro, oggi in via di estinzione,  allevato appositamente in un convento di suore di clausura che nella vita fanno l’adorazione perpetua al santissimo sacramento e l’allevamento di quegli animali lì a scopo ristorazione. E’ la loro missione, peccato che non ci siano più vocazioni e probabilmente l’anno prossimo il convento dovrà chiudere, così come gli allevamenti…)

–          Digestivo: un distillato di 123 erbe rare, coltivate da un eremita ceco cieco, che riconosce le foglie al tatto e per farne un bottiglino da 10 cc ci mette 13 anni (io prevedo di scolarlo tutto in botta unica dopo il dolce, e poi buttarmi il bottiglino alle spalle, onde infrangerlo nel caminetto di marmo qui dietro, quello dove arrostiscono il bue intero)

–          Souvenir del locale da portare a casa: un’alabarda originale del ‘400.

E invece….

3 thoughts on “Cena di Gala – parte prima

  1. Che fai, usi anche tu i post che finiscono con un ‘invece…’ ?

    P.S.: mi trovassi mai nella sgtessa situazione, concordo su tutte le aspettative tranne che il souvenir finale, più che tutto perché il mugnifico termoionico Ceco si preoccupa che la easyryanquelcheè di turno faccia facce per imbarcare roba del genere…
    Quindi il mugnifico si sposti per una graziosa zuppierona di argento e cristallo che stia giustogiustogiusto nel peso e diomensioni aviotrasportabili.

  2. iiiiiiiiiiiiiiiiiih non puoi lasciarci così!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! >.<

    comunque l'eremita ceco cieco m'ha fatto schiantare X°D

  3. come souvenir dovevi accaparrarti una meravigliosa palacinca ceca, alta almeno 2 metri, da usare come copertina invernale sul letto dell’infanta!
    Sbrigati a pubblicare il resto che son curiosaaa!

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