Appunti alla partenza

dall’aeroporto di Malpensa

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– mi piace moltissimo imbambolarmi davanti alla libreria dell’aeroporto. Ancor più mi beo nel constatare che i libri che ho già letto soverchiano in gran numero quello che invece no, e che fra questi ultimi si contano tutti i FabrizioMoccia, i FabioVolo, e soprattutto le 50 sfumature di ‘sta cippa di minchia.

– mi fa invece orrore il dover  viaggiare con un collega animale, che si presenta all’appuntamento per la partenza con  indosso le infradito. Ora: stiamo andando in Francia per un meeting con un cliente termoionico IM-POR-TAN-TIS-SI-MO e lui mi sfoggia – appunto – le infradito e una maglietta sponsorizzata Doner Kebab. Alle mie adirate reprimende (anche perché viaggiamo in aeromobile seduti vicini…) replica: ‘finchè non siamo davanti al cliente faccio quel che mi pare. Poi mi cambio’ e rutta.
Si cambierà difatti nel bagno dell’aeroporto di Orly, indossando le scarpe antifortunistiche (al posto delle orride ciavvatte) e maglietta loggata Termoionofactory Spa, il massimo dell’eleganza che riesce a concedersi.
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Del resto, è lo stesso collega che d’inverno si presenta direttamente all’imbarco con le scarpe antinfortunistiche, a dispetto del metal detector (poiché probabilmente sono le uniche che possiede a parte le flip-flap), la stessa maglietta di oggi (ha sempre caldo) e giubbotto catarifrangente con logo ‘Skipass Cervinia’.
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E pensare che lui nemmeno scia!! Mah…
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