Barbie e la sanità 

Ore 8.00: mi presento al day ospital cittadino carica di ansia, pigiama nuovo, e sensi di colpa.

Perchè stanotte, alla vigilia di un piccolo intervento chirurgico di poco conto, programmato peraltro da mesi, destatami di soprassalto causa caduta fragorosa di quadro malappeso (devo smetterla di usare il biadesivo al posto dei tasselli del 7  per non rovinare il muro..)  e trovandomi le fauci secche proprio come descritto dai bugiardini, come se avessi cenato a pane e sabbia del Sahara, ho trangugiato a boccia dall'unica bottiglia di roba fredda presente in frigo: la Cocacola (sgasata). Salvo poi pensare 'CAZZO! IL DIGIUNO … vaccamerda!'

Indi per cui eccomi qui, tormentata da angoscioso dilemma: lo dico, denunciando al tempo stesso la mia colossale minchionaggine, o non lo dico, evitando così la figura di merda ma rischiando al tempo stesso la vita causa interferenza dell'ingrediente segreto della Cocacola con l'ingrediente segreto dell'anestetico??  cosa vale di più, la faccia o la pellaccia ?? Perchè alla fin fine …una gollata di cocacola… che sarà mai? una pisciata e via, no? O no? O NO??
Poichè la mia paura nr.1 rispetto all'intervento è proprio l'anestesia, ossia l'idea di addormentarmi saporitamente per poi non svegliarmi mai più (commento della collega ottimista: bè, è comunque una gran bella morte !) decido che preferisco pensarmi minchiona viva che (comunque) minchiona morta, e paleso il grave errore alla caposala, una donna gentile e garbata quanto l'infermiera Ratched tanto a cara a Jack Nicholson: con voce flautata mi cazzia di brutto davanti a tutti, poco ci manca che mi tiri due lordoni sul grugno… al mio 'ma era solo un sorso piccolo…' ribatte 'se c'è scritto digiuno, vuol dire DI GIU NO! guardi, senta l'anestesista…' e se ne và, sputandomi con sprezzo sui piedi (che nei matrimoni greci è simbolo beneaugurante, ma in questo caso non direi proprio).
Poscia, mi fa accomodare nella linda cameretta a me riservata, in compagnia di altre tre sorelle di sventura, di cui una è certissimamente titolare di un'avviata e prosperosa friggitoria, altrimenti non si spiega l'aroma fragrante che satura l'ambiente, mentre un'altra è truccata come se anzichè in sala operatoria dovesse andare a battere sulla tangenziale. MA COME ! Ma se c'era scritto chiaro e tondo sulle carte 'NO COSMETICI NELLE 48 ORE PRECEDENTI' (il che spiega come mai io invece abbia la pello dello stesso colore di quella dei minatori cileni dopo tutti quei giorni al buio… si si, c'era anche scritto digiuno eccetera… lo so..) Comunque questa sfoggia un bel rossetto color mattone, fondo tinta opacizzante che però ormai fa già le crepe,  mascara come se piovesse e le unghie smaltate di nero.
L'ansia da ingestione immotivata di bevanda gassata sgasata scema notevolmente, ma in compenso sale quella da 'rottame vs similtrans'.

Nel frattempo appare l'anestesista (caro buon vecchio Sigmund: avevo scritto anestETISTA)  con in mano una lattina di chinotto (e si sa, cosa pensano della cocacola quelli che scelgono il chinotto… che poi la cocacola in casa mia non c'è mai, non la compro neanche. L'unica eccezione è quando mangio kebab – domenica sera, appunto.. questo spiega la sgasatura – perchè altrimenti lo digerisco in 6 mesi netti… scusate la digressione). Comunque l'anestesista è una cara personcina, che mi rassicura e mi dice che non c'è problema, '.. tanto prima delle undici – undici e mezza non la facciamo'. E se ne va, mollandomi in mano la lattina vuota di chinotto e lasciandomi in balia della cameretta e delle sue occupanti. In pigiama, peraltro, che fa molto ridere rimettersi il pigiama alla otto e venti quando te lo sei appena tolto alle sette e dieci. Ci avevo pensato, in effetti, di non togliermelo neanche e venire direttamente in abito da notte e ciabatte hellokitti, magari col bus. Anche se, a dire il vero,  fa assai più ridere la camicia da notte pizzi & volant stile Laura Ingalls della terza occupante, una tipa che parla napoletano strettissimo con le 4-5 zie-sorelle-cugggine che 'son venute da ggggiù' per assisterla nel momento del bisogno.

Ecco che mi chiamano: Signora Barbie, tocca a lei ! e via, in sala operatoria!
Guardi che adesso le verrà sonn…

…se mi sono svegliata dall'anestesia, a questo punto, ve lo dico domani.

5 thoughts on “Barbie e la sanità 

  1. si si si è svegliata…………..
    Quando è successo a me, al risveglio continuavo a ripetere
    < ma come mi sento bene, ma come sono rilassata, ma che sensazione di paaaaace, etc etc>
    l'infermiere addetta al trasporto lettiga, ha detto: < non so che cosa le abbiano dato, ma lo voglio anch'io….>
    Il tutto nel totale imbarazzo della Nipotastra che era addetta all'assistenza.

    La SuperZia

  2. Non c'era la simpaticissima infermiera amica di Jack Nicholson a dire "Eh, vedrà dopo!"?

    (riferimento: Enrico Bertolino che racconta la sua doppia frattura – Il Diluvio Fa Bene Ai Gerani )

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